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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00932


Atto n. 4-00932

Pubblicato il 1 ottobre 2013, nella seduta n. 114

AIROLA - Ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e dell'interno. -

Premesso che:

il comitato spontaneo "Salviamo corso Marconi", ente apartitico e senza fini di lucro, si oppone all'intento della città di Torino di realizzare un parcheggio pertinenziale nel sottosuolo del corso cittadino denominato corso Guglielmo Marconi;

corso Marconi è uno dei più antichi viali di Torino, realizzato nel '600 con funzione di collegamento tra il castello del Valentino e la chiesa di San Salvario, storicamente ombreggiato da alberi di alto fusto. Il castello del Valentino fa parte delle residenze sabaude protette dall'Unesco ed il viale alberato è inserito nella zona di rispetto intorno al bene patrocinato;

la Giunta comunale, in data 19 febbraio 2013, ha approvato il bando di gara per il parcheggio sotterraneo e con avviso pubblicato il 5 aprile 2013 sulla Gazzetta Ufficiale si è aperta l'asta pubblica n. 28/2013 per la "Concessione di diritto di superficie dell'area comunale Corso Marconi", nonostante il parere contrario espresso dal consiglio di circoscrizione con deliberazione dell'11 luglio 2012, e successivamente ribadito con l'approvazione di apposito ordine del giorno nella seduta del 24 aprile 2013 e dalla stessa cittadinanza con la raccolta di oltre un migliaio di firme depositate presso i competenti uffici della città di Torino. Mercoledì 4 settembre 2013 è stato assegnato il diritto di superficie e il comitato il 9 settembre ha presentato domanda di accesso agli atti, ma alla data odierna non ha avuto risposta in merito;

il capitolato tecnico prestazionale allegato al bando prevede la realizzazione nel sottosuolo del tratto del viale centrale (con abbattimento o rimozione di tutti gli alberi) di una struttura interrata che dovrebbe contenere su due o più piani interrati non meno di 180 posti auto privati, e ciò a fronte della corresponsione da parte dell'aggiudicatario di un onere di concessione a base di gara pari a 300.000 euro (che l'aggiudicatario ha rialzato di altri 715.000), oltre alla realizzazione di opere di urbanizzazione e arredo urbano;

con una lettera del 1° luglio 2013 il Sottosegretario di Stato per i beni culturali Ilaria Borletti Buitoni rispondeva a una richiesta di attenzione e tutela su corso Marconi (e la ventilata realizzazione di una ruota panoramica nel parco del Valentino) inviata dalle associazioni Pro Natura, Italia nostra Piemonte e Valle d'Aosta, Legambiente circolo Ecopolis, assicurando l'attenta vigilanza sua e del Ministero;

considerato che:

nel quartiere San Salvario sono presenti numerosi box e posti auto pertinenziali privati che risultano invenduti; per contro c'è carenza di posti auto pubblici a rotazione. La realizzazione delle richieste opere di riqualificazione comporterebbe l'eliminazione di circa 290 posti auto pubblici a rotazione su tutto corso Marconi. La costruzione di questo parcheggio interrato con posti privati non corrisponde quindi ad alcuna necessità reale dal punto di vista dell'interesse pubblico. Infatti, l'inserimento sul mercato di "minimo 180 posti auto privati" che si andrebbero ad aggiungere a quelli invenduti, non rispondendo alle esigenze ed alle capacità economiche della popolazione residente, soprattutto in un periodo di forte crisi economica per le famiglie, porterebbe presumibilmente a un mancato ritorno economico del costruttore, causando il possibile mancato completamento delle opere, come già accaduto per altri parcheggi pertinenziali interrati nella città di Torino;

la cantierizzazione, da 2 a 4 anni, comporterebbe lo stravolgimento della viabilità aggravando la congestione dei flussi veicolari e le difficoltà di accesso alle attività presenti in zona, innalzando i già elevati livelli di inquinamento ambientale;

nel sottosuolo sono presenti una falda acquifera e alcuni corsi d'acqua che potrebbero interferire con le opere e la cui intercettazione potrebbe causare fenomeni di instabilità dei fabbricati adiacenti, dilazione dei tempi e lievitazione dei costi;

il complesso scolastico Rayneri-Manzoni (frequentato da oltre 700 alunni), i cui accessi per gli alunni delle elementari si trovano sul tratto del corso interessato dall'esecuzione dell'intervento, fronte scavi, sarebbe fortemente penalizzato nell'accessibilità, nell'uso in sicurezza e nella salubrità per gli alunni;

la maggior parte dei fabbricati presenti lungo il corso risale alla fine del 1800 e alcuni di essi presentano problemi strutturali (lesioni) che verrebbero ulteriormente aggravati dalla realizzazione di scavi e opere nel sottosuolo, fattori non presi in considerazione nella proposta dell'opera;

rilevato che a parere dell'interrogante il capitolato tecnico prestazionale (allegato A al bando) e lo studio di fattibilità redatto dal Servizio riqualificazione spazio pubblico della città di Torino (allegato A/1) presentano numerose e consistenti lacune: non sono previsti né citati gli adempimenti per la valutazione dell'impatto ambientale; non vengono valutati gli aspetti geologici del sito né è richiesta la valutazione (obbligatoria); non risultano studi di fattibilità e di integrazione nel contesto urbano e socio-economico in relazione alle effettive esigenze urbanistiche e strutturali del quartiere oltre a non essere valutata la cancellazione di circa 290 parcheggi pubblici a rotazione; pare improbabile che piante di alto fusto possano trovare dimora in sicurezza e continuità temporale (manutenzione delle impermeabilizzazioni della soletta) in vasche di cemento profonde 1,50 metri, come descritto dall'art. 3 del capitolato tecnico prestazionale, e nonostante ciò raggiungere la dimensione analoga a quelle esistenti,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno e necessario attivarsi, nell'ambito delle proprie competenze, per la tutela di corso Marconi, al fine di valutare la possibilità di interdire quella che a parere dell'interrogante è una miope concessione, impedire la realizzazione del parcheggio sotterraneo pertinenziale e scongiurare un ulteriore irrimediabile sfregio al patrimonio storico, architettonico, paesaggistico del nostro Paese, proprio in una città che sta cercando di mettere a frutto, anche turistico, economico ed occupazionale, la sua preziosa eredità.