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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00018


Atto n. 2-00018 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 21 maggio 2013, nella seduta n. 25

MOSCARDELLI , AMATI , ASTORRE , BERTUZZI , CALEO , CHITI , CIRINNA' , CUCCA , D'ADDA , FABBRI , FEDELI , FERRARA Elena , FORNARO , GATTI , GHEDINI Rita , GINETTI , GOTOR , LAI , LO MORO , MANASSERO , MARINO Mauro Maria , MATTESINI , MIRABELLI , MORGONI , MUCCHETTI , ORRU' , PAGLIARI , PARENTE , PEGORER , PEZZOPANE , RANUCCI , ROSSI Gianluca , RUSSO , SANTINI , SCALIA , SOLLO , SPILABOTTE , TONINI , VACCARI , ZANONI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno. -

Premesso che:

l'emergenza e la precarietà abitativa costituiscono, nell'attuale fase di crisi economica, uno dei fattori di maggiore e crescente tensione sociale che interessa larghi strati della popolazione appartenenti, oltre che alle tradizionali categorie a rischio, anche a fasce di ceto medio e professionisti;

tale situazione è resa particolarmente acuta dalle difficoltà incontrate dalle famiglie, ed in particolare dalle giovani coppie, nella sottoscrizione di mutui con istituti di credito per l'acquisto della prima abitazione, e dai caratteri del mercato immobiliare italiano in locazione, dove l'offerta di abitazioni private, con costi molto alti ed inaccessibili per un numero sempre maggiore di famiglie, supera largamente l'offerta pubblica;

i dati pubblicati da "Il Sole 24-ore" il 15 aprile 2013, provenienti da 41 tribunali italiani, rivelano una situazione di costante crescita della morosità degli affitti nel corso degli ultimi due anni determinata in gran parte dalla riduzione dei redditi a disposizione delle famiglie. Nel 2011 i ricorsi per morosità degli affitti presentati nei 41 tribunali di riferimento dell'indagine sono stati pari a 25.152, aumentati a 27.036 nel 2012 (con un aumento del 7,5 per cento). Nei primi due mesi del 2013 i ricorsi presentati ai tribunali sono stati 4.627 con una proiezione di aumento su base annua del 2,7 per cento rispetto al 2012;

nelle grandi città gli sfratti registrati nei primi due mesi del 2013 hanno raggiunto livelli mai sperimentati in passato. A Roma e a Milano, sono stati depositate 800 nuove richieste di sfratto per morosità. Analoghe situazioni di crisi, come segnalato dai sindacati inquilini, si registrano anche a Torino, a Bari e a Napoli;

i dati pubblicati dal Ministero dell'interno nel mese di dicembre 2012 relativi all'andamento delle procedure di rilascio degli immobili ad uso abitativo confermano la gravità del fenomeno della morosità degli affitti;

il documento del Ministero rileva che nel solo 2011, anche se i dati sono incompleti relativamente ad alcune province, le sentenze di sfratto emesse sono state 63.846 così suddivise: 832 per necessità del locatore (1,3 per cento), 7.471 per finita locazione (11,7 per cento) e 55.543 per morosità (87 per cento). Di queste, il 49,5 per cento sono state emesse nei comuni capoluogo e il 50,5 per cento nei comuni della provincia;

il documento citato rileva altresì che le richieste di esecuzione di sfratti presentate alle forze dell'ordine da parte degli ufficiali giudiziari sono state 123.914 e gli sfratti eseguiti in presenza dell'ufficiale giudiziario coadiuvato dalle forze dell'ordine sono stati 28.641. Sono invece sconosciuti i dati relativi all'allontanamento spontaneo dall'alloggio da parte di sfrattati che non hanno atteso l'arrivo della forza pubblica;

di fatto in Italia, sulla base dei dati del Ministero, sono eseguiti 140 sfratti al giorno, per i quali di fatto non è fornito alcun percorso di passaggio da casa a casa;

sono state presentate ai Comuni 650.000 richieste per alloggi di edilizia residenziale pubblica e 350.000 domande per il fondo affitti;

considerato che:

la Corte costituzionale e la Corte europea dei diritti dell'uomo hanno rappresentato l'opportunità di provvedimenti strutturali sul tema dell'emergenza abitativa in Italia anche in considerazione del fatto che il diritto alla casa e l'accesso alla proprietà della stessa sono sanciti dall'articolo 47 della Costituzione;

le risorse destinate all'edilizia pubblica sono state costantemente ridotte nel corso degli ultimi anni tanto che la realizzazione di alloggi da destinare ai cittadini privi di abitazione è scesa progressivamente ad una quota pari a circa l'1 per cento della produzione edilizia totale, con un tasso di assegnazione di alloggi pubblici sotto il 2 per cento delle richieste;

il contributo del fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione previsto dall'art. 11 della legge n. 431 del 1998, unico ammortizzatore sociale per chi vive in affitto, non è finanziato nel 2012 e per l'anno in corso ha una dotazione largamente insufficiente;

nella legge di bilancio per l'anno 2013 risultano stanziati al capitolo 7437 del Ministero delle infrastrutture e trasporti soltanto 35 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2013-2015 per l'edilizia agevolata da destinare a locazione a canone concordato e, più in generale, risorse del tutto insufficienti in relazione alla missione casa e assetto urbanistico e ai programmi edilizia abitativa e politiche territoriali e alla missione politiche abitative, urbane e territoriali;

in ragione della crisi economica, la domanda di nuove abitazioni ha subito una significativa riduzione tanto che il settore dell'edilizia privata registra una crescita significativa di unità abitative invendute. Il rallentamento della domanda è uno dei fattori che sta determinando la chiusura di numerosi cantieri, la mancata apertura di nuovi cantieri e la perdita di numerosi posti di lavoro nel settore delle costruzioni;

appare necessario l'adozione di misure adeguate alla soluzione della situazione emergenziale nel settore abitativo e più in generale dell'edilizia pubblica e privata,

si chiede di sapere:

quali iniziative il Governo intenda adottare per la soluzione delle problematiche dell'emergenza e della precarietà abitativa nel nostro Paese;

se intenda assumere iniziative normative urgenti per estendere la proroga, in scadenza il prossimo 31 dicembre 2013, dell'esecuzione degli sfratti per le famiglie in determinate condizioni, di cui alla legge 9 del 2007, con sfratto per finita locazione, anche alle famiglie che si trovino nelle stesse condizioni soggettive di quelle di cui alla citata legge in ragione di uno sfratto per morosità incolpevole;

se intenda assumere iniziative normative per definire, in analogia a quanto stabilito per il pagamento delle rate di mutuo per le famiglie in difficoltà previsto dal comma 475 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, un fondo di solidarietà, dotato di un congruo finanziamento statale, da attivare con il concorso di ulteriori risorse eventualmente messe a disposizione di Regioni ed enti locali e da implementare eventualmente anche con un fondo di rotazione, costituito presso i Comuni, alimentato dalle somme versate dai conduttori a titolo di deposito cauzionale, al fine di favorire possibili procedure di conciliazione e rinegoziazione tra locatore e conduttore, sulla base degli accordi territoriali di cui alla legge n. 431 del 1998, ovvero di risarcimento per i proprietari in caso di graduazione dell'esecuzione dello sfratto;

se intenda predisporre un piano nazionale, con adeguato stanziamento di risorse e con il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti, destinato a tutti i Comuni attraverso il coinvolgimento di sindacati inquilini, Anci e conferenza delle Regioni, ai fini di incrementare l'offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica e di edilizia sociale, attraverso la definizione dell'effettivo fabbisogno e i soggetti destinatari, prioritariamente quelli con sentenza esecutiva di sfratto, collocati utilmente nelle graduatorie comunali per l'accesso ad un alloggio di edilizia residenziale pubblica a canone sociale, e le famiglie che sono in precarietà abitativa a causa di un'elevata incidenza del canone di locazione in rapporto al reddito netto;

se nell'ambito di tale piano nazionale non ritenga opportuno, anche in ragione dell'urgenza degli interventi in favore delle famiglie in situazione di precarietà abitativa, prevedere che una quota delle risorse sia utilizzata per l'acquisto di edifici, al valore medio ordinario espresso dal mercato del territorio di riferimento nel triennio antecedente già realizzati da privati e rimasti invenduti, al fine di incrementare l'offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica e di edilizia sociale da destinare alle famiglie in condizioni di precarietà abitativa;

se intenda effettuare di concerto con l'Anci e la conferenza delle Regioni, sentite le organizzazioni sindacali degli inquilini, il monitoraggio e il censimento di unità immobiliari o immobili di proprietà di Comuni e Iacp comunque denominati, attualmente inutilizzati e lasciati in degrado allo scopo di attuare un piano di recupero degli immobili da destinare alle famiglie in graduatoria con sfratto già eseguito o via di esecuzione, garantendo così il passaggio da casa a casa;

se intenda prevedere, in occasione della discussione del disegno di legge di bilancio per il 2014, un adeguato rifinanziamento o una rimodulazione delle risorse disponibili in bilancio in favore della missione casa e assetto urbanistico e dei programmi edilizia abitativa e politiche territoriali e del programma politiche abitative, urbane e territoriali allo scopo di incrementare la realizzazione di edilizia residenziale pubblica e favorire adeguati interventi di sostegno nei casi di emergenza e precarietà abitativa.