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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00467


Atto n. 4-00467

Pubblicato il 2 luglio 2013, nella seduta n. 54

PETRAGLIA , DE PETRIS , BAROZZINO , STEFANO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , URAS , GAMBARO , DE PIN - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che:

gli alunni con difficoltà di apprendimento costituiscono da sempre un problema educativo di grande rilevanza sociale cui i Governi e il Parlamento hanno cercato di dare soluzione attraverso l'approvazione di due leggi: la legge n. 104 del 1992 per i portatori di handicap (disabili di vario tipo) e la legge n. 170 del 2010 per gli alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA), quali dislessici, disgrafici, disortografici, discalculici;

gli alunni con difficoltà di apprendimento non sono soltanto riconducibili a disabili e dislessici, esistono altre categorie di alunni con svantaggi socioeconomico, linguistico, culturale, che non sono tutelati da normative specifiche, oggi identificati come alunni con bisogni educativi speciali (BES);

per i disabili la legge n. 104 del 1992 ha previsto l'assegnazione di docenti di sostegno, per i DSA la legge n. 170 del 2010 ha previsto strumenti compensativi e misure dispensative affidate non a docenti di sostegno, ma agli insegnanti curriculari, caricandoli oltremodo di compiti aggiuntivi spesso difficilmente gestibili; per tutte le altre categorie di alunni in difficoltà di apprendimento, i BES appunto, non sono previste tutele legislative;

il Ministro dell'istruzione pro tempore, Profumo, con la direttiva del 27 dicembre 2012 ha voluto regolamentare le situazioni rimaste fino ad oggi senza tutela legislativa; un atto, secondo il parere degli interroganti, tanto apprezzabile quanto discutibile: se è vero che il Ministro ha dato visibilità a un mondo sommerso, individuandone contorni e specificità, è altrettanto vero che ha usato impropriamente le leggi speciali (la n. 104 del 1992 e la n. 170 del 2010) per estendere anche agli alunni con difficoltà di apprendimento le provvidenze da esse previste; inoltre si tratta di una scorciatoia di dubbia legittimità, in quanto le leggi come la 104 e la 170 non possono essere applicate in via estensiva o per analogia a situazioni da loro non previste;

considerato che:

la circolare n. 8 del 2013, nel dare attuazione alla direttiva del 27 dicembre 2012 sugli strumenti d'intervento a favore degli alunni con BES, ricorda che tale direttiva "estende il campo di intervento e di responsabilità di tutta la comunità educante all'intera area dei Bisogni Educativi Speciali (BES), comprendente: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse";

inoltre: "È compito doveroso dei Consigli di classe o dei teams dei docenti nelle scuole primarie indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l'adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni";

e ancora: "fermo restando l'obbligo di presentazione delle certificazioni per l'esercizio dei diritti conseguenti alle situazioni di disabilità e di DSA, è compito doveroso dei Consigli di classe o dei teams dei docenti nelle scuole primarie indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l'adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni";

ai sensi della direttiva ministeriale saranno quindi le scuole stesse ad individuare gli alunni bisognosi di particolare tutela per le obiettive difficoltà di apprendimento e decidere se il piano didattico personalizzato (PDP) comporterà il diritto dell'alunno BES di avvalersi di misure dispensative, senza bisogno di alcuna certificazione, che invece, secondo la legge, continuerà ad essere richiesta per i DSA e per gli alunni portatori di handicap;

sulla base di un apposito piano annuale per l'inclusività, riferito a tutti gli alunni con BES, le scuole avanzeranno richieste di personale di sostegno al rispettivo Ufficio scolastico regionale che procederà ad assegnare "alle singole scuole globalmente le risorse di sostegno" (non su specifici bisogni, ma in base alle certificazioni di cui alla legge n. 104 del 1992, secondo quanto stabilito dall'articolo 19, comma 11, della legge n. 111 del 2011);

considerato, inoltre, che:

le disposizioni della circolare scaricano tutto il peso e la responsabilità dell'individuazione e della gestione degli studenti BES sugli istituti scolastici, con prevedibili situazioni di contenzioso (ad esempio con i genitori) che potranno derivarne;

l'assegnazione di risorse di sostegno assegnate "globalmente" alle singole scuole rappresenta una formulazione ambigua che sembrerebbe ipotizzare l'impiego di docenti di sostegno anche per alunni non disabili; quantomeno può indurre le famiglie a ritenere che i loro figli in difficoltà, anche se non disabili, possano avvalersi del sostegno,

si chiede di sapere quale sia l'orientamento del Ministro in indirizzo sulla questione;

se condivida la ratio della direttiva del 27 dicembre 2012 del ministro Profumo che accomuna le problematiche relative ai BES alle altre forme di difficoltà di apprendimento riconosciute e definite per legge;

se non ritenga che la corretta applicazione della circolare comporti l'esigenza di personale aggiuntivo rispetto a quello attualmente in organico negli istituti scolastici, che affianchi i docenti nello svolgimento delle funzioni assegnate ai gruppi di lavoro per l'inclusione;

se non ritenga che lo strumento della circolare ministeriale non sia lo strumento più idoneo per affrontare la problematica, ma sia invece preferibile una legge apposita che individui ambiti di intervento, risorse e soggetti preposti;

se non ritenga di confrontarsi, oltre che con i soggetti istituzionali, anche con i rappresentati e le associazioni del corpo docente che opera nella concretezza degli istituti scolastici, dove la circolare deve essere applicata.