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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01592


Atto n. 4-01592

Pubblicato il 30 gennaio 2014, nella seduta n. 180

DE PETRIS , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , PETRAGLIA , STEFANO , URAS - Al Ministro della difesa. -

Premesso che:

in data 29 gennaio 2014 è stato pubblicato il rapporto annuale del DOT&E (director, operational test and evaluation), ovvero del direttore della sezione test operativi e valutazione del Dipartimento della difesa statunitense, Michael Gilmore;

sempre in data 29 gennaio 2014, sul sito "altreconomia", è stato riportata una sintesi di questo rapporto a firma di Francesco Vignarca;

tale rapporto, trasmesso al Congresso USA, è un documento ufficiale delle più alte sfere militari statunitensi e riguarda lo stato tecnico e le procedure delle acquisizioni armate statunitensi;

il rapporto DOT&E, tra le altre cose, affronta l'analisi del programma JSF (Joint strike fighter) F-35, studiando lo sviluppo delle fasi di test (tempi, evoluzione) e conseguentemente di valutare le capacità raggiunte in funzione dei medesimi test;

a tal riguardo, le valutazioni presenti nel rapporto sono state aggiornate a test effettuati fino al mese di ottobre 2013;

secondo quanto riportato dal rapporto, in merito agli F-35, si legge: «le performance riguardanti l'operatività complessiva continuano ad essere immature e si basano fortemente su supporto e soluzioni proposte dall'industria che sono inaccettabili per operazioni di combattimento. La disponibilità di velivoli e le misure di affidabilità dei tassi di manutenzione sono tutte sotto gli obiettivi che il Programma si era dato per questo punto del proprio sviluppo»;

in particolare si evidenzia che la disponibilità della flotta è stata mediamente del 37 per cento rispetto alle previsioni con una tendenza ad un declino graduale. Nessuna delle tre varianti dell'aereo ha raggiunto l'affidabilità prevista con una percentuale di raggiungimento dell'obiettivo che va dal 30 al 39 per cento, con tassi di manutenzione, per problemi più o meno gravi, che sono stati 3 volte superiori a quanto richiesto (addirittura del 344 per cento in più in alcuni casi);

una tabella nel rapporto DOT&E mostra come siano stati "compiuti" solo 5.464 del 7.180 punti di prova previsti. Cioè il 24 per cento in meno rispetto a quanto originariamente stabilito (e per i sistemi di missione si è al 46 per cento in meno). Va notato come la definizione di "compiuto" non significhi che tale particolare test sia stato "superato", ma solo che gli F-35 lo abbiano eseguito e questo spiegherebbe le discrepanze con quanto dichiarato dalla Lockheed Martin, ossia che i test sono "più avanti del previsto";

questo si ripercuote sul raggiungimento dell'obiettivo primario del programma, ovvero raggiungere una capacità operativa iniziale (IOC) che consenta un primo utilizzo dei caccia F-35 in un ciclo di addestramento che possa rendere effettiva la scelta compiuta;

nonostante i voli di prova siano stati superiori ai traguardi fissati, sono stati soprattutto i pochissimi progressi sui test per i sistemi di missione e l'integrazione degli armamenti a tenere la situazione ancora ben lontana dagli «obiettivi imposti dai lotti di produzione della flotta e dai piani di IOC richiesti dalle diverse forze armate», come si legge dal rapporto;

inoltre, nel rapporto si evidenziano i problemi al software, cui nonostante le numerose innovazioni, secondo il rapporto «I primi risultati con il nuovo incremento di software Block 2B indicano ancora l'esistenza di lacune elementi come fusione, radar, guerra elettronica, navigazione, EOTS, Distributed aperture system (DAS), Helmet-mounted display system (HMDS) e datalink»;

sui sistemi di missione si registra, secondo il rapporto, una vera e propria emergenza. Infatti, solo il 54 per cento dei test previsti come "soglia base" per questi aspetti (fino al blocco 2B) sono stati condotti nel 2013, e complessivamente solo il 47 per cento delle capacità definite nel contratto di produzione sono state raggiunte per i 24 velivoli consegnati all'interno del lotto 4 di produzione. Per il lotto 5 la situazione non è migliore: le capacità definite per contratto che sono state raggiunte arrivano solo al 50 per cento;

altre preoccupazioni emergono secondo il rapporto riguardo al peso, la struttura e la dotazione delle armi, che particolarmente ai modello B a decollo corto ed atterraggio verticale (quello che dovrebbe essere equipaggiato sulla portaerei "Cavour") si riscontrano i maggiori problemi sui test relativi al "distacco" degli armamenti (il lancio dei missili). Circa il 55 per cento dei test pianificati in merito sono stati raggiunti da successo mentre l'F-35B continua ad avere almeno 6 problemi strutturali (sul portellone e sulla propulsione) che derivano dal passato e saranno forse sistemati con il lotto 7 e 8 di produzione;

quanto appena esposto confermerebbe le criticità rispetto ad un programma che, oltre ad essere altamente costoso, rischia di acquistare aerei che non avranno alcuna speranza di essere utilizzati in missione, se non anche a fatica per azioni di addestramento,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e conosca i dettagli del rapporto DOT&E;

se intenda dare indicazione al Ministero di valutare gli impatti per l'Italia di questa situazione del programma (su tempi, costi e addestramento) mettendosi in contatto con il DOT&E;

se non intenda sospendere immediatamente l'acquisto degli ulteriori lotti del programma JSF F-35.