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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00034


Atto n. 1-00034

Pubblicato il 7 maggio 2013, nella seduta n. 19
Esame concluso nella seduta n. 51 dell'Assemblea (26/06/2013)

Note: (Testo 2) [Approvato in Aula il testo 3, disponibile sul resoconto della seduta n. 51 del 26 giugno 2013]

LEPRI , ZANDA , MARTINI , MATURANI , ANGIONI , AMATI , ASTORRE , CANTINI , CHITI , CIRINNA' , COCIANCICH , D'ADDA , DEL BARBA , DI GIORGI , FEDELI , FAVERO , GATTI , GHEDINI Rita , MARCUCCI , MIRABELLI , MORGONI , ORRU' , PADUA , PARENTE , PEZZOPANE , PINOTTI , SPILABOTTE , VACCARI , VATTUONE

Il Senato,

premesso che:

vi è assoluta necessità e urgenza di porre mano alla questione del deterioramento delle condizioni economiche di una parte della popolazione in seguito alla crisi;

i dati resi pubblici da Confcommercio il 4 aprile 2013 evidenziano un crollo dei consumi in misura pari al 3,6 per cento in un anno, che segue la diminuzione già riscontrata tra il 2011 e il 2012;

come sottolineato anche da Codacons, la diminuzione dei consumi interessa in modo drammatico i consumi alimentari, scesi del 4,7 per cento rispetto al febbraio 2012, proseguendo una tendenza negativa che dura ormai da 5 anni: diminuzione dell'1,8 per cento nel 2007, del 3,3 nel 2008, del 3,1 per cento nel 2009, dello 0,7 nel 2010, dell'1,8 nel 2011 e del 3 per cento nel 2012;

il deterioramento delle condizioni di vita dei cittadini era stato ben rappresentato dall'Istat, che constata come "nel 2011, il 28,4% delle persone residenti in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale, secondo la definizione adottata nell'ambito della strategia Europa 2020" e che "Rispetto al 2010 l'indicatore cresce di 3,8 punti percentuali a causa dall'aumento della quota di persone a rischio di povertà (dal 18,2% al 19,6%) e di quelle che soffrono di severa deprivazione (dal 6,9% all'11,1%)" (Istat, "Reddito e condizioni di vita", diffuso sul suo sito internet il 10 dicembre 2012);

i dati resi noti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali il 5 aprile, desunti dalle comunicazioni obbligatorie circa avviamenti e cessazioni dei rapporti di lavoro, evidenziano come nel 2012 oltre un milione di persone abbia perso il proprio posto di lavoro, dato in costante aumento dal 2009 ad oggi, mentre le attivazioni diminuiscono; il numero degli occupati è sceso, secondo l'Istat, di oltre 700.000 unità dal febbraio 2012 al febbraio 2013;

questi dati trovano conferma in un aumento del tasso di disoccupazione, che a partire dall'ottobre 2012 si è mantenuto al di sopra dell'11 per cento, aumentando di 1,5 punti percentuali rispetto all'anno precedente;

un'altra conferma delle condizioni di vita di una parte crescente della popolazione sta nei dati diffusi da molte Caritas diocesane, sull'aumento del numero dei cittadini che richiedono aiuti di prima necessità come i pasti; nel rapporto diffuso nell'ottobre 2012, la Caritas evidenzia come tra le persone che si sono rivolte ai suoi centri nel 2011 vi sia un aumento tra categorie che sino a poco tempo fa non erano interessate in misura così pregnante dal rischio di povertà; aumentano tra il 2009 e il 2011 del 25,1 per cento i cittadini italiani, aumentano del 177,8 per cento le casalinghe, del 65,6 i pensionati, del 52,9 per cento le famiglie con minori conviventi;

un'indagine Istat diffusa il 12 ottobre 2012 ha realizzato una prima stima delle persone senza fissa dimora, quantificandole in 47.000 unità; di questi quasi i due terzi hanno un passato di relativa normalità, avendo vissuto in una propria abitazione sino ad un periodo che in media risale a 2 anni e mezzo prima;

il 5 aprile 2013 una nota Eurispes ha evidenziato come "7 italiani su 10 hanno visto peggiorare la situazione economica personale (per il 40,2 per cento di molto, per il 33,3 per cento in parte), il 60,6 per cento, 3 su 5, è costretto a intaccare i propri risparmi per arrivare alla fine del mese; il 62,8 per cento ha grandi difficoltà ad affrontare la quarta (quando non la terza) settimana" e come questa situazione abbia determinato "Un circolo vizioso: indebitamento, insolvenze, vendita dei propri beni e rischio usura";

recenti fatti di cronaca hanno evidenziato in modo drammatico la disperazione in cui versano i cittadini che subiscono questi processi di impoverimento;

ritenuto che:

gli effetti della crisi si sono verificati in un contesto di progressivo smantellamento delle risposte del welfare locale;

sul fronte delle risorse nazionali, il fondo nazionale per le politiche sociali trasferito alle Regioni (e da queste agli enti gestori) per finanziare gli interventi sociali, che aveva avuto dotazioni anche superiori al miliardo di euro nel 2004, è diminuito dai 656 milioni del 2008 ai 518 milioni del 2009, 435 milioni nel 2010, 218 milioni nel 2011 e soli 43 milioni nel 2012, con la previsione, ante legge di stabilità per il 2013, di soli 44 milioni per il 2013;

l'aumento del fondo nazionale per le politiche sociali di 300 milioni di euro determinato dall'articolo 1, comma 271, della legge n. 228 del 2012 ("Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge di stabilità 2013"), è sicuramente un fatto positivo e che segna una controtendenza rispetto ai tagli ininterrotti praticati nell'ultimo quinquennio, ma non è sufficiente a ripristinare una dotazione adeguata, soprattutto vista la drammatica situazione;

le politiche nazionali di sostegno all'abitazione hanno registrato un deciso ridimensionamento, spesso accompagnato da disimpegno da parte delle Regioni;

considerato che appare inderogabile e urgente l'adozione di misure eccezionali, che abbiano un impatto significativo e sensibile sulle condizioni di vita dei cittadini in situazioni di povertà o a rischio di cadervi,

impegna il Governo:

1) ad adottare misure urgenti in materia di povertà, assegnando per il 2013:

a) ulteriori 300 milioni di euro da destinare ad aumento del fondo nazionale per le politiche sociali, da trasferirsi per il tramite delle Regioni agli enti gestori, condizionando l'erogazione all'adozione entro tempi brevi di piani di azione per il contrasto dei fenomeni di povertà e impoverimento. Gli interventi potranno essere gestiti localmente in forma integrata con soggetti non profit con consolidata e comprovata esperienza nella raccolta e distribuzione di beni di prima necessità o nell'elargizione di aiuti per soddisfare bisogni primari;

b) ulteriori 250 milioni di euro per estendere la sperimentazione della nuova social card, il cui avvio è previsto, dal decreto 10 gennaio 2013 del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, entro pochi mesi nelle 12 città con più di 250.000 abitanti, con speciale riguardo ai nuclei familiari poveri con figli minori, in modo da ampliare la platea dei beneficiari e consolidare le caratteristiche di misura universalistica di contrasto alla povertà;

c) ulteriori 50 milioni per finanziare la social card già esistente, introdotta dall'articolo 81, commi 32-37, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, visto che risulta finanziata fino a ottobre, mentre va assicurata almeno fino al 2013;

d) ulteriori 100 milioni da destinare, tramite le Regioni, al sostegno della morosità incolpevole, per evitare che i fenomeni di impoverimento determinino la perdita dell'abitazione;

2) a procedere alla distribuzione delle risorse del fondo nazionale per le politiche sociali concordate in sede di conferenza delle Regioni, al fine di rendere queste risorse immediatamente disponibili alle Regioni e quindi agli enti gestori;

3) ad inserire, nell'ambito del programma nazionale di riforma, in sede di definizione della nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, interventi di riforma delle politiche sociali e abitative, con particolare riferimento alle azioni di contrasto della povertà, quali misure di sostegno al reddito e di supporto a percorsi di uscita dalla condizione di indigenza;

4) a reperire le risorse necessarie anche attraverso l'incremento delle imposte sul gioco d'azzardo e in particolare sulle scommesse on line.