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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01668


Atto n. 4-01668

Pubblicato il 11 febbraio 2014, nella seduta n. 188

PETRAGLIA , BAROZZINO , DE PETRIS , DE CRISTOFARO , CERVELLINI , STEFANO , URAS - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

il commissario straordinario Piero Nardi ha inviato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e alle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm, la richiesta per la cassa integrazione straordinaria per 12 mesi per tutti i dipendenti del gruppo Lucchini. Il commissario chiede l'utilizzo degli ammortizzatori per tutti i dipendenti a causa della "crisi occupazionale determinatasi per effetto dell'attuazione del programma relativo alla procedura concorsuale"; il gruppo Lucchini e? in amministrazione straordinaria dal 21 dicembre 2012;

il provvedimento riguarderà 2.698 persone;

in particolare, si tratta dei 2.002 addetti di Piombino, dei 94 di Condove (Torino), degli 85 di Lecco, dei 485 della ferriera di Servola (Trieste) e dei 32 degli uffici amministrativi di Brescia;

il commissario specifica che la contrazione dell'attività? lavorativa sara? attuata mediante sospensione a zero ore settimanali e/o a orario ridotto, in relazione al carico di lavoro e compatibilmente con le esigenze aziendali, con ricorso a rotazione;

il gruppo Lucchini ha chiuso il 2012 con ricavi per 938,9 milioni di euro, in calo del 22 per cento sul 2011, e una perdita di 168,7 milioni, che segue il negativo per 59,5 milioni accumulato a fine 2011. Nel primo semestre le perdite sono state di circa 60 milioni;

le diverse ipotesi sul tavolo del commissario comporteranno impatti di entita? diversa sulla forza lavoro del gruppo;

e? stato pubblicato il 27 dicembre 2013 il bando per la vendita del gruppo siderurgico in amministrazione straordinaria. In realtà i bandi sono 3: il primo, il piu? importante, riguarda il complesso aziendale di Piombino, lo stabilimento di Lecco e Lucchini servizi (contratti di manutenzione). Gli altri 2 bandi riguardano Gsi Lucchini, attiva nella produzione di sfere forgiate di macinazione per l'attività? mineraria, e Vertek, verticalizzazione di barre e vergelle con lavorazioni a freddo;

le offerte delle aziende interessate devono arrivare entro il 10 febbraio 2014. Poi per la formalizzazione di un possibile acquirente il commissario Piero Nardi avra? 6 mesi di tempo. A breve si potrà conoscere il futuro delle acciaierie o quantomeno sapere se il mercato e? interessato al polo piombinese;

il bando individua alcuni criteri per la vendita: in via preferenziale saranno accettate le offerte che prevedono l'acquisto di tutti i complessi aziendali Lucchini e Lucchini servizi negli stabilimenti di Piombino e Lecco. Quindi nel primo caso si prevede che l'acquirente rilevi le fabbriche cosi? come sono e continui l'attivita? compreso il ciclo integrale. In seconda ipotesi si prevede la riconversione in acciaieria elettrica con impianto di produzione di ghisa (corex) dello stabilimento di Piombino e di Lecco; nella terza ipotesi c'è l'impegno a realizzare nel sito di Piombino un forno elettrico con capacita? produttive in linea con il mercato attualmente servito da Lucchini e da Lucchini servizi, quindi la sola acciaieria elettrica. La quarta ipotesi prevede il solo centro di laminazione e come ultima possibilita? la vendita in parti dei singoli elementi produttivi dei complessi aziendali di Piombino e Lecco. Vi è un ordine di preferenze anche per Vertek (stabilimenti presenti a Piombino e a Condove): anche qui si predilige la vendita insieme dei 2 stabilimenti o, in subordine, la vendita dei singoli complessi aziendali. Dalle gare resta fuori il ramo d'azienda Lucchini Trieste e Servola, per cui e? in corsa Arvedi;

in questa fase delicata si inserisce un pericolo sostanziale ed urgente, ovvero che rischia di mancare la materia prima per portare avanti l'altoforno per più di 15-20 giorni;

le rappresentanze sindacali unitarie dei lavoratori della Lucchini hanno inviato una lettera alla Presidenza della Repubblica per ricordare che il Governo si era impegnato a mantenere aperto l'altoforno in attesa della chiusura del percorso di manifestazione di interesse;

la chiusura del forno comporterebbe la dismissione di 4000 operai, per non chiuderlo sarebbe necessario mandare avanti i treni di laminazione e in tal caso, servirebbe il materiale che ormai scarseggia;

le manifestazioni di interesse informalmente arrivate, seppure con gradi diversi di mantenimento dei livelli occupazionali, parlano di dare continuità alla fabbrica,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo non ritengano urgente la convocazione di un tavolo presso il Ministero dello sviluppo economico al fine di trovare sbocchi e soluzioni alla vicenda del gruppo Lucchini da troppo tempo in fase di stallo e ricco di incertezze sul futuro;

se non ritengano di adoperarsi per evitare lo «spacchettamento» del gruppo che porterebbe alla perdita di occupazione;

quali iniziative intendano sostenere d'intesa con le parti sociali per arrivare alla definizione di un piano per la siderurgia italiana volto a mantenere gli attuali livelli occupazionali;

quali iniziative progettuali e finanziarie intendano mettere in campo per salvare l'azienda Lucchini, anche in relazione sinergica con la produzione siderurgica di Taranto e degli altri stabilimenti siderurgici;

come intendano operare per il rilancio di politiche industriali indispensabili per l'uscita dalla crisi del nostro Paese;

che cosa intendano fare, nell'immediato, per mantenere fede a quanto promesso, ovvero garantire che sia mantenuto aperto l'altoforno in attesa della formalizzazione dell'acquirente e garantire così che tra le soluzioni possibili ci sia anche quella della continuità della fabbrica.