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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00074


Atto n. 2-00074 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 25 settembre 2013, nella seduta n. 110

CAPACCHIONE , VACCARI , SOLLO , CUOMO , DI GIORGI , FORNARO , LO GIUDICE , LO MORO , GAMBARO , ANITORI , DE PIN , LEPRI , MIGLIAVACCA , PETRAGLIA , CERVELLINI , CARDINALI , BROGLIA , CALEO , STEFANO , ALBANO , GINETTI , MATURANI , MARTINI , FEDELI , DE MONTE , SPILABOTTE , SAGGESE , PUPPATO , RUTA , RICCHIUTI , SCALIA , AMATI , FISSORE , FILIPPIN , FERRARA Elena , MINEO , LATORRE , ROMANO , VERDUCCI , BUEMI , VATTUONE , GIARRUSSO - Ai Ministri della giustizia, dell'interno e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

la "terra dei fuochi" è una vasta area delle province di Napoli e Caserta caratterizzata dallo sversamento illegale di rifiuti, anche tossici che, in molti casi, illegalmente riversati nelle campagne o ai margini delle strade, vengono incendiati dando luogo a roghi i cui fumi diffondono sostanze tossiche, tra cui diossina, nell'atmosfera e nelle terre circostanti;

è una zona dove il fuoco trasforma in veleno gli scarti del benessere, l'acqua incrementa la produzione di percolato cancerogeno, il vento disperde nell'aria per chilometri e chilometri particelle di diossina e fumi neri e maleodoranti;

tutto questo accade nei Comuni di Giugliano, Villaricca, Caivano, Castelvolturno, Qualiano, Parete, Villa Literno, Marcianise, Acerra, Maddaloni;

nella proposta abbozzata lunedì mattina dal giudice Raffaele Cantone, durante il convegno che accompagnava il "ritorno" di Giancarlo Siani nella sua redazione di via Chiatamone c'è tutto il senso di una riparazione anche simbolica, e non solo sostanziale, dei guasti provocati dalla camorra e da chi delle ecomafie ha fatto sistema: utilizzare per le bonifiche i soldi confiscati a quanti hanno pianificato la distruzione del territorio traendo da quello scempio ingentissimi guadagni;

a quanto risulta agli interpellanti nelle casse del Fug, il Fondo unico per la giustizia gestito da Equitalia Giustizia, tre mesi fa sono confluiti, in via definitiva, i 14 milioni di euro confiscati a Cipriano Chianese, avvocato di Parete, che delle ecomafie è stato l'inventore e lo stratega per oltre 20 anni. Denaro contante, che nel 2006, data del sequestro disposto dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, era depositato sui conti dell'uomo che ha gestito trasporto e smaltimento di immondizia casalinga e scorie industriali almeno dal 1988 e per l'intera durata dell'emergenza rifiuti in Campania del 2003. Sono una parte dei 32 milioni che in quegli anni pretese e ottenne per mettere a disposizione del Commissario straordinario i fossi delle cave X e Z accanto alla Resit e alle discariche di Gaetano Vassallo. Erano impianti chiusi, che avrebbe dovuto mettere in sicurezza già anni prima, ma che riuscì a rimettere in funzione oliando i cardini delle porte giuste, soprattutto di quanti avrebbero dovuto controllare che quei siti fossero idonei e salubri. E sono una parte quasi marginale dello smisurato patrimonio immobiliare, centinaia di appartamenti di pregio e un albergo che si affaccia sulle mura ciclopiche di Formia, che pure è entrato nel provvedimento di confisca;

considerato che:

i 14 milioni di euro rappresentano il 40 per cento della somma (36 milioni) attualmente destinati al commissario per le bonifiche, Mario De Biasio, per la caratterizzazione e la messa in sicurezza dei 200 ettari di territorio inquinato o contaminato dalle discariche nell'area a nord di Napoli: Tor tre ponti, Pozzo bianco, area Resit, cava Giuliani, cave X e Z, San Giuseppiello, Masseria del Pozzo, Scafarea;

la sola messa in sicurezza di Resit, che pure apparteneva a Cipriano Chianese, costerà 9 milioni;

considerato altresì che:

a parere degli interpellanti i soldi confiscati all'avvocato di Parete sarebbero ampiamente sufficienti per svolgere le operazioni di bonifica, ma attualmente non è possibile disporne, in quanto Equitalia Giustizia destina i fondi del Fug a indefinite spese giudiziarie, distribuendole sul territorio nazionale secondo criteri che inutilmente presidenti di Tribunali e capi delle Procure hanno cercato di comprendere;

affinché questi soldi possano essere utilizzati per finalità diverse appare necessaria una modifica normativa urgente;

una decisione come questa restituirebbe alla legge sulle confische dei beni mafiosi (legge 7 marzo 1996, n. 109) il suo spirito originario e più autentico, con il ristoro tangibile ed efficace alle popolazioni di quei territori che dalle attività criminali degli ecomafiosi sono state gravemente e irrimediabilmente danneggiate,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano indifferibile ed urgente avviare ogni iniziativa di competenza per modificare la legge sulle confische dei beni mafiosi nel senso sopra indicato.