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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00284


Atto n. 3-00284 (in Commissione)

Pubblicato il 30 luglio 2013, nella seduta n. 82
Svolto nella seduta n. 29 della 9ª Commissione (10/12/2013)

STEFANO - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. -

Premesso che:

in data 11 luglio 2013 la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un secondo ordine del giorno (il primo è stato approvato il 7 ottobre 2010) in materia di organismi geneticamente modificati che esprime forte preoccupazione per il rischio di contaminazione delle colture biologiche e convenzionali in seguito alle avvenute semine di mais Mon810 in Friuli-Venezia Giulia;

l'ordine del giorno sollecita il Governo all'adozione di provvedimenti che vietino la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul territorio nazionale;

in data 11 luglio 2013 l'Assemblea della Camera dei deputati ha approvato, pressoché all'unanimità e con parere favorevole del Governo espresso dal Ministro in indirizzo, Nunzia De Girolamo, una mozione che, tra gli altri punti, impegna il Governo a perseguire in sede comunitaria, con tutta la necessaria energia negoziale, "una rigorosa applicazione del principio di precauzione in tutti i procedimenti di autorizzazione alla coltivazione o al commercio di eventi transgenici";

impegna anche il Governo ad assumere iniziative immediate in relazione all'avvenuta semina di mais geneticamente modificato, su tutto il territorio nazionale, al fine di evitare ogni forma di possibile contaminazione ambientale e delle produzioni agricole locali;

sempre in data 11 luglio, a Bruxelles si è svolta la riunione del Comitato d'appello previsto dal regolamento n. 182/2011 sulla "comitologia", riconvocato dopo la riunione del 10 giugno 2013, per esprimersi in merito all'autorizzazione per gli utilizzi alimentari-mangimistici di tre nuovi OGM e, specificatamente: a) mais Mon89034x1507xMon88017x59122 e 8 sottocombinazioni; b) mais Mon89034x1507xNK603; c) polline derivante da mais Mon810;

la delegazione italiana in seno al Comitato d'appello ha votato contro l'autorizzazione al polline derivante da mais Mon810 e si è astenuta, insieme a Germania e Bulgaria, nella votazione per gli altri due prodotti;

tale voto è in netta contraddizione con quanto sostenuto e richiesto da due atti d'indirizzo e controllo parlamentare. Il primo ha riguardato l'approvazione di un ordine del giorno votato il 21 maggio 2013 dall'Assemblea del Senato, il secondo atto ha riguardato l'approvazione da parte dell'Assemblea della Camera di una mozione parlamentare votata in data 11 luglio 2013, a cui si aggiunge il citato ordine del giorno approvato, lo stesso giorno, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nonché da quanto più volte dichiarato, in merito agli organismi geneticamente modificati, dal Ministro in indirizzo;

a seguito del voto espresso dall'Assemblea della Camera, in data 11 luglio, il Governo, nelle rispettive competenze delle deleghe ministeriali del Ministro della salute, di concerto con il Ministro delle politiche agricole e con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha adottato un decreto interministeriale in cui si vieta la coltivazione di mais Mon810 su tutto il territorio nazionale e il suddetto decreto entra in vigore dal giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, per quanto di sua competenza, sia a conoscenza di quel che è avvenuto in seno al Comitato d'appello, in premessa richiamato e, in caso affermativo, se abbia condiviso le motivazioni e i comportamenti della rappresentanza italiana;

per quali motivi il Governo, conseguentemente, non abbia trasmesso al Parlamento, così come previsto dal comma 3 dell'art. 4 della legge n. 234 del 2012, le relazioni informative relative alle riunioni del Comitato d'appello del 10 giugno e 11 luglio 2013;

per quali ragioni il decreto interministeriale, che reca l'adozione delle misure d'urgenza relative al divieto di coltivazione di mais Mon810, non sia stato a tutt'oggi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, esponendo, di fatto, le coltivazioni del Friuli-Venezia Giulia ad un rischio sempre maggiore di contaminazione da organismi geneticamente modificati.