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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00951


Atto n. 4-00951

Pubblicato il 3 ottobre 2013, nella seduta n. 118

PADUA , ORRU' , FEDELI , GHEDINI Rita , DI GIORGI , FATTORINI , FAVERO , RUTA , CARDINALI , ALBANO , SILVESTRO , SPILABOTTE , ROSSI Gianluca , MICHELONI , RUSSO , LO GIUDICE , VATTUONE , MORGONI , MATURANI , MANASSERO , CANTINI , FABBRI , PEZZOPANE , CUOMO , PEGORER , GOTOR , SAGGESE , LUMIA , MATTESINI , COCIANCICH , CUCCA , PUGLISI , DE BIASI , GATTI , D'ADDA , SOLLO , AMATI , DIRINDIN , GIACOBBE , CIRINNA' , ZANONI , MARGIOTTA , SCALIA , LAI , BERTUZZI , FORNARO , MIRABELLI , FILIPPIN , RICCHIUTI , GINETTI , BORIOLI , CHITI , MANCONI , GUERRIERI PALEOTTI , MOSCARDELLI , LEPRI , VALENTINI , PAGLIARI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, dell'interno e per l'integrazione. -

Premesso che:

il 30 settembre 2013, 13 immigrati sono morti annegati sulla spiaggia di Sampieri a Scicli (Ragusa) dopo essere stati costretti dagli scafisti a tuffarsi in acqua. Dalle prime notizie risulta che in tale circostanza sarebbero circa 250 i profughi sbarcati;

il naufragio è avvenuto nella stessa zona dove il 18 novembre 2005 morirono tragicamente altri 25 migranti;

il sindaco di Scicli ha proclamato per il 1° ottobre un giorno di lutto cittadino chiedendo ai dirigenti scolastici delle scuole del comprensorio di promuovere momenti di riflessione sul fenomeno dell'immigrazione e sulle cause che lo determinano;

i continui ed incessanti sbarchi sulle coste italiane di migranti provenienti dal nord Africa e da luoghi extraeuropei segnati da conflitti fratricidi hanno raggiunto negli ultimi mesi dimensioni tali per cui il fenomeno degli sbarchi non può essere più considerato un'occasionale situazione di emergenza bensì un problema di carattere permanente, ma non per questo di second'ordine;

particolarmente critica ed ingestibile anche sotto il profilo della sicurezza pubblica è la situazione che si è venuta a determinare negli ultimi mesi in Sicilia, in particolare sulle coste sud orientali dell'isola, dove, anche a causa del ridimensionamento della rotta tra Libia e Lampedusa e dell'intensificarsi dell'esodo dall'Egitto e dalla Siria, quasi quotidianamente giungono decine e spesso anche centinaia di migranti;

considerato che:

tra tanti migranti sopraggiunti negli ultimi mesi forte è la presenza di minori non accompagnati;

dai dati forniti dalla Direzione generale dell'immigrazione e delle politiche di integrazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali al 31 agosto 2013 risultavano presenti sul territorio nazionale 6.044 minori stranieri non accompagnati;

le strutture di accoglienza per minori devono soddisfare standard stringenti a cui spesso si deroga in nome dell'emergenza che, tra l'altro, i sindaci e prefetti riescono ad affrontare solo grazie alla collaborazione di volontari;

è dunque evidente che non può più essere questo il modo ordinario per affrontare un problema che riguarda la vita, la dignità e i diritti di tante persone, tra cui tanti minori;

negli ultimi mesi numerosi sono stati i parlamentari che hanno richiamato l'attenzione del Governo sui problemi collegati all'accoglienza dei migranti, in particolare sui minori non accompagnati, giunti nel nostro Paese, soprattutto sulle coste siciliane;

solo nel siracusano, dall'inizio del 2013, sono circa 7.000 i migranti giunti da Paesi come Siria, Somalia, Eritrea, Egitto, Afghanistan e da zone di guerra o persecuzione; tra questi, di cui il 70 per cento siriani, alta è la presenza di richiedenti asilo, di minori non accompagnati (circa 320), di famiglie con bambini. Fino ai primi di agosto sono stati accolti tutti, compresi i bambini, presso il centro Umberto I in totale promiscuità ed in condizioni igieniche assolutamente carenti e senza un adeguato supporto informativo e di accompagnamento;

inoltre, a Portopalo (in provincia di Siracusa), paese di 6.000 abitanti, sono sbarcati più di 300 minori non accompagnati;

anche a Pozzallo in provincia di Ragusa, dove è presente un centro di primo soccorso ed assistenza nell'anno in corso, dal 1 gennaio ad oggi, a fronte di 16 sbarchi per complessive 1.529 unità, sono state ospitate nel CPSA 1.942 persone, di cui 231sono minori e 159 donne;

i Comuni siciliani interessati dagli sbarchi non dispongono dei fondi sufficienti per garantire ai migranti, soprattutto se minori, luoghi idonei alla loro accoglienza oltre ai servizi e l'assistenza necessari;

nelle ore immediatamente successive allo sbarco del 30 settembre a Ragusa, in cui hanno perso la vita 13 persone, lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri ha dichiarato: "Quanto accaduto questa mattina a Scicli ripropone tragicamente alla nostra attenzione il tema dell'immigrazione. Nel profondo dolore per queste nuove vittime, il pensiero torna alle parole di Papa Francesco a Lampedusa, alla necessità di combattere la globalizzazione dell'indifferenza e sentire la sofferenza di questi migranti come nostra (...) Ribadisco pertanto quanto detto la scorsa settimana a New York di fronte all'Assemblea generale delle Nazioni Unite: l'Italia continuerà a impegnarsi per il rispetto dei diritti fondamentali dei migranti e contro i criminali che perpetrano il traffico di esseri umani, nella consapevolezza che occorre comunque fare di più, a livello europeo e non solo";

considerato, inoltre, che:

solo nel 2013 sono già oltre 200 i morti accertati nel Mediterraneo e quelli che riescono a sopravvivere restano privi di ogni diritto e soprattutto se minori, fortemente esposti al rischio di cadere nelle mani di sfruttatori e criminali;

tale situazione non è più tollerabile e non è degna di un Paese civile: è necessario un intervento immediato, deciso ed efficace da parte del Governo che, insieme con l'Europa, affronti senza più tentennamenti tale drammatica situazione che lede in primo luogo le persone più deboli ed esposte ovvero i minori,

si chiede di sapere:

quali urgenti iniziative il Governo intenda assumere per garantire il pieno rispetto dei diritti dei minori non accompagnati che giungono nel nostro Paese, garantendo loro la tutela, la protezione e l'assistenza dovuta ai minori, accogliendoli in luoghi idonei ed evitando la promiscuità con adulti;

se non ritenga di destinare agli enti locali le risorse necessarie a rendere le strutture preposte idonea all'accoglienza e a dotarle di personale adeguato;

se non ritenga di dover riservare una quota ai minori non accompagnati nell'ambito del sistema di protezione per i rifugiati richiedenti asilo;

se non ritenga necessario pervenire ad una più chiara definizione giuridica dei luoghi di accoglienza fissando gli standard della loro gestione, in presenza di situazioni disomogenee ed anche contraddittorie a livello nazionale;

se non ritenga di attivarsi affinché la gestione e soluzione del problema trovi risposte comuni e condivise con gli altri Paesi europei e non sia lasciata al solo territorio nazionale;

se non ritenga di dover pianificare, progettare un sistema volto alla soluzione di tale problema che assuma come principio fondante quello della fratellanza tra gli uomini assicurando alle persone che giungono nel nostro Paese il pieno rispetto dei loro diritti, della loro dignità e un'accoglienza che sia degna di un Paese civile.