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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00035


Atto n. 1-00035

Pubblicato il 8 maggio 2013, nella seduta n. 20

BITONCI , DIVINA , ARRIGONI , BELLOT , BISINELLA , CALDEROLI , CANDIANI , CENTINAIO , COMAROLI , CONSIGLIO , CROSIO , DAVICO , MUNERATO , STEFANI , STUCCHI , TREMONTI , VOLPI

Il Senato,

premesso che:

nel biennio 2007-2008, nonostante ci si trovasse di fronte ad una fase di rallentamento dell'economia, e ad una successiva fase di recessione, si è assistito ad un rapido aumento dell'inflazione nell'intera zona euro;

in questi ultimi anni l'inflazione ha continuato a crescere senza sosta; tale andamento è stato sostanzialmente provocato dall'aumento dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, che incidono sull'indice generale dei prezzi al consumo per una percentuale del 25 per cento. Nonostante una breve discesa a livello mondiale nel 2009, già a partire dal 2010 le dinamiche inflazionistiche hanno ripreso la loro corsa al rialzo, influenzate dall'aumento dell'indice di prezzo delle materie prime durante il primo semestre, e subito dopo da quello delle componenti energetiche, primo fra tutte il petrolio greggio, giungendo al loro massimo nel 2012;

le variazioni dei costi energetici, ed in particolare del petrolio, caratterizzano ed influenzano in maniera sensibile le dinamiche inflattive; infatti, prendendo ad esempio lo stesso anno 2012, annus horribilis per i costi dell'energia, si è registrata un'elevata spinta inflazionistica nonostante un sensibile calo dei consumi conseguente alla crisi economica;

il prezzo del petrolio è esso stesso soggetto ad oscillazioni improvvise e talvolta imprevedibili, dipendenti da complessi fattori politici, economici, storici e speculativi spesso sovrapposti tra loro, che possono incidere in maniera determinante sulle economie dei Paesi industrializzati, e che quindi vanno attentamente monitorati nei loro sviluppi;

nonostante le rilevazioni per il primo trimestre 2013 registrino un processo di deflazione, dovuto alla diminuzione dei prezzi relativi ai beni alimentari non lavorati, alle comunicazioni (telefonia mobile in primis), ma soprattutto ai beni energetici, le previsioni per i mesi a venire stimano una ripresa dell'inflazione, a causa del previsto aumento dell'Iva nel mese di luglio, ma anche dei molteplici aumenti previsti per la quasi totalità dei beni di consumo, ivi compresi quelli alimentari;

la prevista ripresa dell'inflazione comporterà un ulteriore deterioramento del potere d'acquisto delle famiglie italiane, anche di quelle non direttamente colpite dalla disoccupazione o dalla cassa integrazione, tanto da portarne molte ad intaccare i propri risparmi, oltre a limitare sempre più le spese, con gravi ripercussioni sulla domanda interna. Per contrastare questo allarmante fenomeno si rende quindi necessaria sin da subito un'attenta analisi dei fattori economici di rischio, cui dovrà seguire un intervento ben mirato da parte del Parlamento che si ponga come primo obiettivo la tutela del potere d'acquisto delle famiglie;

l'osservatorio nazionale di Federconsumatori ha calcolato per l'anno 2013 rincari dei prezzi e delle tariffe su beni e servizi che peseranno per circa ulteriori 1.500 euro annui a famiglia, comportando un'ulteriore contrazione dei consumi ed aggravando di conseguenza la già drammatica crisi economica in atto nel Paese;

le stime rilevano che i maggiori rincari si registreranno nei settori dei servizi, delle poste e dei trasporti. Riguardo a questi ultimi, particolare attenzione andrà rivolta ai carburanti, i quali subiranno un rincaro (comprese le accise regionali) di 132 euro annui, a cui si dovranno aggiungere gli aumenti delle polizze auto, pari a 61 euro annui, e delle tariffe autostradali, pari a 38 euro annui; per gli alimenti si spenderà circa 299 euro in più rispetto al 2012, mentre per la scuola la spesa aumenterà di 94 euro, considerando l'aumento delle tariffe per le mense e dei prezzi dei libri;

oltre all'aumento dell'importo annuo del canone della Rai per una cifra totale di 113 euro, altri rincari si registreranno anche sui servizi bancari, per i quali si spenderanno circa 118 euro annui in più, nonché sulle imposte di bollo. Con riguardo alla voce mutui, l'Associazione bancaria italiana ha registrato a gennaio un lieve aumento dei tassi applicati sui nuovi mutui, cresciuti dal 3,7 al 3,75 per cento. Un dato, tuttavia, preoccupante, è nel differenziale di tasso sui mutui tra l'Italia e l'Unione europea, a svantaggio del nostro Paese, che comporterà un aggravio di costo per le famiglie italiane rispetto a quelle della zona euro;

la dinamica dei prezzi, oltre a seguire il naturale andamento del mercato, determinato dall'equilibrio tra domanda e offerta, in alcuni settori è influenzata da fenomeni di alterazione della concorrenza, con conseguente distorsione dei prezzi stessi. Ne sono un esempio i conti correnti bancari, i cui costi oltre a risentire del generalizzato aumento delle imposte su di essi, risentono anche di una scarsa trasparenza dal lato dell'offerta, nonché di un'informazione alla clientela spesso limitata;

rincari delle tariffe si registreranno anche nel settore delle assicurazioni, ed in particolare in quello dell'assicurazione responsabilità civile auto, dove in alcuni casi la possibile costituzione di cartelli tra compagnie assicurative potrebbe alterare il corretto funzionamento del mercato a danno della collettività dei consumatori. Secondo l'organo di vigilanza del settore Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, le polizze per la responsabilità civile auto nell'ultimo anno sono aumentate rispetto all'inflazione del 3,2 per cento;

nel corso della XV Legislatura, con l'articolo 2, commi 196-203, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008), è stata introdotta una nuova disciplina in materia di sorveglianza dei prezzi praticati ai consumatori finali. In particolare, si è attribuito a ciascuna Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura il compito di rendere noto al pubblico il proprio "ufficio prezzi", che riceve segnalazioni e verifica le dinamiche concernenti le variazioni dei prezzi di beni e servizi praticati ai consumatori finali. Si è inoltre istituita presso il Ministero dello sviluppo economico la figura del Garante per la sorveglianza dei prezzi (nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico), cui è deputato il compito di sovrintendere alla tenuta ed elaborazione delle informazioni richieste agli "uffici prezzi" delle Camere di commercio, nonché ai competenti uffici del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e della Presidenza del Consiglio dei ministri;

nella XVI Legislatura, con il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, si sono inoltre ridefinite le funzioni del Garante per la sorveglianza dei prezzi, attribuendo a tale figura, in particolare, il compito di analizzare le segnalazioni ritenute meritevoli di approfondimento. Si è inoltre specificata la possibilità per il Garante di convocare le imprese e le associazioni di categoria interessate al fine di verificare i livelli di prezzo dei beni e dei servizi di largo consumo corrispondenti al corretto e normale andamento del mercato;

il Senato, sempre durante la XVI Legislatura, ha approvato in data 7 ottobre 2008 la mozione 1-00025 relativa all'istituzione della Commissione straordinaria per la verifica dell'andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati. La relazione sull'attività svolta dalla Commissione negli anni 2009 e 2010, a seguito delle audizioni svoltesi durante il periodo della sua istituzione, ha fornito lucide analisi sulle dinamiche della crescita dei prezzi e del conseguente aggravio delle condizioni economiche del sistema Paese, ed ha permesso conseguentemente al Senato di assumere una funzione propositiva, di stimolo ed impulso, atta a contrastarle;

rilevata, per tutti i suddetti motivi, l'esigenza di non disperdere con l'avvio della XVII Legislatura il patrimonio di informazioni raccolte e proposte elaborate dalla stessa Commissione straordinaria, e sentita la necessità di istituire, per la Legislatura in corso, un organismo di acquisizione di dati e di studio a supporto dell'attività legislativa svolta dal Senato in campo economico;

valutata l'opportunità di attribuire al citato organismo in particolare compiti di: 1) analisi dei fattori congiunturali e strutturali che sono all'origine dei rincari dei prezzi dei prodotti intermedi e finali al fine di mitigare le anomalie che detti aumenti possono produrre sul sistema produttivo; 2) acquisizione di elementi informativi, anche su base regionale, sull'andamento dei prezzi dei beni e dei servizi di largo consumo al fine di garantire la trasparenza e la tracciabilità all'origine degli stessi e in ciascuna fase della filiera produttiva; 3) elaborazione di proposte volte ad attenuare le conseguenze del rialzo dei prezzi dei beni di largo consumo sulle famiglie a basso reddito; 4) svolgimento di indagini sull'andamento in borsa del prezzo del petrolio, nonché sulle transazioni internazionali al fine di venire a conoscenza di eventuali speculazioni, pregresse e future,

delibera di istituire una Commissione straordinaria per la verifica dell'andamento generale dei prezzi al consumo e per il controllo della trasparenza dei mercati, costituita da 25 componenti in ragione della consistenza dei Gruppi stessi. Il Presidente della Commissione è nominato dal Presidente del Senato al di fuori dei predetti componenti. L'Ufficio di Presidenza è composto, oltre che dal Presidente, da due Vice Presidenti e da due Segretari, eletti dalla Commissione tra i suoi membri. La Commissione ha compiti di studio, osservazione e iniziativa, per lo svolgimento dei quali può prendere contatto con istituzioni di altri Paesi e con organismi internazionali; a tal fine la Commissione può effettuare missioni in Italia o all'estero. Per il raggiungimento di queste finalità essa può svolgere procedure informative ai sensi degli articoli 46, 47 e 48 del Regolamento; formulare proposte e relazioni all'Assemblea, tra cui una relazione annuale, ai sensi dell'articolo 50, comma 1, del Regolamento; votare risoluzioni alla conclusione dell'esame di affari ad essa assegnati, ai sensi dell'articolo 50, comma 2, del Regolamento; formulare pareri su disegni di legge e affari deferiti ad altre Commissioni, anche chiedendone la stampa in allegato al documento prodotto dalla Commissione competente, ai sensi dell'articolo 39, comma 4, del Regolamento.