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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00064


Atto n. 1-00064 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 12 giugno 2013, nella seduta n. 39
Esame concluso nella seduta n. 44 dell'Assemblea (19/06/2013)

FATTORINI , ZANDA , SCHIFANI , CRIMI , SUSTA , FERRARA Mario , DE PETRIS , FEDELI , FINOCCHIARO , GHEDINI Rita , MARTINI , MATURANI , MANASSERO , AIROLA , ALBANO , AMATI , BENCINI , BERTUZZI , BIANCONI , BONFRISCO , BUCCARELLA , BULGARELLI , CANTINI , CARDINALI , CORSINI , D'ADDA , DE BIASI , DE PIETRO , DE PIN , DI GIORGI , DONNO , ENDRIZZI , FABBRI , FATTORI , FAVERO , FERRARA Elena , GAETTI , GAMBARO , GATTI , GRANAIOLA , LANZILLOTTA , MANGILI , MARTELLI , MARTON , MATTESINI , MICHELONI , MOLINARI , MONTEVECCHI , MORRA , MUSSINI , MUSSOLINI , ORELLANA , PADUA , PEGORER , PEPE , PETROCELLI , PEZZOPANE , PUGLIA , ROMANI Maurizio , ROMANO , TONINI , SCIBONA , SERRA , SILVESTRO , VALENTINI , ZANONI , GIANNINI , SAGGESE , ORRU'

Il Senato,

premesso che:

la Camera dei deputati il 28 maggio 2013 ha approvato in prima lettura il disegno di legge recante Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica fatta ad Istanbul l'11 maggio 2011 e che il Senato ne ha già calendarizzato l'esame;

la Convenzione di Istanbul rappresenta il primo strumento organico e giuridicamente vincolante per un'efficace lotta alla violenza contro le donne in termini di prevenzione, protezione, repressione, monitoraggio ed integrazione delle politiche;

la Convenzione ribadisce che la violenza contro le donne è prima di tutto una violazione dei diritti umani e poi una forma di discriminazione contro le donne;

i diritti umani mettono in crisi la tradizionale e assoluta idea di sovranità nazionale così come quella di un'unica e superiore identità culturale, e sono diventati il banco di prova sul quale un Paese viene giudicato e sul quale si misura il livello di civiltà e civilizzazione non meno delle questioni economiche o angustamente nazionali;

considerando che la violenza contro le donne, le ragazze e le bambine resta una delle forme più gravi di violazione strutturale dei diritti umani a livello mondiale e costituisce sia una conseguenza che una causa della disuguaglianza tra donne e uomini, così come dichiara la risoluzione del Parlamento europeo B7-0049/2013,

impegna il Governo:

1) ad adottare tutte le misure necessarie a dare piena attuazione alla Convenzione nell'ordinamento nazionale, in particolare a recepire prontamente la direttiva europea n. 29 del 2012, sulla posizione della vittima nel procedimento penale, che consentirebbe di aumentare le tutele delle vittime anche in casi di gravi disparità economiche; la direttiva n. 99 del 2011, sull'ordine di protezione europeo adottato a favore di vittime o potenziali vittime di reati; la direttiva n. 36 del 2011, concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime e n. 93 del 2011, relativa alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile;

2) a sostenere la richiesta del Parlamento europeo, espressa nella già citata risoluzione alle istituzioni dell'Unione europea ed ai suoi Stati membri di aumentare gli stanziamenti destinati all'eradicazione della violenza contro le donne;

3) a favorire in tempi rapidi la creazione di una struttura interministeriale come proposto dal Ministro per le pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili, atta a monitorare, coordinare e promuovere tutte le attività relative all'attuazione della Convenzione;

4) a prevedere misure finanziarie e strumentali adeguate alla realizzazione degli obiettivi dettagliatamente illustrati nella Convenzione;

5) ad adottare, nel rispetto dei princìpi e delle previsioni costituzionali, tutte le misure idonee a promuovere l'affermazione di una cultura che renda effettivo il pieno riconoscimento dei diritti umani delle donne, la loro dignità, libertà ed uguaglianza;

6) a sollecitare, in tutte le sedi opportune bilaterali e multilaterali, la ratifica della Convenzione da parte degli altri Stati membri dell'Unione europea, affinché la Convenzione di Istanbul possa entrare in vigore e diventare operativa in tutti gli Stati firmatari.