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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00048


Atto n. 1-00048

Pubblicato il 28 maggio 2013, nella seduta n. 29
Esame concluso nella seduta n. 30 dell'Assemblea (29/05/2013)

Note: Testo 2 respinto in Aula e disponibile sul resoconto della seduta n. 30 del 29 maggio 2013

DE PETRIS , BAROZZINO , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , MASTRANGELI , PETRAGLIA , STEFANO , URAS

Il Senato,

premesso che:

da diversi anni e da molte Legislature, nel Paese e in Parlamento, è in corso il dibattito sull'opportunità di modifiche alla seconda Parte della Costituzione, che ha dato anche luogo a diversi progetti di riforma costituzionale;

è ormai inderogabile la necessità di attuare sempre più ampie forme di democrazia diretta che permettano ai cittadini di dilatare i propri spazi e acquisire nuovi momenti di partecipazione democratica;

tuttavia, non è venuta meno l'esigenza di interventi sulla nostra Carta fondamentale, essendo convinzione generale ormai che l'impianto studiato ed approvato dai padri costituenti in materia di ordinamento della Repubblica (Parte II della Costituzione) richieda ormai una revisione, ferma restando la centralità del ruolo del Parlamento nel bilanciamento complessivo dei poteri e degli organi costituzionali;

è assolutamente necessario un percorso volto a promuovere, in tempi celeri, una riforma della Parte II della Costituzione (ordinamento della Repubblica) che, in particolare, preveda: 1) il mantenimento della forma di Governo parlamentare e la centralità del ruolo del Parlamento nel bilanciamento complessivo dei poteri e degli organi costituzionali; 2) la riduzione del numero dei deputati e dei senatori; 3) il superamento del bicameralismo perfetto; 4) la revisione dell'articolo 49 della Costituzione che ponga precisi principi e criteri in tema di democrazia interna e trasparenza dei partiti e, più in generale, delle organizzazioni politiche, onde garantirne la puntuale attuazione e l'adeguamento dei soggetti coinvolti; 5) l'obbligatorietà dell'esame e del voto in tempi certi (entro 3 mesi) delle proposte di legge d'iniziativa popolare, anche modificando sul tema il regolamento del Senato della Repubblica; 6) l'introduzione di limiti più rigidi all'uso della decretazione d'urgenza da parte del Governo, provvedendo alla contestuale modifica del regolamento del Senato; 7) la modifica del Titolo V (Le Regioni, le Province, i Comuni) e, in particolare, la revisione delle materie di competenza esclusiva delle Regioni, riducendo drasticamente l'elenco delle materie di competenza concorrente tra Stato e Regioni e introducendo la cosiddetta clausola di supremazia, nonché l'abolizione delle Province, l'individuazione delle città metropolitane e la disciplina del loro ordinamento da prevedersi con legge statale; 8) la sottoposizione a referendum popolare confermativo, con quesiti distinti per omogeneità di materia, delle leggi costituzionali e di revisione costituzionale anche nel caso in cui queste siano approvate dalle Camere con la maggioranza dei due terzi dei componenti;

considerato che:

l'articolo 72, comma 4, della Costituzione prevede che per le leggi di revisione costituzionale sia "sempre adottata" la "procedura normale di esame e di approvazione diretta" da parte delle due Camere;

in nessun caso, tuttavia, sarebbe legittimo il deferimento dell'esame del provvedimento alla sede deliberante, nonché a qualsivoglia organo o organismo che privasse i parlamentari del pieno potere emendativo in ottemperanza al principio di eguaglianza dei parlamentari;

dall'ambito dell'iter parlamentare sulle riforme va svincolata la modifica della legge elettorale, rispetto alla quale si richiede l'intervento del legislatore in tempi brevissimi, anche alla luce della recente decisione della Corte di cassazione che, ritenendo rilevanti le questioni di legittimità costituzionale sollevate in relazione al "Porcellum", ha disposto l'immediata trasmissione degli atti alla Consulta,

impegna il Governo, nel rispetto delle sue prerogative di iniziativa legislativa, a tener conto in maniera vincolante di quanto sopra esposto, concorrendo con proprie proposte all'iter parlamentare sul tema delle riforme rispetto al quale sono già depositate diverse proposte di legge dei diversi Gruppi parlamentari.