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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01828


Atto n. 4-01828

Pubblicato il 11 marzo 2014, nella seduta n. 205

STEFANO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la semplificazione e la pubblica amministrazione. -

Premesso che:

vengono penalizzati fortemente i lavoratori precari della pubblica amministrazione allorquando venga loro interrotto anticipatamente il rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro pubblico, costringendoli ad aspettare fino a 27 mesi il pagamento del TFR maturato;

tale situazione interessa migliaia di lavoratori precari che hanno prestato servizio nella pubblica amministrazione e che riceveranno la liquidazione del trattamento di fine rapporto non prima di 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro, che, per giunta, č avvenuta per decisione anticipata e unilaterale del datore di lavoro pubblico;

il comma 23 dell'articolo 1 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.148, stabilisce che i nuovi termini di liquidazione non si applichino nei confronti dei soggetti che abbiano maturato i requisiti per il pensionamento prima del 13 agosto 2011, per i quali continua a valere la vecchia normativa che prevede la liquidazione dei trattamenti di fine rapporto o servizio o entro 105 giorni nei casi di cessazione dal servizio per inabilitą, decesso, raggiunti limiti di etą, massima anzianitą contributiva (40 anni), o non prima di 6 mesi ed entro i successivi 3 mesi nei casi di cessazione dal servizio per volontarie dimissioni, licenziamento, destituzione e altro;

la Direzione generale dell'INPS, con circolare n. 37 del 14 marzo 2012, ha fornito ulteriori indicazioni in merito ai termini di pagamento delle liquidazioni, a seguito delle modifiche introdotte dall'articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. La disposizione ha infatti fatto venir meno, dal 1° gennaio 2012, la nozione di «anzianitą massima contributiva» e la possibilitą di conseguire il diritto a pensione con 40 anni di anzianitą contributiva a prescindere dall'etą anagrafica (ad eccezione di coloro che avessero gią maturato tale requisito entro il 31 dicembre 2011). Pertanto, per il personale destinatario delle nuove regole di accesso e calcolo della pensione che cessa dal servizio senza aver raggiunto il limite di etą previsto dal proprio ordinamento, il trattamento di fine servizio o di fine rapporto sarą messo in pagamento non prima di 24 mesi dall'interruzione del rapporto di lavoro. Resta fermo il termine di 6 mesi per il personale che ha maturato l'anzianitą contributiva di 40 anni entro il 31 dicembre 2011 anche se cesserą dal servizio successivamente a tale data;

in merito alle deroghe previste dal decreto-legge n. 138 del 2011, ed a seguito della nota protocollo n. 2680 del 22 febbraio 2012 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il termine di 105 giorni per le cessazioni dal servizio per limiti di etą o di servizio sono a condizione che i relativi requisiti siano maturati entro il 12 agosto 2011. Pertanto, i lavoratori che a tale data abbiano maturato i requisiti congiunti di etą e anzianitą contributiva (cosiddetta quota) ma non abbiano ancora raggiunto il limite di etą previsto dall'ordinamento di appartenenza, ovvero la massima anzianitą contributiva, avranno il pagamento della liquidazione dopo 6 mesi, anche nel caso in cui successivamente abbiano raggiunto, al momento della cessazione dal servizio, i predetti requisiti di accesso per limiti di etą ovvero anzianitą massima contributiva (40 anni);

la prestazione non viene quindi liquidata e messa in pagamento prima di 24 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro, quando questa č avvenuta per cause diverse da quelle sopra richiamate, anche nell'ipotesi in cui non sia stato maturato il diritto a pensione. Tra queste cause sono previste, in particolare, le dimissioni volontarie, con o senza diritto a pensione e il recesso da parte del datore di lavoro (licenziamento o destituzione dall'impiego);

si ha motivo di ritenere non equa tale applicazione della normativa, che colpisce ingiustamente i lavoratori precari della pubblica amministrazione, per la maggior parte giovani, che dopo aver subito l'interruzione anticipata e unilaterale del rapporto di lavoro, rimangono non solo senza alcuna fonte di reddito ma non possono neanche disporre in tempi brevi del TFR maturato,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano di assumere iniziative, se del caso con apposito atto amministrativo, per sanare la problematica segnalata, che colpisce pesantemente questa categoria di lavoratori, gią soggetti, loro malgrado, a forme di lavoro precario.