ePub

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00102


Atto n. 2-00102 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 11 dicembre 2013, nella seduta n. 150

FILIPPI , CHITI , CANTINI , CARDINALI , COCIANCICH , CAPACCHIONE , BORIOLI , FORNARO , BROGLIA , CALEO , GINETTI , ALBANO , DI GIORGI , CASSON , FATTORINI , DIRINDIN , FABBRI , MANASSERO , TRONTI , PEZZOPANE , ZAVOLI , FAVERO , DEL BARBA , MARINO Mauro Maria , GOTOR , MARCUCCI , MOSCARDELLI , MORGONI , MIRABELLI , ORRU' , FILIPPIN , COLLINA , CUCCA , ANGIONI , AMATI , ASTORRE , ESPOSITO Stefano , FERRARA Elena , GATTI , GIACOBBE , GUERRIERI PALEOTTI , LUCHERINI , MARGIOTTA , MATTESINI , PAGLIARI , PEGORER , PIZZETTI , PUGLISI , ROSSI Gianluca , SCALIA , SOLLO , SPILABOTTE , TOCCI , VACCARI , VATTUONE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

ogni giorno nelle cronache dei quotidiani locali si da notizia del disagio dei pendolari. Oggi si dà notizia del blocco della tratta Napoli-Roma per una manifestazione inscenata da circa 300 persone nella stazione di Villa Literno, in provincia di Caserta, dove i manifestanti hanno protestato contro i tagli alle corse dei convogli e i nuovi orari;

e appena di ieri la disavventura del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, accompagnato dall'assessore regionale alla mobilità, Vincenzo Ceccarelli, che insieme hanno voluto verificare di persona le condizioni del trasporto ferroviario, cercando di prendere il treno in partenza da Pistoia alle 7.50 per Firenze stazione di Santa Maria Novella. Peccato che, dopo un'inutile attesa, il treno sia stato soppresso, e che quello successivo aveva ben 78 minuti di ritardo. Nei giorni precedenti c'erano state lamentele e manifestazioni in Veneto, come in Puglia o nella Valle d'Aosta;

in questi giorni è stato pubblicato il rapporto di Legambiente con la classifica delle dieci peggiori linee ferroviarie regionali, che sono: la Circumvesuviana, la Roma Nettuno, la Padova-Calalzo, la Potenza-Salerno, la Campobasso-Isernia-Roma, la Bologna-Porretta Terme, la Siracusa-Ragusa-Gela, la Arquata Scrivia-Genova Brignole, le linee interne piemontesi, e la Mantova-Cremona-Milano;

se la situazione critica riguarda tutta la penisola, nelle isole la condizione è ancora più tragica: lo stato spesso disastroso delle vetture, vecchie e sporche, convogli perennemente in ritardo o addirittura soppressi, oppure rari e su tratte affollatissime, sono ormai l'incubo dei pendolari italiani. Una situazione insostenibile denunciata già centinaia di volte, a cui non è stata data risposta, ad esempio l'ultima interpellanza del primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo (2-00006), sullo stesso argomento, è del 2 aprile 2013;

al cambio d'orario tra la stagione invernale e quella estiva si assiste perennemente al taglio di fondi per il trasporto regionale dei pendolari (milioni di persone al giorno), mentre l'alta velocità, che trasporta circa centomila passeggeri al giorno, è oggetto di nuovi investimenti. Sistemi di comunicazione inadeguati che scoraggiano l'utenza non solo di pendolari ed operatori economici che hanno bisogno di contare su un servizio regolare ed affidabile, ma che sono anche un forte deterrente al turismo visti i tantissimi piccoli centri di attrazione turistica mal collegati con le grandi città;

i fondi destinati al trasporto pubblico sono stati drasticamente ridotti negli ultimi anni. Fra il 2011 e il 2013 il taglio ai servizi ferroviari è stato pari al 21 per cento in Abruzzo e Liguria, al 19 per cento in Campania, e analogamente in tutte le regioni italiane;

un'operazione con cui Trenitalia, in nome di una razionalizzazione che mal si comprende, abbassa sistematicamente lo standard del servizio offerto ai cittadini, continuando a penalizzare i pendolari e a valorizzare determinate tratte nell'interesse esclusivo dell'azienda e dei suoi profitti, senza tener conto delle esigenze dei cittadini utenti a cui è tenuta a garantire un servizio pubblico adeguato, efficiente e al passo con gli altri paesi europei;

considerando che la crisi economica spinge un numero sempre maggiore di persone ad utilizzare i mezzi pubblici, bisognerebbe sfruttare questa occasione in positivo, realizzando finalmente un servizio che faccia considerare il treno come il mezzo di trasporto principale, diminuendo così il traffico automobilistico anche nel futuro;

secondo i dati del rapporto «Pendolaria» di Legambiente 2012, il costo del biglietto ferroviario è aumentato in media del 10 per cento in tutte le regioni italiane, mentre il servizio è stato ridotto. Il 2012 ha rappresentato l'apice del disastro del trasporto locale a causa dei ripetuti tagli ai servizi che già nel 2011 avevano riguardato tutte le regioni, ad esclusione di Lombardia e Calabria, a fronte di aumenti tariffari applicati in 19 regioni su 20 (elaborazione di Legambiente su dati di regioni e Trenitalia). Nel Lazio, il taglio al servizio pubblico per i lavoratori pendolari è stato del 3,7 per cento nel 2011, mentre il costo dei biglietti è salito del 15 per cento;

secondo le notizie riportate a mezzo stampa e riferite dai comitati dei pendolari, sarebbe in atto da parte di Trenitalia la prossima cancellazione di ben 12 convogli che percorrono tratte di media/lunga percorrenza toccando stazioni come Arezzo, Chiusi, Siena, Grosseto, Livorno, Massa e Prato; la soppressione di tali treni si ripercuoterebbe inevitabilmente sulla viabilità dell'intero centro Italia;

in questi ultimi anni si è assistito a un progressivo e inesorabile depauperamento del trasporto ferroviario sulla tratta Roma-Firenze; periodicamente, a scadenze regolari coincidenti con i mesi in cui avviene il passaggio dall'orario invernale a quello estivo e viceversa, i comitati dei pendolari sono costretti a mobilitarsi per difendere un servizio, un diritto sempre più esiguo, attaccato di volta in volta ora da aumenti dei tempi di percorrenza, ora da soppressione temporanea dei convogli o ancora da soppressione delle linee;

il contratto di servizio pubblico 2012-2014 - come si può leggere sul sito di Trenitalia - è un atto stipulato tra l'autorità pubblica (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Ministero dell'economia e delle finanze) e Trenitalia allo scopo di garantire il diritto alla mobilità, tramite servizi di trasporto effettuati per soddisfare esigenze sociali. Nella misura in cui tali servizi siano in contrasto con l'interesse commerciale dell'impresa, l'autorità pubblica, a fronte dell'obbligo di produzione di detti servizi, è tenuta a corrispondere a Trenitalia un'adeguata compensazione economica; con il contratto di servizio pubblico l'azienda è impegnata a garantire: l'adozione di una politica di prezzi, legata al raggiungimento degli obiettivi fissati nel contratto e la manutenzione ordinaria e straordinaria del materiale rotabile, che deve rispondere a caratteristiche di sicurezza, pulizia ed efficienza;

Trenitalia inoltre monitora costantemente la performance erogata per questi servizi, comunicando trimestralmente all'autorità competente i risultati di questa analisi. Sono oggetto del contratto di servizio pubblico tutti i treni notturni e la maggior parte dei treni intercity. Gli articoli 3 e 5 del contratto di servizio pubblico riguardano specificatamente l'oggetto del contratto e gli obblighi dei contraenti,

si chiede di sapere:

quale valutazione da il Ministro in indirizzo rispetto alla politica intrapresa, in questi anni, da Trenitalia, che si connota essenzialmente in una drastica operazione di contrazione delle risorse e conseguentemente dei servizi che interessano ogni giorno milioni di studenti e lavoratori producendo disservizi;

in che relazione sono tali politiche con la destinazione di risorse prodotte da avanzi di bilancio, in tratte dedicate all'alta velocità destinate a una minor fascia di cittadini e se invece non ritenga che le risorse aggiuntive non debbano essere investite prioritariamente per l'efficientamento e il miglioramento dei servizi destinati ai pendolari;

quali sono le azioni (strumenti e risorse) necessare per allineare la politica dell'azienda ai bisogni e ai diritti di mobilità crescenti espressi in questi anni dai cittadini;

nel caso in cui il Ministro confermasse la veridicità della soppressione dei treni intercity, quali siano le iniziative urgenti che intende intraprendere per evitarla;

se non si ritenga necessario chiedere a Trenitalia che eventuali ed ulteriori contrazioni e riduzioni di servizi debbano arrestarsi, e che soprattutto non debbano verificarsi con l'imminente cambio d'orario, bloccando ogni ulteriore riduzione del servizio in ambito locale fino a che non sarà stata fornita adeguata informazione al Parlamento e data risposta alle numerose interrogazioni ed interpellanze presentate sul punto.