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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n░ 4-01005


Atto n. 4-01005

Pubblicato il 16 ottobre 2013, nella seduta n. 126
Risposta pubblicata

URAS , CERVELLINI , DE PETRIS , DE CRISTOFARO , BAROZZINO , PETRAGLIA , STEFANO - Ai Ministri della difesa e dell'interno. -

Premesso che:

risulta che le forze armate italiane siano dotate di radar costieri in grado di monitorare nel dettaglio la presenza di natanti nelle acque territoriali e non solo e che la spesa per l'approntamento di tale misura di monitoraggio sia stata ingente;

tra le postazioni costiere risulta installato un radar nell'isola di Lampedusa sin dal 2010, in condizioni di intercettare natanti provenienti anche dalle coste interessate dai flussi di migrazione, soprattutto nordafricane;

appare legittimo l'interrogativo di come sia stato possibile e sia ancora possibile che si verifichino tragedie politicamente, culturalmente e umanamente intollerabili, come quelle che ormai da anni si susseguono nel Mediterraneo. Naufragi incidentali o provocati dai comportamenti criminali di organizzazioni dedite al traffico di esseri umani, che agiscono come se fosse possibile nascondersi rispetto alla necessaria vigilanza e al contrasto che tutte le forze armate nazionali ed europee e le autoritÓ di sicurezza devono assicurare, in funzione preventiva delle stesse insopportabili tragedie e dei reati connessi, oltre che ai fini di assistenza umanitaria e di solidarietÓ verso gli inermi, soprattutto donne e bambini, che costituiscono la popolazione dei migranti,

si chiede di sapere:

se esista effettivamente un'adeguata rete di sorveglianza delle acque territoriali e non, tramite sistemi radar costieri in grado di intercettare natanti;

se tale rete sia stata giÓ impiegata o sia possibile comunque impiegarla al fine di prevenire delle tragedie del mare e in particolare di quelle connesse ai flussi migratori;

se tramite l'impiego delle tecnologie di avvistamento radar si possa utilmente intervenire con mezzi militari (italiani, europei e della NATO) al fine di assicurare l'assistenza umanitaria necessaria ad evitare, o comunque contenere, la perdite di vite umane, soprattutto tra i migranti, e tra loro di donne e bambini.