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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00582


Atto n. 3-00582 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 17 dicembre 2013, nella seduta n. 153

DE PETRIS , CIRINNA' , REPETTI , BAROZZINO , GRANAIOLA , CERVELLINI , AMATI , PETRAGLIA , DE CRISTOFARO , STEFANO , URAS , BONDI , MAZZONI , TARQUINIO - Al Presidente del Consiglio dei ministri. -

Premesso che:

è stato trasmesso il 3 dicembre 2013 ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati l'Atto del Governo n. 50 "Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici" varato nella riunione del Consiglio dei ministri il 21 novembre 2013;

dei 13 criteri direttivi specifici contenuti nell'articolo 13 della "legge di delegazione europea" legge n. 96 del 2013, lo schema di decreto legislativo contiene la violazione totale o parziale di ben 10 punti;

in fase di approvazione della legge n. 96 del 2013 il Governo, con i Ministri della salute e per gli affari europei, ha dato parere positivo all'approvazione dell'iniziativa parlamentare, contenuta nel citato articolo 13;

in particolare, nello schema di decreto legislativo non si rispetta il divieto di esperimenti senza anestesia o analgesia, si aggira il fermo delle esercitazioni didattiche con animali, si stracciano le limitazioni su animali modificati geneticamente e il riutilizzo in più test, viene varato un fondo per i metodi alternativi destinato per l'84 per cento a chi effettua vivisezione, e si fa slittare di 4 anni il divieto di prove con animali per xenotrapianti, alcool e droghe; inoltre vi sono previste con sanzioni non dissuasive anche per i divieti rispettati come quelli per l'allevamento di cani, gatti e primati non umani, il ricorso agli animali randagi e da canili, gli esperimenti a fini bellici;

questo è il quadro di confronto che risulta agli interroganti:

la lettera a) dell'articolo 13 detta il principio e criterio direttivo specifico di "orientare la ricerca all'impiego di metodi alternativi": non è stato rispettato con l'articolo 37 dello schema di decreto legislativo poiché viene, sì, espresso il principio di promozione dei metodi alternativi, ma in maniera molto generica, senza specificare criteri dell'attuazione. Di fatto non viene introdotta nessuna misura che oggettivamente incentivi la riconversione di stabulari e/o lo sviluppo di progetti in questo ambito;

la lettera i) dell'articolo 13 detta il principio e criterio direttivo specifico di "sviluppare approcci alternativi idonei a fornire lo stesso livello o un livello superiore di informazioni rispetto a quello ottenuto nelle procedure che usano animali, ma che non prevedono l'uso di animali o utilizzano un numero minore di animali o comportano procedure meno dolorose, nel limite delle risorse finanziarie derivanti dall'applicazione del criterio di cui alla lettera h), accertate e iscritte in bilancio": non è stato rispettato poiché con l'articolo 37, comma 1, dello schema viene espresso il principio di promozione dei metodi alternativi, ma in maniera molto generica senza specificare criteri dell'attuazione, e senza istituire un serio piano sanzionatorio nel caso in cui lo stesso principio non venga osservato;

la lettera l) dell'articolo 13 detta il principio e criterio direttivo specifico di "destinare annualmente una quota nell'ambito di fondi nazionali ed europei finalizzati alla ricerca per lo sviluppo e la convalida di metodi sostitutivi, compatibilmente con gli impegni già assunti a legislazione vigente, a corsi periodici di formazione e aggiornamento per gli operatori degli stabilimenti autorizzati, nonché adottare tutte le misure ritenute opportune al fine di incoraggiare la ricerca in questo settore con l'obbligo per l'autorità competente di comunicare, tramite la banca dei dati nazionali, il recepimento dei metodi alternativi e sostitutivi"; ciò non è stato rispettato poiché con l'articolo 41 dello schema di decreto legislativo la quota prevista è limitata al 16 per cento (ovvero 160.000 euro all'anno), quindi assolutamente non sufficiente per promuovere lo sviluppo e la diffusione delle alternative; inoltre essa è destinata ai soli Istituti zooprofilattici sperimentali penalizzando tutti gli altri centri di ricerca e università che lavorano in questo ambito o vorrebbero intraprendere queste tecniche. L'84 per cento rimanente è incredibilmente destinato invece alla formazione di chi lavora con gli animali: una percentuale altissima a giudizio degli interroganti non giustificabile. Inoltre, non viene nemmeno prevista la "banca dei dati nazionali sul recepimento dei metodi alternativi e sostitutivi";

la lettera b) dell'articolo 13 detta il principio e criterio direttivo specifico di "vietare l'utilizzo di primati, cani, gatti ed esemplari di specie in via d'estinzione a meno che non si tratti di ricerche finalizzate alla salute dell'uomo o delle specie coinvolte, condotte in conformità ai princìpi della direttiva 2010/63/UE, previa autorizzazione del Ministero della salute, sentito il Consiglio superiore di sanità": è stato rispettato con l'articolo 31, comma 3, dello schema di decreto legislativo;

la lettera d) detta il principio e criterio direttivo specifico di "vietare gli esperimenti e le procedure che non prevedono anestesia o analgesia, qualora esse comportino dolore all'animale, ad eccezione dei casi di sperimentazione di anestetici o di analgesici": non è stato rispettato poiché con l'articolo 14, comma 1, dello schema di decreto legislativo l'anestesia e analgesia sono obbligatorie solo in caso di sperimentazioni che comportano dolore intenso e gravi lesioni, quindi classificabili come livello di dolore "grave" dove la direttiva 2010/63/UE (articolo 14, comma 1) già prevedeva tale obbligo. Così come proposto, il testo lascia la possibilità di continuare a attuare test dolorosi e angoscianti come ad esempio: irradiazione o chemioterapia in dose subletale, sospensione di cibo, impianto chirurgico di cateteri o dispositivi biomedici, induzione di tumori dolorosi e creazione di animali geneticamente modificati mediante procedure chirurgiche;

la lettera f) dell'articolo 13 detta il principio e criterio direttivo specifico di "vietare l'utilizzo di animali per gli esperimenti bellici" e ciò è stato rispettato con la previsione dell'articolo 5, comma 2, lettera a), dello schema;

sempre la lettera f) detta il principio e criterio direttivo specifico di "vietare l'utilizzo di animali per gli xenotrapianti", rispettato solo in parte nel merito e non con effetto immediato, limitato al solo trapianto di uno e più organi (articolo 3, comma 1, punto p) e con applicazione dal 2017, termine non previsto dai criteri direttivi di legge (articolo 5, comma 2, lettera d), e articolo 3, comma 1, lettera q));

ancora, la lettera f) detta il principio e criterio direttivo specifico di "vietare l'utilizzo di animali per le ricerche su sostanza d'abuso", rispettato nel merito, ma non con effetto immediato: infatti il divieto non sarà con l'entrata in vigore del testo, ma è slittato fino al 2017, termine non previsto dai criteri direttivi di legge (articolo 42, comma 1);

in ultimo, la lettera f) detta il principio e criterio direttivo specifico di "vietare l'utilizzo di animali negli ambiti sperimentali e di esercitazioni didattiche ad eccezione della formazione universitaria in medicina veterinaria e dell'alta formazione dei medici e dei veterinari": non viene rispettato nello schema nemmeno il divieto sulla didattica, infatti è stata inserita la possibilità di eseguire esercitazioni nelle facoltà di veterinaria lasciando, nei fatti, autorizzabile qualsiasi esperimento anche per altre formazioni universitarie (articolo 5, comma 2, lettera f));

la lettera g) dell'articolo 13 detta il principio e criterio direttivo specifico di "vietare l'allevamento nel territorio nazionale di cani, gatti e primati non umani destinati alla sperimentazione": è stato rispettato con l'articolo 10, comma 5, anche se le sanzioni previste non sono sufficientemente dissuasive;

la lettera c) dell'articolo 13 detta il principio e criterio direttivo specifico di «considerare la necessità di sottoporre ad altre sperimentazioni un animale che sia già stato utilizzato in una procedura, fino a quelle in cui l'effettiva gravità delle procedure precedenti era classificata come "moderata" e quella successiva appartenga allo stesso livello di dolore o sia classificata come "lieve" o "non risveglio", ai sensi dell'articolo 16 della direttiva 2010/63/UE»: non è stato rispettato con l'articolo 16, comma 1, dello schema di decreto legislativo poiché sì viene osservato lo stesso principio, ma senza vincoli o oggettive limitazioni nelle procedure di autorizzazioni e in quelle di controllo;

la lettera e) detta il principio e criterio direttivo specifico di "stabilire che la generazione di ceppi di animali geneticamente modificati deve tener conto della valutazione del rapporto tra danno e beneficio, dell'effettiva necessità della manipolazione e del possibile impatto che potrebbe avere sul benessere degli animali, valutando i potenziali rischi per la salute umana e animale e per l'ambiente": non viene rispettato poiché all'articolo 10, comma 4, viene espresso lo stesso principio, ma senza vincoli o oggettive limitazioni nelle procedure di autorizzazioni e in quelle di controllo.

la lettera h) detta il principio e criterio direttivo specifico di "definire un quadro sanzionatorio appropriato e tale da risultare effettivo, proporzionato e dissuasivo, anche tenendo conto del titolo IX-bis del libro II del codice penale": non è stato rispettato poiché tutto il quadro sanzionatorio riportato nell'articolo 40 dello schema di decreto legislativo non prevede misure sufficientemente dissuasive, le sanzioni pecuniarie sono troppo basse e non coprono tutti i divieti e vincoli espressi nell'articolato normativo. Anche le misure prese nei casi di gravi negligenze da parte del personale non sono assolutamente "appropriate, effettive, proporzionate e dissuasive";

è stato infine rispettato con l'articolo 11, comma 1, «l'impegno a mantenere il divieto "di impiego di animali randagi o provenienti da canili o rifugi"» già presente nel decreto legislativo n. 116 del 92 e nella legge n. 281 del 1991;

per l'elaborazione dello schema di decreto legislativo, l'analisi dell'impatto di regolazione (AIR) ai sensi della direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 16 gennaio 2013 non è stata effettuata con le dovute "associazioni rappresentative" della ricerca sostitutiva e delle associazioni animaliste riconosciute dallo stesso Ministero della salute, poiché l'AIR è stata redatta usando una limitata consultazione, non giustificata, con sigla non nota ai più e mai facente parte di tavoli tecnici ministeriali o parlamentari per accreditare nel documento, peraltro, la necessità di posporre due criteri direttivi del richiamato articolo 13 della legge n. 96 del 2013 (prove su animali per xenotrapianti e sostanze d'abuso) al 1° gennaio 2017,

si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Presidente del Consiglio dei ministri intenda intraprendere, al di là del previsto parere parlamentare con scadenza prevista 13 gennaio 2014 e della Conferenza Stato-Regioni, ai fini dell'emanazione di un decreto legislativo rispettoso dell'articolo 13 della legge n. 96 del 2013 e, quindi, dell'articolo 76 della Costituzione.