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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00194


Atto n. 1-00194

Pubblicato il 18 dicembre 2013, nella seduta n. 154

STEFANO , DE PETRIS , D'ONGHIA , BRUNI , CERVELLINI , URAS , PETRAGLIA , DE CRISTOFARO , BAROZZINO

Il Senato,

premesso che:

il decreto ministeriale 9 agosto 2013, n. 713, recante "Criteri e contingente assunzionale delle Università statali per l'anno 2013", che ha definito la distribuzione del contingente di risorse, espresso in termini di punti organico, riportati nella tabella 1 allegata, ha determinato un'evidente disparità di trattamento fra gli atenei, condannando il sistema universitario meridionale ad un destino di marginalità e insignificanza;

i decreti attuativi del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di attribuzione di punti organico non tengono in alcun modo conto delle cessazioni intervenute nelle singole università nei periodi precedenti, ripartendo i punti organico spalmandoli sull'intero "sistema delle università statali", col risultato che alcune università, soprattutto quelle meridionali, possono assumere in una percentuale irrisoria rispetto alle quote alle stesse singolarmente spettanti, come previste nel comma 13 dell'articolo 66 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, la cui efficacia è stata depotenziata, determinando l'attuale insostenibile situazione, con l'introduzione, con l'art. 14, comma 3, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, del comma 13-bis allo stesso decreto;

il 23 ottobre 2013 il Consiglio universitario nazionale così si esprimeva, relativamente alla ripartizione dei punti organico 2013: con tali criteri si favoriscono "in maniera considerevole gli Atenei che si trovano in una situazione economico-finanziaria molto solida, andando però a penalizzare un ampio numero di Atenei che si trovano in una situazione combinata di costo del personale e indebitamento comunque ritenuta positiva dallo stesso decreto legislativo n. 49 del 2012, (…) auspica di poter giungere a un momento di confronto fattivo con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca al fine di individuare possibili percorsi correttivi volti ad attenuare gli effetti palesemente sperequativi conseguenti all'applicazione dell'attuale modello di ripartizione";

la mozione congiunta dei rettori delle università di Puglia e Molise sugli ulteriori tagli alle risorse finanziarie assegnate agli atenei del Sud, afferma che "la distribuzione dei punti organico oscilla dal 6,84 per cento al 213 per cento del turnover degli stessi atenei";

gli indicatori utilizzati per il computo dei punti organico, basati sul rapporto tra le entrate complessive delle università, tra cui la contribuzione studentesca, e i costi fissi sono molto condizionati dal contesto socio-economico di ubicazione dei singoli atenei tenendo conto, in particolare, dell'elevato numero di studenti in condizioni di disagio che fruiscono di esenzioni o riduzioni della tassazione. Di conseguenza, anche alla luce dei cospicui tagli al Fondo di funzionamento ordinario (FFO) delle università, già effettuati negli anni precedenti, non sarà più possibile garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale standard qualitativi per consentire ai cittadini di fruire dello stesso diritto all'istruzione ed alla conoscenza, violando in tal modo il principio di uguaglianza;

ai fini della distribuzione di punti organico tra le differenti università, l'utilizzo di indicatori legati al bilancio di ateneo determina inevitabilmente un collegamento con la contribuzione studentesca e con la sua entità: tale parametro si scontra, in generale, con la difficile situazione economica del Paese e, in particolare, con quella delle aree socio-economiche più deboli;

l'articolo 8, comma 11, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 aprile 2001, nell'intento di assicurare l'effettiva fruizione del diritto allo studio costituzionalmente sancito, prevede che il Ministro definisca, nell'ambito delle quote aggiuntive per la parte premiale del FFO, specifici incentivi che tengano conto dell'impegno degli atenei nelle politiche per il diritto allo studio, con particolare riferimento all'incremento del numero degli esoneri totali rispetto all'anno accademico 2000/2001, all'esonero dalla tassa di iscrizione e dai contributi universitari degli studenti idonei non beneficiari di borsa di studio e dei contributi per la mobilità internazionale;

considerato che:

nel rapporto, approvato dalla 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato il 30 ottobre 2013, "si auspica che la distribuzione delle poche risorse disponibili per il rimpiazzo delle cessazioni non penalizzi pesantemente intere aree del paese aggravando gli squilibri territoriali proprio in un campo strategico come l'alta formazione e la ricerca";

la discrezionalità nell'attribuzione dei criteri per la definizione dei punti organico 2013, che determina un'eccessiva esiguità del contingente assunzionale destinato agli atenei del Sud, impedirà di fatto gli atenei meridionali di poter assumere i propri migliori scienziati e docenti, mentre di contro altri atenei potrebbero contare su un surplus di punti organico con l'effetto inevitabile di costringere alcuni atenei meridionali alla chiusura o, in alternativa, determinarne un declassamento ad università di "serie B",

impegna il Governo:

1) a modificare il decreto ministeriale 9 agosto 2013, n. 713, prevedendo un costo standard unitario di formazione per studente, da determinarsi anche in riferimento ai "differenti contesti economici, territoriali e infrastrutturali in cui opera ogni singolo ateneo", come previsto dall'art. 8 del decreto legislativo n. 49 del 2012, prevedendo altresì l'introduzione di un correttivo al riparto delle risorse, avendo riguardo agli imprescindibili indici di deprivazione sociale elaborati dall'Istat;

2) a ripristinare la cosiddetta clausola di salvaguardia con cui nel 2012 è stato previsto, per ogni università, al massimo il 50 per cento dei punti organico relativi alle cessazioni dei rapporti di lavoro dell'anno precedente (art. 2, comma 1, lettera a), del decreto ministeriale n. 297 del 2012), in piena conformità con la vigente normativa (art. 7, comma 6, del decreto legislativo n. 49 del 2012);

3) ad applicare la finora disattesa disposizione, recata dall'art. 8, comma 11, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 aprile 2001, nell'intento di assicurare l'effettiva fruizione del diritto allo studio costituzionalmente sancito;

4) a introdurre la disposizione, già vigente in materia sanitaria dal 2004 al 2010, per effetto della quale le spese del personale docente e tecnico-amministrativo in regime di convenzione con il Sistema sanitario nazionale sono state ricomprese solo per due terzi tra quelle fisse obbligatorie di ateneo (per il 2004, art. 5, comma 2, del decreto-legge n. 97 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 143 del 2004), considerando che i docenti dei dipartimenti di Medicina, oltre alla ricerca scientifica e didattica, svolgono un'importantissima funzione di assistenza sanitaria a beneficio dell'intera collettività.