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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01058


Atto n. 4-01058

Pubblicato il 29 ottobre 2013, nella seduta n. 133

PETRAGLIA , BAROZZINO , DE PETRIS , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , STEFANO , URAS - Al Ministro dello sviluppo economico. -

Premesso che:

il 1° gennaio 2010, anche per evitare l'imminente fallimento delle industrie Pininfarina, si concretizzava il passaggio alla De Tomaso, della famiglia Rossignolo, di 950 dipendenti (operai ed impiegati) dello stabilimento di Grugliasco (Torino) e di 150 lavoratori dello stabilimento di Livorno;

dal mese di novembre 2010 dopo aver concluso, attraverso il comando distacco alle industrie Pininfarina, le commesse residue per Fiat Auto, tutti i lavoratori venivano posti in cassa integrazione guadagni straordinaria per ristrutturazione per 24 mesi, in attesa che partissero i corsi di formazione professionale atti a riconvertire la manodopera per i prodotti della De Tomaso;

la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione veniva trasformata nel marzo 2012 in cassa integrazione per crisi dopo l'intervento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che accertava non essersi realizzati gli impegni e i propositi della De Tomaso per ristrutturare e rilanciare quello stabilimento;

il 4 luglio 2012 cessava la cassa per crisi, visto il fallimento della De Tomaso, e da allora veniva attivato l'anno di cassa integrazione ai sensi dell'articolo 3 della legge n. 223 del 1991 per il fallimento;

il Ministero dello sviluppo economico, il 28 agosto 2012, ha autorizzato il trattamento straordinario di integrazione salariale per il periodo dal 5 luglio 2012 al 4 luglio 2013 e la proroga per il semestre dal 5 luglio 2013 al 4 gennaio 2014, in favore di 1.030 lavoratori operanti presso le sedi di Collesalvetti (Livorno) e Grugliasco (Torino);

la situazione dell'azienda nel frattempo è andata peggiorando e il curatore fallimentare della De Tomaso ha inviato in data 13 ottobre 2013 le lettere di licenziamento ai 1.100 addetti della società (tra Piemonte e Toscana) del settore automotive della famiglia Rossignolo;

i termini del licenziamento scatteranno a partire dal 4 gennaio 2014 se in questo periodo non saranno trovate soluzioni alternative per il recupero anche parziale della realtà produttiva;

la Regione Piemonte, attraverso la società SIT (Sviluppo investimento territorio) controllata al 99 per cento da Finpiemonte partecipazioni, sta avviando un progetto per attrarre investimenti e imprese legato all'automotive che dovrebbe fare perno sullo stabilimento di Grugliasco area di 62.000 metri quadri di cui è proprietaria la SIT stessa;

la Regione Toscana, dopo aver richiesto al Ministero dello sviluppo economico di riaprire il tavolo per avere certezze sul futuro dei dipendenti dello stabilimento di Livorno e dell'intero gruppo, ha altresì annunciato di voler attivare il procedimento di revoca dei finanziamenti, coperti da polizze fideiussorie, concessi negli ultimi due anni alla De Tomaso per finanziare progetti di innovazione e formazione;

a complicare il futuro dell'azienda vi è anche la vicenda giudiziaria che coinvolge il marchio De Tomaso, di fatto conteso, e su cui pende un ricorso in appello: un'ulteriore difficoltà per la ricerca di un'eventuale soluzione industriale,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario reperire risorse per prorogare la cassa integrazione dei 1.000 lavoratori ed assumere iniziative urgenti per assicurare una soluzione strutturale al problema dell'azienda, evitando il licenziamento di 1.100 addetti e l'ulteriore depressione dell'area economica torinese e i nefasti effetti occupazionali per la provincia di Livorno.