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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00026


Atto n. 2-00026

Pubblicato il 30 maggio 2013, nella seduta n. 31

PUPPATO , ALBANO , BERGER , CASSON , DIRINDIN , DE PETRIS , STEFANO , FAVERO , PEZZOPANE , ROMANI Maurizio , SPILABOTTE , CUOMO , FATTORINI , PAGLIARI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

ai sensi dell'art. 15, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 2012, n. 43, gli operatori delle applicazioni fisse di refrigerazione, condizionamento d'aria e pompe di calore contenenti 3 chilogrammi o più di gas fluorurati ad effetto serra devono tenere il "Registro dell'Apparecchiatura" di cui all'art. 2 del regolamento (CE) n. 1516/2007;

ai sensi dell'art. 16, comma 1, del decreto, entro il 31 maggio di ogni anno, a partire dal 2013, gli operatori devono presentare al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per il tramite dell'Ispra, una dichiarazione contenente informazioni riguardanti la quantità di emissioni in atmosfera di gas fluorurati relativi all'anno precedente sulla base dei dati contenuti nel relativo registro di impianto;

considerato che:

tale normativa si pone l'obiettivo di inventariare e controllare solo gli impianti oltre una certa dimensione ed è proprio la discriminante del contenuto di 3 chilogrammi di gas ad assumere un valore sostanziale, in quanto al di sotto di tale limite si è esonerati dagli obblighi previsti dal decreto;

da notizie raccolte informalmente risulterebbe che un comune impianto domestico di condizionamento d'aria contiene in media da 1,5 a 2,5 chilogrammi di liquido refrigerante (gas fluorurato); da ciò si può dedurre che la grande maggioranza dei cittadini non sia tenuta né all'obbligo del registro né a quello della dichiarazione;

una persona che non ha particolari conoscenze tecniche non può sapere della quantità di gas fluorurato contenuto nel suo impianto, e quindi, per determinarne l'esatta quantità dovrà ricorrere all'intervento di un tecnico specializzato. Ciò comporterà ovviamente un costo, verosimilmente non trascurabile, per il cittadino, e probabilmente solo per stabilire che gli adempimenti stabiliti dal decreto non lo riguardano;

considerata dunque l'oggettiva difficoltà, l'onerosità e la probabile inutilità di tenere il registro dell'apparecchiatura e di compilare la dichiarazione,

si chiede di sapere:

se il Ministro dell'ambiente non ritenga necessario emanare in tempi rapidi istruzioni semplici e di facile comprensione al fine di mettere in condizione tutti gli aventi obbligo di ottemperare alle disposizioni di legge in maniera autonoma ed a costo zero;

se non ritenga opportuno attivarsi, per quanto di competenza, al fine di escludere dalla normativa i comuni impianti di uso domestico che, essendo realizzati a tenuta stagna, non disperdono nell'atmosfera gas ad effetto serra, fatto salvo il caso di guasti alle tubature;

se non si ritenga opportuno prevedere a carico dei tecnici autorizzati l'obbligo di notificare le eventuali perdite di gas riscontrate al momento della riparazione nonché lo smaltimento dello stesso in occasione della dismissione dell'impianto;

se il Governo non ritenga opportuno intervenire immediatamente per prorogare la data di scadenza dei termini per la presentazione della dichiarazione del 2013, dandone ampia notizia, tenuto conto che la quasi totalità degli italiani è all'oscuro degli obblighi derivanti dalla normativa.