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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00131


Atto n. 1-00131

Pubblicato il 8 agosto 2013, nella seduta n. 93
Esame concluso nella seduta n. 101 dell'Assemblea (12/09/2013)

Note: (Testo 2)

DE PETRIS , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , DE PIN , GAMBARO , PETRAGLIA , STEFANO , URAS , BIGNAMI

Il Senato,

premesso che:

in data 14 gennaio 2013 è stato presentato alle Commissioni parlamentari competenti lo schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente regolamento recante disciplina dell'utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione integrata ambientale, con termine per la trasmissione del parere, 13 febbraio 2013;

il Senato esprimeva, in data 16 gennaio 2013, parere favorevole dopo la relazione in 13a Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali), del presidente pro tempore D'Alì senza interventi in discussione di alcun componente la Commissione stessa;

la VIII Commissione permanente (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera, in data 11 febbraio 2013, ribaltando l'originaria proposta di parere favorevole, dopo ampia discussione, "ritenuto assolutamente necessario svolgere un approfondimento con appropriate forme di consultazione; valutata la rilevanza delle conseguenze del provvedimento sul funzionamento del sistema dei cementifici e della tutela ambientale e della gestione dei rifiuti; ritenuto indispensabile il coinvolgimento delle Regioni e ritenuto quindi necessario rinviare alla prossima Legislatura l'adozione del provvedimento in questione, esprime parere contrario";

in data 14 febbraio 2013 veniva emanato il decreto ministeriale n. 22 che, declassando i combustibili solidi secondari (CSS) da rifiuti a sottoprodotti consente ai cementifici di utilizzare nella produzione di cemento i CSS come combustibili, rischiando così di trasformare i cementifici in inceneritori, ipotesi plausibile tanto è vero che il Ministro dell'ambiente pro tempore di un Governo dimissionario dichiarava a ilfattoquotidiano.it "l'utilizzazione del combustibile secondario dei rifiuti nei cementifici riduce anche il fabbisogno degli inceneritori";

tale ammissione, provenendo da una fonte così autorevole, è inquietante in quanto i cementifici, industrie insalubri di classe 1, hanno limiti di legge da rispettare molto più permissivi rispetto a quelli degli inceneritori, il che comporta di conseguenza una maggiore capacità inquinante a parità di utilizzo;secondo l'Associazione dei medici per l'ambiente, nonostante l'utilizzo del CSS da parte dei cementifici comporti una riduzione di alcune emissioni di gas serra, gli svantaggi per l'ambiente sarebbero comunque enormi. Ricorda la stessa Associazione che un cementificio, "impianto altamente inquinante con e senza l'uso dei rifiuti come combustibile, produce almeno il triplo di CO2 rispetto a un inceneritore classico". Inoltre i limiti di emissioni di inquinanti per questi impianti sono maggiori rispetto a quelli degli inceneritori. Identici per ciò che riguarda i microinquinanti, come la diossina. Ma il decreto Clini "semplificherebbe l'iter per la combustione dei rifiuti nei cementifici", prosegue l'Associazione dei medici per l'ambiente, e visto che "la quantità di diossine è proporzionale alla quantità di rifiuti bruciati", i microinquinanti emessi dai cementifici potrebbero essere "maggiori rispetto a quelli degli inceneritori" Il Ministro sostiene che con l'emanazione del decreto si diminuiranno le emissioni di anidride carbonica di 2.700.000 tonnellate l'anno pari al 25 per cento delle emissioni di combustione del settore cemento. In realtà accomunando i rifiuti alle biomasse, la loro emissione di anidride carbonica non viene conteggiata come tale;

i cementifici generano un devastante impatto ambientale spesso difficilmente confinabile in quanto il nanoparticolato, ad esempio, può viaggiare per distanze notevolissime sospinto dai venti. Il nanoparticolato è la frontiera ultima della scienza e della ricerca in ambito medico, tanto che quella parte della ricerca, spesso sovvenzionata dagli stessi colossi energivori e di incenerimento rifiuti, tende a minimizzare gli effetti derivanti dalle micropolveri emesse dalla combustione anche ad altissime temperature;

inoltre considerato che:

la fretta con cui è stato varato da un Governo dimissionario il decreto, propedeutico al decreto del Presidente della Repubblica che completa le misure atte a dare il via libera alle misure su cui la Camera si era già espressa con parere contrario, sembra evidenziare il vero obiettivo, e cioè risolvere i gravi problemi che alcune grandi città italiane si trovano ad affrontare nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, peggiorando nel contempo la qualità dell'ambiente, i pericoli per la salute pubblica a vantaggio del settore cementifero. «L'uso come combustibile in centrali, cementifici o anche termovalorizzatori può essere una strada da seguire - spiegava il ministro Clini - per risolvere il problema dei rifiuti, per valorizzare energicamente i rifiuti e per uscire fuori da un circuito nel quale la malavita organizzata ha avuto un ruolo molto importante. Il nostro obiettivo è quello di far uscire i rifiuti dal ciclo ordinario per portarli in un ciclo industriale, qualunque sia: raccolta differenziata, recupero di energia o recupero di materiali»;

tale modo di operare porta ad ignorare e a disattendere le disposizioni europee sul recupero della materia secondo le quali sono gli interventi finalizzati alla raccolta differenziata quelli prioritari e non l'uso di metodologie distruttive che ignorano altre direttive come la 96/62/CE sulle polveri sottili la non applicazione della quale è costata recentemente all'Italia la condanna da parte della Corte di giustizia del 19 dicembre 2012,

impegna il Governo:

1) ad abrogare il decreto ministeriale n. 22 del 14 febbraio 2013;

2) a predisporre un nuovo schema di decreto del Presidente della Repubblica, da sottoporre al parere delle Commissioni parlamentari competenti, che, nel disciplinare il trattamento dei combustibili solidi secondari, ne escluda il declassamento da rifiuti a sottoprodotti, assicurando la tutela dell'ambiente e della salute.