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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00047


Atto n. 2-00047 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 4 luglio 2013, nella seduta n. 58

MATTESINI , MARTINI , LEPRI , MATURANI , TONINI , FEDELI , DIRINDIN , BIANCO , GRANAIOLA , PADUA , SILVESTRO , AMATI , BERTUZZI , CANTINI , CARDINALI , CASSON , CHITI , CIRINNA' , CUCCA , CUOMO , D'ADDA , DI GIORGI , FATTORINI , FAVERO , FILIPPI , FORNARO , GATTI , GHEDINI Rita , GIACOBBE , GOTOR , GUERRIERI PALEOTTI , LAI , LO GIUDICE , LO MORO , MANASSERO , MINEO , ORRU' , PAGLIARI , PEZZOPANE , PUGLISI , PUPPATO , ROSSI Gianluca , RUSSO , RUTA , SCALIA , VACCARI , VALENTINI , VERDUCCI , ZANONI - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

il decreto-legge 25 marzo 2013, n. 24, recante disposizioni in materia sanitaria, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2013, n. 57, all'articolo 1 prevede la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG) dal 1º aprile 2014;

in particolare, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano avrebbero dovuto presentare al Ministero della salute, entro il 15 maggio 2013, il programma relativo al superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari e in particolare il grado di effettiva presa in carico dei malati da parte dei dipartimenti di salute mentale e del conseguente avvio dei programmi di cura e di reinserimento sociale;

la lettera c) dell'articolo 1 stabilisce infatti che «Il programma, oltre agli interventi strutturali, prevede attività volte progressivamente a incrementare la realizzazione di percorsi terapeutico-riabilitativi di cui al comma 5, definendo prioritariamente tempi certi e impegni precisi per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, prevedendo la dimissione di tutte le persone internate per le quali l'autorità giudiziaria abbia già escluso o escluda la sussistenza della pericolosità sociale, con l'obbligo per le aziende sanitarie locali di presa in carico all'interno di progetti terapeutico-riabilitativi individuali che assicurino il diritto alle cure e al reinserimento sociale, nonché a favorire l'esecuzione di misure di sicurezza alternative al ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario o all'assegnazione a casa di cura e custodia»;

la lettera e) dell'articolo 1 stabilisce che «Nel caso di mancata presentazione del programma (...), entro il termine del 15 maggio 2013, ovvero di mancato rispetto del termine di completamento del predetto programma, il Governo (...) provvede in via sostitutiva al fine di assicurare piena esecuzione» alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e di garantire che le misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e l'assegnazione a casa di cura e custodia siano eseguite esclusivamente all'interno delle strutture sanitarie "alternative" agli OPG. A tal fine il Consiglio dei ministri, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, «nomina commissario la stessa persona per tutte le regioni per le quali si rendono necessari gli interventi sostitutivi»;

considerato che il decreto-legge stabilisce inoltre che, laddove siano previste strutture sanitarie, i programmi regionali debbano prevedere piccole residenze socio-sanitarie inserite nei contesti sociali, anche di natura transitoria, per un progressivo avvicinamento delle persone ai territori di provenienza e per programmi terapeutico-riabilitativi volti al reinserimento sociale e comunque a favorire l'adozione di misure alternative all'internamento negli OPG ovvero anche nelle nuove strutture, potenziando i servizi di salute mentale dei territori, e che tutte le soluzioni proposte debbano escludere, comunque, la riproduzione di soluzioni manicomiali che tolgono ogni possibilità di rapporti della persona con il contesto sociale di provenienza;

considerato altresì che il 22 maggio 2013, in sede di conversione del decreto-legge, è stato accolto dal Governo l'ordine del giorno G1.1 che impegnava lo stesso a verificare che gli eventuali accordi tra le Regioni sedi di OPG e le Regioni e le Province autonome che hanno ricoverati negli ospedali psichiatrici giudiziari fossero stati stipulati, pena la nullità, nel rispetto delle finalità previste dal decreto-legge al fine di evitare la possibile permanenza degli internati in strutture extra regionali, fatto che comporterebbe la cancellazione del loro diritto al rientro nei territori di provenienza, unica sede nella quale è possibile sviluppare un programma efficace di cura, di riabilitazione e di recupero sociale,

si chiede di sapere:

se al Ministro in indirizzo risulti se le Regioni abbiano rispettato la data del 15 maggio 2013 per la presentazione dei suddetti programmi e se il contenuto degli stessi sia in linea con quanto previsto dal decreto-legge;

quali iniziative, e in che tempi, intenda adottare, nel caso in cui non sia stata rispettata la scadenza per la presentazione dei programmi o nel caso in cui gli stessi non siano in linea con quanto previsto.