ePub

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00736


Atto n. 3-00736

Pubblicato il 17 febbraio 2014, nella seduta n. 193

SCALIA , SILVESTRO , LO MORO , PUGLISI , CARDINALI , DE PIN , AIELLO , MASTRANGELI , MANASSERO , CAPACCHIONE , ORRU' , LIUZZI , MORGONI , ANITORI , DIRINDIN , ROMANO , LO GIUDICE , FABBRI , CASSON , CIRINNA' , STEFANO , FEDELI , FUCKSIA , MOSCARDELLI , SPILABOTTE , PEZZOPANE , FAVERO , DI GIORGI , LUCHERINI , MATTESINI , FERRARA Elena , AMATI , ASTORRE , DE PETRIS - Ai Ministri della giustizia e per la pubblica amministrazione e la semplificazione. -

Premesso che:

il 3 febbraio 2014 il Commissario europeo per gli affari interni, Cecilia Malmstrom, ha presentato il primo rapporto della Commissione europea sul fenomeno della corruzione negli Stati membri;

il fenomeno della corruzione, si legge nel rapporto, costa all'economia europea circa 120 miliardi di euro l'anno, di cui 60 miliardi riguardano l'Italia, pari a circa il 4 per cento del nostro PIL;

l'Esecutivo europeo fa notare, inoltre, che, secondo un recente sondaggio Eurobarometro, il 97 per cento degli italiani interpellati considera la corruzione diffusa nel proprio paese (la media europea è del 76 per cento), mentre il 92 per cento delle nostre imprese considera il favoritismo e il fenomeno corruttivo ostacoli alla libera concorrenza;

la Commissione sottolinea i passi in avanti fatti dall'Italia, con l'adozione della legge anticorruzione nel novembre 2012 (legge n. 190 del 2012) e del successivo decreto legislativo sull'incandidabilità, ma molti sono i provvedimenti che restano ancora da adottare;

nel rapporto vengono suggerite all'Italia alcune azioni da intraprendere: anzitutto il rafforzamento del regime di integrità per le cariche elettive e di governo nazionali, regionali e locali, anche con l'adozione di codici di comportamento e sanzioni dissuasive in caso di violazione; si sottolinea, inoltre, la necessità di bloccare l'adozione di leggi ad personam e rafforzare il regime giuridico e attuativo sul finanziamento ai partiti politici, con regole più severe sulle donazioni; inoltre, l'Italia dovrebbe colmare le lacune della disciplina della prescrizione, in alcuni casi troppo breve, e rendere più trasparenti gli appalti pubblici, prima e dopo l'aggiudicazione;

una considerazione a parte merita la Civit (Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche): nel report si legge che l'Italia dovrebbe "estendere i poteri e sviluppare la capacità della Civit in modo che possa reggere saldamente le redini del coordinamento e svolgere le funzioni ispettive e di supervisione efficaci, anche in ambito regionale e locale. Garantire un quadro uniforme per i controlli interni e affidare la revisione contabile della spesa pubblica a controllori esterni indipendenti a livello regionale e locale, soprattutto in materia di appalti pubblici". Bruxelles evidenzia anche che la Civit," composta solo da tre membri e con un organico di supporto di appena 30 effettivi, soggetti a frequenti sostituzioni, sembra mancare della necessaria capacità per assolvere efficacemente ai suoi compiti;

considerato che la corruzione non è un problema solo dal punto di vista morale ma anche economico, viste le pesanti ricadute sull'economia del nostro paese in termini di investimenti esteri. Infatti, nel 2012, l'anno al quale si riferiscono i dati della Commissione europea, gli investimenti diretti provenienti dall'estero sono crollati del 70 per cento: da 34 a 10 miliardi di dollari in un anno, un valore pari, cioè, allo 0,6 per cento del PIL, contro l'1,4 per cento della Francia e il 2,8 per cento del Regno Unito,

si chiede di sapere quali azioni i Ministri in indirizzo, nell'ambito delle rispettive competenze, intendano adottare, anche alla luce del rapporto pubblicato dalla Commissione europea e, nello specifico, come intendano provvedere al rafforzamento della Civit.