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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00044


Atto n. 2-00044 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 27 giugno 2013, nella seduta n. 53
Svolto nella seduta n. 169 dell'Assemblea (16/01/2014)

PADUA , FINOCCHIARO , ORRU' , MINEO , LUMIA , MANCONI , ALBANO , CIRINNA' , COCIANCICH , D'ADDA , DI GIORGI , DIRINDIN , GIACOBBE , GINETTI , GRANAIOLA , LO GIUDICE , MANASSERO , MATURANI , MIGLIAVACCA , MIRABELLI , PARENTE , PEZZOPANE , PIGNEDOLI , PUGLISI , TOCCI , ZANONI , SIMEONI , ROMANI Maurizio , FUCKSIA , SILVESTRO , ROMANO , PETRAGLIA , RIZZOTTI , AIELLO , DE PETRIS , DE CRISTOFARO , DE BIASI , GIANNINI , BONFRISCO , MAURO Giovanni - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

il 1° febbraio 2013, nell'ambito della riorganizzazione dell'Ordinamento penitenziario, il Ministro in indirizzo ha decretato la soppressione delle Case circondariali di Mistretta, Modica e Nicosia, motivando la decisione sulla base di criteri di carattere economico e gestionali. Gli stessi che hanno finito per rendere esecutiva la soppressione del Tribunale di Modica e di cui la soppressione del carcere appare diretta conseguenza e che, tuttavia, non tengono conto di numerosi fattori;

in particolare, la motivazione principale della soppressione del carcere di Modica, così come quelli di Nicosia e Mistretta, risiederebbe nel fatto che il loro mantenimento comporterebbe oneri eccessivi per l'Erario, in rapporto alle loro piccole dimensioni, in quanto ubicati in monumentali strutture conventuali riconvertite che non permettono di ospitare un numero superiore rispettivamente ai 45, 35 e 16 detenuti;

il decreto esplicita che questa decisione è stata presa in funzione dell'apertura di nuovi padiglioni detentivi a Palermo, ad Agrigento ed alla ristrutturazione della casa circondariale di Ragusa, dove, però, i posti non sono ancora totalmente a disposizione per accogliere i detenuti e che comunque comportano costi elevati di gestione;

considerato che:

proprio in un'ottica di razionalizzazione delle spese e del numero di detenuti nelle carceri, in un Paese in cui si lamenta la carenza di strutture carcerarie e il sovraffollamento è causa prima di suicidi, tale determinazione rischia di aggravare la situazione delle case circondariali di più ampia capienza, soprattutto in considerazione del fatto che le strutture che dovranno accogliere i detenuti non appaiono, in particolare quella di Ragusa, ancora adeguatamente ristrutturate e riorganizzate;

in particolare, la casa circondariale di Modica che, allo stato, può avere una capienza regolamentare di 45 detenuti ed una capienza tollerabile di 59 detenuti, è divenuta nel tempo - a detta degli stessi detenuti - una "casa famiglia" in cui il detenuto è seguito nel processo di riabilitazione e di reinserimento nella società;

secondo quanto affermato dai detenuti del carcere di Modica - e riportato in una nota da loro consegnata alla prima firmataria nel corso di una visita nell'istituto detentivo - la direzione e gli operatori si spendono per favorire l'impiego di quanti vi sono reclusi attraverso l'esecuzione di lavori all'interno della struttura stessa. In particolare, nella nota i detenuti affermano: "non siamo numeri ma persone. La maggior parte di noi qui presenti proveniamo dalla stessa città (Modica) o da quelle vicine, per cui un nostro trasferimento creerebbe seri problemi alle famiglie, soprattutto ai familiari anziani e ai bambini per effettuare i colloqui settimanali, importanti per coltivare gli affetti. In questa struttura - continua l'appello dei detenuti di Modica - le persone che hanno difficoltà economiche, in particolare gli extracomunitari o chi non ha famiglia, vengono aiutate dai volontari e dal cappellano che pensano a fornire loro il vestiario, spesso anche qualche soldo per chiamare le famiglie lontane e tutto ciò che serve loro per l'igiene (cosa a cui invece dovrebbe provvedere lo Stato)";

rilevato che:

nell'istituto di Modica, sono presenti i corsi di scuola elementare e media, due corsi individuali di ragioneria, due corsi di formazione professionale per artigianato artistico, due per addetto alle attività ludico-sportive, un corso per operatori della produzione agro-alimentare. A queste attività, si aggiunge il lavoro intramurario che prevede l'occupazione di 11 detenuti in mansioni di inserviente, cuoco, muratore, manovale;

la struttura, tra l'altro, consta di una sala polivalente e di un'aula multimediale realizzata nell'ambito del progetto Opensun con computer riciclati. Conta, altresì, la sala attesa familiari arredata anche con giochi per bambini;

gli stessi detenuti, inoltre, riferiscono che nella casa circondariale funziona tutto e che la direzione, da qualche anno, ha trasformato la struttura in un edificio dignitoso, in cui ogni stanza è arredata con bagno dignitoso, i riscaldamenti sono funzionanti ed anche il presidio sanitario interno è efficiente;

è inoltre in via di perfezionamento un progetto socio-culturale ideato dalla Sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali di Ragusa, che prevede l'impiego di detenuti, in mansione di cicerone e di manutentori nella chiesa ed il Chiostro di S. Maria del Gesù, annessi all'Istituto, cosa che consentirebbe di rendere fruibile l'opera ai visitatori;

qualora i detenuti venissero trasferiti, sicuramente si troverebbero in situazioni di sovraffollamento e quasi certamente non ritroverebbero le condizioni familiari e di rispetto di cui godono attualmente. Inoltre, per molti di loro, sarebbe impossibile godere della visita dei familiari a causa della lontananza dai luoghi di residenza;

considerato infine che il carcere di Modica, dal punto di vista strutturale e di rapporto tra detenuti, volontari, personale carcerario, si fonda sul pieno rispetto dell'art. 27 della Costituzione che prevede che l'esecuzione della pena debba tendere alla rieducazione del condannato,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non intenda - una volta accertate le reali condizioni economiche e di vita presenti nella struttura carceraria di Modica - revocare il decreto di soppressione della casa circondariale in oggetto;

se intenda quantomeno sospendere l'attuazione del provvedimento di chiusura, attualmente prevista per il 30 giugno 2013, per raccogliere quelle informazioni indispensebali per valutare l'effettiva opportunità del provvedimento;

se non ritenga che le condizioni detentive dignitose e rispettose dell'uomo, garantite nel carcere di Modica e le opportunità offerte per la rieducazione e l'integrazione nella società civile debbano prevalere sui principi di mera economicità e su operazioni di taglio lineare ed indiscriminato anche di realtà che, invece, costituiscono esempi di eccellenza anche sul piano finanziario e gestionale.