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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00233


Atto n. 3-00233

Pubblicato il 15 luglio 2013, nella seduta n. 66

PADUA , ORRU' , BIANCO , MINEO , BERTUZZI , CIRINNA' , DIRINDIN , PUGLISI , GIACOBBE - Ai Ministri della difesa, della salute e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

il mobile user objective system (MUOS) è un sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza e a banda stretta, composto da cinque satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è in fase di realizzazione in Sicilia, nel comune di Niscemi (Caltanissetta), all'interno della riserva naturale Sughereta (sito di interesse comunitario-SIC);

il programma MUOS è gestito direttamente dall'Us Navy (Marina militare USA); il sistema MUOS integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo;

l'impianto di Niscemi è composto da tre trasmettitori parabolici basculanti ad altissima frequenza e due antenne elicoidali UHF. Le antenne paraboliche basculanti hanno un diametro di 18 metri circa. Si prevede una cementificazione di oltre 2.500 metri quadri;

la costruzione del MUOS, inizialmente prevista a Sigonella (territorio di Lentini), è stata spostata a Niscemi in seguito alla realizzazione dello studio di valutazione di impatto elettromagnetico «Sicily radhaz radio and radar radiation hazard model», realizzato per conto delle forze armate statunitensi da AGI e Maxym System, in cui è indicato che i campi elettromagnetici prodotti dal MUOS possono facilmente far detonare missili e bombe depositate all'interno della base militare di Sigonella. Sembra, infatti, che i campi elettromagnetici prodotti vadano ad interferire con qualunque apparecchiatura elettrica, inclusi by-pass, pace-maker, e altro;

considerato che, a quanto risulta agli interroganti:

il MUOS sarà utilizzato per coordinare tutti i sistemi militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare i droni, aerei senza pilota già presenti a Sigonella;

il MUOS, dunque, può essere considerato alla stregua di un'arma da guerra, approntata per gli aerei a pilotaggio remoto, che appena operativa produrrà due effetti: a) Niscemi e territori limitrofi (come Lentini con la base di Sigonella) potrebbero diventare zone operative di azioni militari; b) le onde elettromagnetiche degli impianti MUOS potrebbero nuocere gravemente alla salute delle popolazioni che risiedono nelle vicinanze degli impianti (già seriamente esposte alle onde delle 46 antenne esistenti), in assenza di certificazioni scientifiche che attestino il contrario;

sono 130 i chilometri previsti quale distanza minima oltre la quale il campo elettromagnetico indotto dai fasci di microonde generate dalle parabole del sistema MUOS scende sotto la soglia di rischio per esseri umani (tumori, leucemie, cataratte, riduzione fertilità), flora e fauna; invece il MUOS di Niscemi si trova a 51 chilometri in linea d'aria dai centri abitati di Lentini e Carlentini;

la relazione effettuata, che ha portato allo spostamento dell'installazione da Sigonella a Niscemi, contiene informazioni importanti e, presumibilmente, le prove della pericolosità delle interferenze elettromagnetiche dell'impianto. La relazione, però, non è mai stata portata nella sua interezza a conoscenza delle autorità locali che hanno così potuto operare esclusivamente su dati parziali;

l'azione investigativa dell'ARPA (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sicilia) risulta non esaustiva a causa della mancanza di dati certi. In particolar modo, le informazioni tecniche sugli impianti e sullo stesso sistema MUOS della stazione di Niscemi sono coperte da segreto militare;

la procura di Caltagirone ha disposto, il 6 ottobre 2012, il sequestro dei cantieri del MUOS di Niscemi, in quanto l'installazione avrebbe violato le prescrizioni fissate dal decreto istitutivo dell'area protetta. Tale sequestro è stato annullato il 28 ottobre 2012 dal tribunale della libertà di Catania, permettendo la ripresa dei lavori. Il procuratore della Repubblica di Caltagirone, in attesa delle motivazioni della sentenza, ha fatto ricorso in Cassazione;

a fine gennaio 2013, la Commissione Ambiente e territorio dell'Assemblea regionale Siciliana si è riunita simbolicamente a Niscemi, a conferma della volontà del nuovo Parlamento regionale di procedere ad una chiusura del cantiere MUOS; successivamente si è tenuta a Palermo una riunione congiunta delle Commissioni Ambiente e Sanità dell'Assemblea regionale siciliana, a cui hanno partecipato numerosi esperti, scienziati, studiosi delle problematiche dell'elettromagnetismo, amministratori locali e il personale dell'ARPA Sicilia;

rilevato che, a quanto risulta agli interroganti:

con la deliberazione n. 61 del 5 febbraio 2013 il Presidente della Regione Sicilia ha ordinato la revoca delle autorizzazioni al MUOS e, in data 17 febbraio 2013, ha avviato le procedure di revoca delle autorizzazioni alla realizzazione del MUOS all'interno dell'area della riserva naturale Sughereta, che sono state notificate ai soggetti interessati (tra cui US Navy/Comando 41 stormo di Sigonella e Department of the Navy Napoli-Capodichino);

le Commissioni Ambiente e Sanità dell'Assemblea regionale siciliana hanno evidenziato la discordanza tra il parere reso dai tecnici dell'Università di Palermo, che hanno stilato la prima relazione, che aveva portato ad autorizzare i lavori nel 2011, e la relazione dei docenti del Politecnico di Torino, chiamati ad esprimersi dal Comune di Niscemi. In quest'ultima si rileva altresì la lacunosità del parere dei due studiosi dell'Università di Palermo;

i due tecnici che hanno redatto la prima relazione affermano di aver proceduto sulla base dei dati forniti allora dalle forze armate statunitensi, che, forse perché lacunosi o incompleti, non evidenziavano rischi per la salute ed il territorio;

l'11 marzo 2013, a seguito di un incontro tra il Governo e la Presidenza della Regione Sicilia (che ha visto presenti per il Governo: il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'interno, il Ministro della difesa, il Ministro della salute, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, e due Sottosegretari rispettivamente del Ministero dell'ambiente e del Ministero degli affari esteri; e per la Regione Siciliana: il Presidente, gli assessori all'Ambiente e alla Salute), si è stabilito di affidare ad un organismo tecnico indipendente (quale l'Istituto superiore della sanità o altro istituto dell'Organizzazione mondiale della sanità - eventualmente in raccordo con l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale-Ispra) uno studio approfondito, e da svolgersi in tempi brevi, di valutazione dell'impatto sull'ambiente e sulla salute delle popolazioni interessate dalle emissioni elettromagnetiche, anche in caso di utilizzo alla massima potenzialità degli impianti, senza oneri per la Regione Siciliana. Nell'incontro si stabilisce inoltre che l'installazione delle parabole non sarebbe avvenuta prima che fossero disponibili i risultati di tale studio;

sia nella passata che nella presente Legislatura colleghi deputati hanno presentato interrogazioni ed interpellanze sul tema, di cui l'ultima interrogazione a risposta scritta del 2 aprile 2013 (4-00122) analoga alla presente, a cui non è stata data ancora risposta, presentata proprio il giorno in cui è intervenuta la revoca delle autorizzazioni firmata dall'Assessorato all'ambiente della Regione Siciliana;

valutato che:

a parere degli interroganti incomprensibilmente, il Ministero della difesa, pur avendo partecipato all'incontro tra Governo e Regione Sicilia dell'11 marzo che aveva stabilito la sospensione dei lavori, ha impugnato, il 20 aprile 2013, davanti al Tribunale amministrativo regionale di Palermo, le revoche delle autorizzazioni e la sospensione dei lavori disposte dalla Regione Siciliana, peraltro senza che sia stato presentato in merito alcun ricorso dalle autorità militari statunitensi;

il Governo, nonostante avesse convenuto, in ottemperanza agli accordi siglati l'11 marzo 2013 di soprassedere all'installazione delle antenne, aveva chiesto alla Regione anche un risarcimento di 25.000 euro al giorno a partire dalla data in cui sono stati sospesi i lavori in contrada Ulmo a Niscemi;

il Tar di Palermo, il 10 maggio, data in cui si sarebbe dovuto pronunciare sul ricorso del Ministero della difesa, ha accolto la richiesta di rinvio presentata dall'Avvocatura dello Stato. L'udienza davanti al Tar era stata fissata per il 6 giugno, ma un ulteriore rinvio, aveva rimandato la sentenza al 9 luglio in quanto i giudici del tribunale amministrativo, a conferma della complessa e per nulla chiara vicenda, avevano chiesto nuovi documenti al Ministero;

il 9 luglio con l'ordinanza n. 469 del 2013, il Tar di Palermo ha bocciato il ricorso del Ministero ritenendo che la priorità assoluta sia la salute dei cittadini. Così, infatti, si legge: «indispensabile presidio del diritto alla salute della comunità di Niscemi, non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente fin quando non sia raggiunta la certezza assoluta della non nocività del sistema Muos». Ma non è tutto, secondo i giudici del Tar, il sistema radar americano non desta preoccupazione solo per le emissioni ma anche per le interferenze con gli aeroporti: «sussistono seri dubbi anche in ordine all'incidenza e la pericolosità del sistema in questione sul traffico aereo della parte orientale dell'Isola (aeroporti di Comiso, Sigonella e Catania)». Resta, pertanto, in vigore la decisione di bloccare i lavori di realizzazione del Muos contestati duramente dalla popolazione locale per le conseguenze sulla salute delle emissioni dei radar;

l'ordinanza sottolinea, inoltre, la necessaria «sottoposizione dell'amministrazione militare statunitense alla legislazione nazionale e al rispetto della complessiva disciplina vigente in Italia». Proprio su questo punto la questione del Muos acquisisce contorni ancora più inquietanti. Infatti, da notizie di stampa sembrerebbe esistano prove che i lavori siano cominciati prima delle autorizzazioni. Si riferisce (si veda ad esempio un articolo de "l'Unità" del 10 luglio 2013) di un report della marina militare statunitense relativo allo stato di avanzamento dei lavori nei 4 terminal terrestri. Tale report porterebbe la data dell'aprile del 2009, e sarebbe stato reso pubblico un anno dopo con le foto attestanti l'avanzamento dei lavori. Le autorizzazioni risalgono, invece, al giugno 2011. Pertanto i lavori di realizzazione del radar sarebbero iniziati ben 2 anni prima delle autorizzazioni revocate dalla Regione Sicilia;

presidi del Comitato "No Muos" quotidianamente si oppongono al passaggio di uomini e mezzi diretti alla base USA di contrada Ulmo; si apprende dalla stampa locale che i lavori alla costruzione del sistema satellitare continuano protetti da polizia e carabinieri, malgrado le ordinanze di revoca delle autorizzazioni, il fermo dei lavori e l'impegno assunto dal Governo nazionale con il Governo regionale di attendere le risultanze dello studio. E spesso le forze dell'ordine, per consentire ai mezzi USA l'accesso al sito di Niscemi, allontanano con la forza i manifestanti del presidio No-Muos,

si chiede di sapere:

con quali azioni di competenza i Ministri in indirizzo intendano agevolare il lavoro della Commissione incaricata dal Governo e dalla Regione per la verifica dell'impatto sull'ambiente e sulla salute della popolazione dell'opera in corso;

quando saranno forniti alla richiamata Commissione tutti i dati sul MUOS, compresi quelli relativi alle caratteristiche tecniche degli impianti;

quali iniziative di competenza intendano assumere per monitorare costantemente e consentire il pieno rispetto dell'effettiva sospensione dei lavori per la realizzazione del MUOS, in attesa di una complessiva valutazione dell'impatto ambientale, adottando il principio di precauzione;

se intendano avviare tutte le indagini del caso per stabilire se effettivamente i lavori nell'impianto siano iniziati ben 2 anni prima delle autorizzazioni ufficiali concesse;

se intendano assumere iniziative di competenza al fine di rendere noti, all'ARPA, alle autorità locali ed agli studiosi incaricati, i dati dell'indagine «Sicily radhaz radio and radar radiation hazard model» effettuata dalla AGI Pennsylvania e dalla Maxym System, che hanno portato al trasferimento dell'installazione da Sigonella a Niscemi e che contengono elementi fondamentali per una reale valutazione dell'impatto della stazione sull'ambiente;

quali strumenti intendano adottare per consentire il monitoraggio continuo, verificabile anche da parte del sistema pubblico, del rispetto dei limiti delle emissioni previsti dalla legge, qualora gli esiti dello studio previsto dall'incontro avvenuto l'11 marzo tra Governo e Regione Sicilia fornissero risultati non ostativi all'installazione del MUOS, con riferimento alla valutazione dell'impatto sull'ambiente e sulla salute delle popolazioni interessate dalle emissioni elettromagnetiche.