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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00636


Atto n. 4-00636

Pubblicato il 25 luglio 2013, nella seduta n. 78

PETRAGLIA , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , DE PETRIS , STEFANO , URAS , GAMBARO , DE PIN - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che:

nel 1999 è stata approvata la legge di riforma per accademie, conservatori, istituti superiori per le industrie artistiche e istituti musicali pareggiati, la legge 21 dicembre 1999, n. 508, attuativa dell'art. 33, 6 comma 6, della Costituzione che recita: "Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato";

il Governo e in particolare il Ministero dell'istruzione, università e ricerca avrebbero dovuto emanare una serie di regolamenti attuativi entro due anni dall'entrata in vigore della legge n. 508 del 1999;

a giudizio degli interroganti, i regolamenti emessi dal 2001 ad oggi hanno tradito la filosofia e la sostanza della legge, approvata all'unanimità dal Parlamento;

il tradimento della legge n. 508 del 1999 è stato, poi, determinato anche dalla mancata emanazione di alcuni dei regolamenti attuativi. E dal conseguente e ingiustificato rinvio ad inopportune minute pratiche regolamentari (ordinanze, note, circolari, decreti ministeriali). Tutto ciò, nell'arco di un decennio, ha del tutto svuotato il senso e il destino originario della legge di riforma, facendo così precipitare le accademie di belle arti e i conservatori di musica (soprattutto quelli dotati di grande tradizione storica), i loro professori e gli studenti in una condizione di insicurezza e decadenza;

considerato che:

il settore da anni viene sottoposto, con intenti che sembrano punitivi se non persecutori, a una serie di arbitrarie interpretazioni di leggi che riguardano invece altri settori del pubblico impiego, come, ad esempio, l'uso del badge (non utilizzato dai docenti né nelle scuole né nelle università) e soprattutto la limitazione dell'attività artistica, al contrario fondamentale e necessaria per l'espletamento e la valutazione della qualità artistica dei docenti;

in corso di trattativa sulla mobilità, l'amministrazione, proseguendo nella sua attività lesiva, propone di bloccare il diritto al trasferimento per il personale di ruolo. Tale proposta, oltre che essere punitiva, suscita timori di poca trasparenza nella gestione delle cattedre già ampiamente compromessa con il sistema dei "congelamenti" (come evidenziato da ripetuti interventi della magistratura),

si chiede di sapere quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda mettere in campo per porre termine a questa serie di piani disgreganti, verso un settore che da sempre rappresenta con lustro l'Italia nel mondo e che, in questi ultimi anni, a causa delle sopra denunciate inerzie, e svianti interpretazioni della legge n. 508 del 1999, risulta fortemente danneggiato e per questo incapace spesso di reggere la competitività internazionale.