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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00202


Atto n. 4-00202

Pubblicato il 21 maggio 2013, nella seduta n. 24

STEFANO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -

Premesso che:

la Commissione europea, nella comunicazione (COM 2003/302), recante "Politica integrata dei prodotti - Sviluppare il concetto di "ciclo di vita ambientale", ha fissato l'obiettivo di incoraggiare gli Stati membri a dotarsi di piani d'azione accessibili al pubblico per l'integrazione delle esigenze ambientali negli appalti pubblici;

la Commissione europea afferma che tali piani "dovranno contenere una valutazione della situazione esistente e stabilire obiettivi di ampia portata da conseguire entro tre anni, specificando chiaramente le misure da adottare a tal fine. I piani, elaborati per la prima volta entro la fine del 2006 e in seguito sottoposti a revisione ogni tre anni, non saranno giuridicamente vincolanti, ma serviranno a dare impulso politico al processo di attuazione delle misure necessarie a favorire una maggiore considerazione degli aspetti ambientali negli appalti pubblici e alle iniziative di sensibilizzazione, consentendo agli Stati membri di scegliere le soluzioni che più si adattano al loro quadro politico e, al livello già raggiunto, permettendo, contemporaneamente, lo scambio delle migliori pratiche in materia";

la Commissione europea ha in seguito emanato le linee guida specifiche per la redazione dei piani d'azione nazionali sul green paper procurement (GPP) nell'ambito degli acquisti sostenibili della pubblica amministrazione;

la legge del 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), ha previsto all'art. 1, comma 1126, «l'attuazione e il monitoraggio di un "Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione", predisposto dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri dell'economia e finanze e dello sviluppo economica»;

nei successivi commi 1127 e 1128 sono indicati rispettivamente le categorie merceologiche e il comitato ministeriale preposto al monitoraggio degli obiettivi di sostenibilità ambientale;

la definizione ufficiale di GPP cui fa riferimento la Commissione europea è: "il GPP è l'approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull'ambiente lungo l'intero ciclo di vita";

il GPP è un importante strumento non solo per le politiche ambientali ma anche per la promozione dell'innovazione tecnologica, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi delle politiche sulla competitività dell'Unione europea (strategia di Lisbona). A questo proposito va ricordato come anche il piano d'azione per le tecnologie ambientali (ETAP), contenuta nella comunicazione (COM 2004/38), il cui scopo è quello di introdurre e diffondere nel mercato le tecnologie ambientali, conferisce al GPP un ruolo di rilievo;

esso ha l'obiettivo di integrare considerazioni di carattere ambientale all'interno dei processi di acquisto delle pubbliche amministrazioni e di orientarne le scelte su beni, servizi e lavori che presentano il minore impatto ambientale; può avere quindi un ruolo molto importante per la diffusione di un mercato e di una cultura più attenti all'ambiente. Va in particolare sottolineato come l'integrazione degli aspetti ambientali nei processi di acquisto si basa su una visione d'insieme di tutto il ciclo di vita, permettendo così di prendere in considerazione non solo gli aspetti attribuibili alla progettazione, alla produzione, all'uso e allo smaltimento, ma anche i costi effettivi per la collettività. Tale impostazione determina la stessa potenzialità del GPP che può essere considerato uno strumento di contenimento della spesa pubblica in quanto confronta non solo il costo di produzione del bene ma il suo intero ciclo di vita, oltre a proporre un modello culturale di contenimento dei consumi e di "dematerializzazione", il tutto in conformità con quanto previsto dagli artt. 68, 93, 154 e dall'allegato VIII del decreto legislativo del 12 aprile 2006, n. 163; in particolare, l'art. 68 prevede che "Ogniqualvolta sia possibile" devono essere tenuti in considerazione gli aspetti di tutela ambientale nell'individuazione delle specifiche tecniche. Tale impostazione rappresenta una forte indicazione normativa da seguire per le pubbliche amministrazioni, non comportando un maggiore costo per la finanza pubblica;

l'approccio basato sul "ciclo di vita" è quello che emerge dalla strategia europea sulla politica integrata dei prodotti (IPP), che ha come documenti di base il relativo libro verde, di cui alla comunicazione (COM 2001/68), e la comunicazione della Commissione sull'IPP (COM 2003/302);

la IPP ha lo scopo di rafforzare e orientare le politiche ambientali riguardanti i prodotti e servizi per promuovere lo sviluppo di un mercato più "ecologico", incentrandosi, a tal fine, sul sistema prodotto-servizio con un approccio basato sull'analisi del "ciclo di vita"; propone una serie di strumenti e strategie miranti ad indirizzare la progettazione, stimolare la domanda e l'offerta, favorire scelte informate dei consumatori e integrare le considerazioni economiche con quelle ambientali. L'approccio IPP si basa sulla constatazione che un intervento sul lato del mercato possa agevolare il conseguimento di obiettivi ambientali in maniera più efficace e in sinergia con le politiche ambientali settoriali;

il Ministero dell'ambiente, di concerto con il Ministero dell'economia e il Ministero dello sviluppo economico e con il parere della conferenza delle Regioni, dell'Unione delle Province italiane e dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani, nonché con gli enti e le strutture tecniche di supporto (Consip, Enea, Ispra e Arpa), ha dato seguito alla comunicazione della Commissione europea (COM 2003/302) e a quanto previsto dalla legge n. 296 del 2006, art.1, comma 1126, con l'emanazione del decreto interministeriale 11 aprile 2008, con cui è stato approvato il "Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della Pubblica Amministrazione, PAN-GPP";

tale decreto è stato rivisto e aggiornato dal decreto interministeriale del 10 aprile 2013, n. 102;

il piano PAN-GPP, al punto 5.1, afferma che tutti gli enti pubblici sono invitati ad adottare pratiche di GPP, in modo da favorire gli approvvigionamenti di prodotti, servizi e lavori meno dannosi per l'ambiente e per la salute umana, e, in particolar modo, le amministrazioni centrali dello Stato (Presidenza del Consiglio dei ministri e Ministeri), gli enti pubblici territoriali (Regioni, Province, città metropolitane, Comuni e comunità montane), gli enti pubblici non economici, gli organismi di diritto pubblico e altri enti aggiudicatori come le agenzie delle amministrazioni centrali dello Stato e delle Regioni (Apat e Arpa), gli enti parco nazionali e regionali, le università, gli enti di ricerca, gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, le ASL, le USL, le centrali di committenza (Consip SpA, Intercent-ER), i concessionari di pubblici servizi o lavori, gli enti, le società e le imprese che forniscono servizi di trasporto al pubblico locale per mezzo di autobus e servizi di erogazione e gestione dell'energia elettrica e del calore;

le pratiche di acquisti sostenibili della pubblica amministrazione prevedono, in particolare modo, l'adozione dei "criteri ambientali minimi", CAM, così come definiti dai punti 4.3 e 4.4 del piano, relativamente alle 11 categorie rientranti nei settori prioritari di intervento per il GPP, previste dal punto 3.2 del piano, ovvero: arredi (mobili per ufficio, arredi scolastici, arredi per sale archiviazione e sale lettura); edilizia (costruzioni e ristrutturazioni di edifici con particolare attenzione ai materiali da costruzione, costruzione e manutenzione delle strade); gestione dei rifiuti; servizi urbani e al territorio (gestione del verde pubblico, arredo urbano); servizi energetici (illuminazione, riscaldamento e raffrescamento degli edifici, illuminazione pubblica e segnaletica luminosa); elettronica (attrezzature elettriche ed elettroniche d'ufficio e relativi materiali di consumo, apparati di telecomunicazione); prodotti tessili e calzature; cancelleria (carta e materiali di consumo); ristorazione (servizio mensa e forniture alimenti); servizi di gestione degli edifici (servizi di pulizia e materiali per l'igiene); trasporti (mezzi e servizi di trasporto, sistemi di mobilità sostenibile);

l'Enea ha il ruolo, così come chiaramente definito nel punto 6 del PAN-GPP, di far parte del comitato di gestione, composto da rappresentanti del Ministero dell'ambiente, che è il coordinatore, dei Ministeri dello sviluppo economico, dell'economia e delle politiche agricole e forestali, dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, delle Regioni, delle strutture tecniche di riferimento costituite da Consip e Ispra e dal sistema delle agenzie ambientali Arpa;

i compiti del sistema delle agenzie ambientali sono quelli di: programmazione delle attività, definizione dei criteri ambientali minimi, formulazione di eventuali proposte per ottimizzare le azioni individuate dal PAN-GPP e per favorire il raggiungimento degli obiettivi ivi previsti (comunicazione, divulgazione, formazione, eccetera), a cui si aggiunge l'individuazione di soluzioni nel caso in cui si presentino criticità in sede attuativa, la formulazione di proposte per il perfezionamento del monitoraggio e l'elaborazione di proposte di studio e di approfondimento come ad esempio la life cycle assessment, LCA, "analisi del ciclo di vita", la life cycle cost, LCC, "costo del ciclo della vita";

l'Enea ha stipulato, con la Direzione generale per le valutazioni ambientali del Ministero dell'ambiente un protocollo d'intesa (disposizione commissariale 465/2011/COMM del 19 settembre 2011) di "Collaborazione sui temi della politica integrata di prodotto e della produzione e consumo sostenibili", che in un considerato fa esplicito riferimento agli acquisti pubblici verdi;

l'Enea ha rafforzato questo suo ruolo, anche attraverso la partecipazione a progetti comunitari, come il "Buy Smart, Acquisti verdi per prodotti ecoefficienti" cofinanziato nell'ambito del programma comunitario "Intelligent energy Europe", IEE, della direzione generale energia e trasporti della Commissione europea, e portato avanti in 7 Paesi europei (Germania, Austria, Italia, Slovenia, Lettonia, Repubblica ceca e Svezia) e da un consorzio di 8 istituzioni che si occupano prevalentemente di commercio di prodotti a basso impatto - con l'obiettivo di aumentare l'acquisto di prodotti eco-efficienti nei settori dell'information technology, degli elettrodomestici, dei componenti per l'edilizia, dei veicoli e dell'illuminazione ed elettricità alimentate da energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, con lo scopo di orientare i consumi verso beni e servizi green;

in data 25 luglio 2011 (Gazzetta Ufficiale del 21 settembre 2011) è stato approvato il decreto del Ministero dell'ambiente "Adozione dei criteri minimi ambientali da inserire nei bandi di gara della Pubblica amministrazione per l'acquisto di prodotti e servizi nei settori della ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari e serramenti esterni";

esso individua i criteri ambientali, di base e premianti, che possono comprendere, in tutto o in parte, le seguenti fasi: produzione e distribuzione degli alimenti e delle bevande; preparazione dei pasti; confezionamento dei pasti; somministrazione dei pasti; gestione dei rifiuti da preparazione dei pasti e post -consumo; gestione dei locali comprensiva di servizi di pulizia, di abbattimento dei rumori e di approvvigionamento energetico;

l'"Indagine sulla ristorazione collettiva 2012", pubblicata dal Ministero dell'ambiente, svolta su un campione significativo di gare d'appalto di enti pubblici italiani (Comuni, agenzie, Ministeri, enti per il diritto allo studio) nel periodo che va da ottobre 2011 a novembre 2012, ha preso in esame le documentazioni di gara tra cui i bandi, i capitolati, i capitolati speciali, i disciplinari, le tabelle merceologiche e quant'altro descrivesse la qualità e le caratteristiche richieste dalla stazione appaltante, e mostra che circa un miliardo di euro è stato assegnato tenendo conto dei criteri ambientali minimi, nei servizi di ristorazione;

l'Enea ha pubblicato un capitolato speciale di gara (disposizione n. 201/2013/COMM del 23 aprile 2013), il cui oggetto è la gestione del servizio mensa e snack bar per i centri di ricerca Enea di Bologna, Casaccia (Roma), Brasimone (Bologna), Frascati (Roma), Portici (Napoli), di Santa Teresa (La Spezia), Saluggia (Vercelli) e della sede legale di Roma e di Trisaia (Matera), per un importo pari a 6.272.640 euro;

le rappresentanze unitarie sindacali del centro di Casaccia hanno manifestato la loro contrarietà per come è stato redatto il capitolato speciale di gara nel quale non si terrebbe conto dei criteri ambientali minimi per il servizio di ristorazione, contravvenendo, così da quanto previsto dal decreto 25 luglio 2011,

si chiede di sapere se il Governo non ritenga urgente e necessario, per il ruolo svolto dall'Enea stesso all'interno del comitato di gestione del PAN-GPP nell'elaborazione dei criteri ambientali minimi e nella diffusione del protocollo GPP attraverso progetti comunitari quali il "Buy Smart, Acquisti verdi per prodotti ecoefficienti", di procedere all'immediata revoca del capitolato speciale di gara e, conseguentemente, a riformulare il capitolato di gara al fine di consentire l'adozione dei CAM previsti dal decreto ministeriale del 25 luglio 2011.