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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00105


Atto n. 3-00105 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 4 giugno 2013, nella seduta n. 33

DE PETRIS , PIGNEDOLI , ARRIGONI , FERRARA Mario , STEFANO , VALENTINI , ASTORRE , PETRAGLIA - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

preso atto che con lettera del Ministro della salute pro tempore Renato Balduzzi dell'11 aprile 2013 lo Stato ha richiesto alla Commissione europea l'introduzione delle misure di urgenza ai sensi dell'articolo 34 del regolamento (CE) n. 1829/2003 in merito al mais geneticamente modificato Mon810;

in tale richiesta si considera che i molteplici studi scientifici successivi al parere dell'Autorità europea sulla sicurezza alimentare del 15 giugno 2009 sulla domanda di rinnovo dell'autorizzazione del mais Mon810 motivano la sospensione urgente dell'autorizzazione alla messa in coltura di tale prodotto e l'adozione di adeguate misure di gestione;

la Direzione generale salute e consumatori della Commissione europea, con lettera del 17 maggio 2013, ha ritenuto che non sia stata dimostrata, da parte dello Stato, l'urgenza di adottare misure ai sensi dell'articolo 53 del regolamento (CE) n. 178/2002;

alcuni Stati membri dell'Unione, tra cui la Francia, hanno già attivato la procedura prevista dall'articolo 54 del regolamento (CE) n. 178/2002 con il divieto di messa in coltura su tutto il territorio di mais Mon810, senza che il provvedimento (16 marzo 2012) risulti, ancora, impugnato innanzi alla Corte di giustizia UE;

nel frattempo, la Corte di giustizia UE con ordinanza 8 maggio 2003, nell'ambito di un procedimento penale, a carico di un produttore imputato di aver messo a coltura, in Friuli-Venezia Giulia, varietà di mais geneticamente modificato senza aver ottenuto l'autorizzazione prescritta ai sensi dell'articolo 1 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n.212, ha statuito che uno Stato membro non possa opporsi alla messa in coltura di organismi geneticamente modificati quando l'impiego e la commercializzazione di tali varietà sono autorizzati in base alla vigente disciplina europea;

l'ordinanza sembra escludere che l'ottenimento dell'autorizzazione rilasciata con provvedimento del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con i Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute, sentita la Regione interessata per territorio, possa integrare una specifica misura di coesistenza atta ad evitare la presenza indesiderata di organismi geneticamente modificati in altre colture;

pure all'interno della cornice dei principi disposti dalla legge n. 5 del 2005, lo Stato sembra privo di misure adeguate a valutare le regole di coesistenza, rispetto all'eventuale richiesta di messa a coltura di varietà geneticamente modificate, al fine di non compromettere la biodiversità ambientale e la qualità e la tipicità della produzione agroalimentare nazionale;

il Senato, nella seduta del 21 maggio 2013, ha votato l'impegno del Governo ad adottare misure di salvaguardia o, comunque, provvisorie e di urgenza al fine di evitare qualsiasi contaminazione tra colture geneticamente modificate, convenzionali e biologiche,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga che il ritardo accumulato costituisca un rischio evidente per la qualità e la sicurezza della produzione agricola del Paese;

quali eventuali ragioni ostacolino la necessaria assunzione dell'impegno di provvedere al divieto temporaneo e di urgenza della coltivazione di varietà geneticamente modificate così come accaduto in altri Stati membri e richiesto da tutte le rappresentanze politiche oltre che dalla prevalenza di cittadini, consumatori ed agricoltori.