ePub

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01822


Atto n. 4-01822

Pubblicato il 11 marzo 2014, nella seduta n. 205

STEFANO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

ai sensi dell'articolo 7 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni, le aree di Brindisi, Carovigno, San Pietro Vernotico e Torchiarolo sono state più volte dichiarate aree ad elevato rischio di crisi ambientale in quanto caratterizzate da gravi alterazioni degli equilibri ambientali nei corpi idrici, nell'atmosfera o nel suolo tali da comportare rischio per l'ambiente e la popolazione;

il decreto legislativo n. 22 del 1997 ha incluso Brindisi tra i 57 siti di interesse nazionale (SIN) per interventi di bonifica. I SIN rappresentano aree contaminate molto estese classificate più pericolose dallo Stato Italiano e che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari. Il criterio di inclusione di un sito tra quelli di interesse nazionale dipende in gran parte dal rischio sanitario che le condizioni di quel sito rappresentano per le popolazioni;

sulla scorta di quanto stabilito dall'art. 15, comma 1, lettera c), del decreto ministeriale n. 471 del 1999 ("Regolamento recante criteri, procedure e modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e integrazioni") è stato confermato l'inserimento dell'area industriale di Brindisi nell'elenco dei SIN. Lo stesso decreto riporta la prima definizione di sito inquinato, e precisamente un'area soggetta, per quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, a rilevante impatto ambientale in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché a pregiudizio per i beni culturali ed ambientali;

il SIN di Brindisi interessa una superficie di circa 5.700 ettari di terra e 5.600 ettari di mare, con uno sviluppo costiero di circa 30 chilometri quadrati e con una popolazione residente nelle aree limitrofe pari a un terzo della popolazione regionale. Il SIN comprende, oltre alla zona industriale, anche tutto il porto e una fascia di litorale. L'area complessiva può essere schematicamente suddivisa in: polo chimico, polo energetico, agglomerato industriale, aree agricole e aree marine;

il piano regionale della qualità dell'aria predisposta dall'ARPA Puglia inserisce Brindisi in fascia C, la più critica, che necessita di azioni di riduzione dell'inquinamento;

l'ordinanza n.18 del 28 giugno 2007 a firma del sindaco Domenico Mennitti ha vietato la coltivazione dei prodotti alimentari nei terreni limitrofi alla centrale termoelettrica a carbone Enel "Federico II";

l'ordinanza del 2011 a firma dello stesso sindaco ha previsto l'interdizione totale dell'area Micorosa nei pressi del petrolchimico di Brindisi a causa dell'elevato tasso di inquinamento dei terreni;

considerato che:

nello studio "Sentieri" condotto dall'Istituto superiore di sanità, finanziato dal Ministero della salute, che ritrae la situazione di 44 dei 57 siti di interesse nazionale italiani, queste aree sono caratterizzate da una mortalità in eccesso rispetto alle medie regionali, nel senso che le morti "osservate" sono, in quasi tutte le località, maggiori di quelle "attese". Lo studio ha definito le esposizioni ambientali sulla base dei decreti di perimetrazione di queste aree caratterizzate dalla presenza di impianti chimici, petrolchimici, raffinerie, centrali elettriche, porti e discariche. In queste aree generazioni di lavoratori hanno prodotto benessere e ricchezza a discapito della loro salute; delle 63 cause di morte prese in esame dalle statistiche, alcune emergono come indissolubilmente legate a contaminazioni ambientali e lavorative;

l'articolo 3, comma 133, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge finanziaria per il 2004), ha previsto l'estensione dei benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni, anche ai lavoratori esposti al rischio chimico da cloro, nitro e ammine, dello stabilimento ex Acna di Cengio (Savona), indipendentemente dagli anni di esposizione;

i lavoratori delle imprese che insistono sui suoli ricadenti nell'area SIN di Brindisi e non ancora bonificati sono quotidianamente esposti a fattori macro e microinquinanti in grado, nel tempo, di pregiudicare la salute e ridurre l'aspettativa di vita,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda attivarsi con urgenza affinché, in analogia a quanto accaduto per i lavoratori dell'Acna, possano essere estesi anche ai lavoratori dell'area SIN di Brindisi i benefici previdenziali di cui all'articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni e integrazioni, e perché si possa prevedere una deroga alla "riforma Fornero", di cui al decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, per consentire agli stessi lavoratori di accedere al pensionamento con le regole antecedenti alla riforma stessa.