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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00022


Atto n. 1-00022 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 16 aprile 2013, nella seduta n. 13

ZANDA , FEDELI , GHEDINI Rita , PINOTTI , LEPRI , MATURANI , MARTINI , ALBANO , AMATI , ANGIONI , BERTUZZI , BROGLIA , BUBBICO , CALEO , CANTINI , CASSON , CHITI , CIRINNA' , COLLINA , D'ADDA , DE BIASI , DE MONTE , DI GIORGI , ESPOSITO Stefano , FABBRI , FAVERO , FERRARA Elena , FILIPPI , FINOCCHIARO , FISSORE , FORNARO , GATTI , GIACOBBE , GINETTI , GOTOR , GRANAIOLA , GUERRIERI PALEOTTI , LAI , LO GIUDICE , MANASSERO , MARGIOTTA , MATTESINI , MINNITI , MIRABELLI , MUCCHETTI , ORRU' , PADUA , PARENTE , PEZZOPANE , PIGNEDOLI , PIZZETTI , PUGLISI , PUPPATO , RICCHIUTI , ROSSI Gianluca , SANGALLI , SANTINI , SONEGO , SPILABOTTE , SPOSETTI , TOMASELLI , VACCARI , VATTUONE , VERDUCCI , ZANONI , PEGORER , MORGONI

Il Senato,

premesso che:

per effetto della crisi economica continua a crescere il ricorso agli ammortizzatori sociali: nel primo trimestre dell'anno sono state autorizzate 265 milioni di ore contro i 236,7 milioni del 2012, con un incremento dell'11,98 per cento;

in apparente controtendenza, a marzo 2013 sono state autorizzate 97 milioni di ore di cassa integrazione guadagni, che, rispetto alle 99,7 milioni di ore dello stesso mese del 2012, equivalgono ad una diminuzione del 2,7 per cento;

ad aumentare è sia la cassa integrazione ordinaria, concessa per difficoltà congiunturali, che nel mese di marzo 2013 è cresciuta del 5 per cento rispetto al mese precedente (con un incremento del 19,8 per cento rispetto a marzo 2012), sia la cassa integrazione straordinaria, concessa per i casi di crisi più strutturali, che in dodici mesi è cresciuta del 27,8 per cento (nel mese di marzo 2013 si è avuto un incremento dell'11,1 per cento rispetto al mese precedente);

per quanto concerne i settori, sull'analogo periodo del 2012, nell'industria, nel primo trimestre 2013, si è arrivati a 190,3 milioni di ore richieste, con una crescita del 20,74 per cento, nell'edilizia l'aumento ha superato il 22 per cento, mentre in controtendenza appaiono il commercio (decremento del 20,74 per cento) e l'artigianato (decremento del 9,80 per cento);

a livello territoriale, a marzo, le richieste di cassa integrazione sono salite, rispetto al mese di febbraio, del 19 per cento nel Nord Ovest e del 46,5 per cento nel Nord Est, mentre, sul 2012 (mese su mese), l'incremento è rispettivamente del 6,1 per cento e del 24 per cento;

considerato che:

un discorso a parte merita la cassa integrazione in deroga che a marzo 2013 è aumentata del 147,1 per cento rispetto al mese precedente, ma è diminuita del 47,1 per cento rispetto a marzo 2012;

il forte calo rispetto all'anno 2012 è imputabile al blocco delle autorizzazioni causato dalla circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che ha congelato i pagamenti delle domande pervenute alla fine del 2012. Con i successivi decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da metà febbraio è iniziato lo sblocco e ciò spiega il forte incremento congiunturale di marzo;

il nodo sembra essere la carenza di risorse disponibili per finanziare la cassa integrazione in deroga;

questa lettura è confermata dall'Inps, secondo cui la frenata delle autorizzazioni della cassa integrazione in deroga non indicherebbe un calo delle richieste, ma solo delle risorse utilizzabili;

secondo l'Inps, il dato dei primi tre mesi del 2013, confrontato con quello dell'anno precedente, risente del rallentamento delle autorizzazioni per gli interventi in deroga, dovuto alla chiusura della gestione relativa al quadriennio 2009-2012 entro il 31 marzo 2013, per cui le risorse, insufficienti a coprire l'intero 2013, pesano sulle autorizzazioni concesse a singhiozzo;

rilevato che:

il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha dichiarato che «La situazione relativa alla concessione degli ammortizzatori sociali in deroga per il 2013 desta preoccupazione per l'incremento delle domande presentate. Occorre un intervento tempestivo del Governo per assicurare la copertura finanziaria per tutto il 2013» (Asca del 4 aprile 2013);

la situazione è al limite dell'allarme sociale in molte Regioni italiane: le imprese stanno attraversando una fase particolarmente difficile e molti lavoratori si trovano in circostanze drammatiche, aggravate da una prospettiva che ora, anche rispetto agli ammortizzatori sociali, non offre certezze finanziarie;

la Conferenza delle Regioni ha quindi ribadito in più occasioni la necessità di rispettare gli accordi sottoscritti, che prevedono l'intervento dello Stato nel caso in cui le risorse stanziate si fossero rivelate, nel corso dell'anno, insufficienti;

l'assessore Gianfranco Simoncini, coordinatore della materia nell'ambito della Commissione lavoro, istruzione e formazione della Conferenza delle Regioni, in una lettera inviata al Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha dichiarato che «Con le risorse oggetto della decretazione in corso (...) si può ipotizzare che la copertura attuale consentirebbe di garantire autorizzazioni nella migliore delle ipotesi fino a giugno» (Asca del 4 aprile 2013);

infatti, a causa di un aumento costante dell'utilizzo degli ammortizzatori in deroga (passati da 773 milioni di euro nel 2009 a 1.500 milioni di euro nel 2010 e a 1.600 milioni di euro nel 2011), nel 2012 si presuppone di raggiungere una spesa complessiva, a saldo, superiore a 2.200 milioni di euro;

pertanto, in considerazione del persistere della crisi dell'apparato produttivo del Paese, nonostante le misure di contenimento dell'uso dello strumento già messe in atto da parte di molte Regioni, i forti incrementi registrati nel primo trimestre dell'anno in corso portano a prevedere un ulteriore significativo aumento dell'utilizzo della deroga che, secondo Simoncini, anche ipotizzando un miglioramento complessivo della situazione economica, ad oggi del tutto incerto, nella più prudenziale delle ipotesi sembra impossibile possa essere inferiore ad almeno il 25 per cento in più rispetto all'anno precedente, ovvero 2.750 milioni di euro complessivi;

si tratta di una stima basata sull'andamento storico della spesa, applicando una significativa riduzione rispetto al picco di richieste pervenute negli ultimi tre mesi che sono state anche del 40-60 per cento in più rispetto al trimestre dell'annualità precedente;

non sono ancora noti i dati definitivi delle richieste e delle conseguenti necessarie coperture per la cassa integrazione in deroga relative al 2012, rispetto alle quali l'eventuale incapienza dei fondi stanziati aggraverebbe il quadro allarmante che si prospetta per il 2013;

valutato che:

la legge 24 dicembre 2012, n. 228 (cosiddetta legge di stabilità per il 2013), all'articolo 1, comma 253, ha previsto la possibilità di finanziare gli ammortizzatori sociali in deroga nelle Regioni, in relazione a misure di politica attiva e ad azioni innovative e sperimentali di tutela dell'occupazione, attraverso la riprogrammazione dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007/2013 oggetto del Piano di azione e coesione;

al riguardo, il Fondo sociale per l'occupazione e la formazione di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, è stato incrementato, per il 2013, della parte di risorse relative al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga nelle Regioni "obiettivo";

in considerazione del perdurare della crisi occupazionale e dell'esigenza di assicurare adeguate risorse per gli interventi di ammortizzatori sociali in deroga a tutela del reddito dei lavoratori, in una logica di condivisione solidale fra istituzioni centrali, territoriali e parti sociali, in aggiunta a quanto previsto dall'articolo 2, comma 65, della legge 28 giugno 2012, n. 92, il comma 254 dell'articolo 1 della legge n. 228 del 2012 (legge di stabilità per il 2013) prevede un incremento del Fondo sociale per l'occupazione e la formazione di 200 milioni di euro per il 2013, per la cui copertura è prevista la riduzione del Fondo per lo sgravio contributivo dei contratti di produttività (di cui all'ultimo periodo dell'articolo 1, comma 68, della legge 24 dicembre 2007, n. 247) per un importo di 118 milioni di euro per il 2013;

il comma 255 dell'articolo 1 della legge di stabilità per il 2013, infine, prevede l'obbligo, per il Ministero del lavoro, di convocare le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nel caso in cui, entro il 30 aprile 2013, dal monitoraggio dell'andamento degli ammortizzatori sociali in deroga e delle relative esigenze di intervento emerga l'insufficienza degli interventi finanziari richiamati in precedenza, al fine di individuare ulteriori interventi. Sentite tali organizzazioni sindacali, il Ministro del lavoro, con specifico decreto interministeriale, può quindi disporre, in via eccezionale, che le risorse derivanti dal 50 per cento dell'aumento contributivo dovuto per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria dello 0,30 per cento, di cui all'articolo 25, comma quarto, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, siano versate dall'Inps al bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, ai fini del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all'articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92;

valutato inoltre che:

la possibilità di ricorrere ad una misura come quella degli ammortizzatori sociali in deroga rappresenta uno strumento indispensabile di supporto alle imprese e di sostegno al reddito dei lavoratori nel corso della crisi economica che, purtroppo, non è ancora superata;

la legge di stabilità per il 2013 ha previsto che, in via subordinata, nell'ipotesi in cui le risorse stanziate si rivelassero insufficienti, si possa utilizzare parte delle risorse necessarie per la copertura di nuovi interventi di sostegno al reddito dei lavoratori dal Fondo di rotazione per la formazione professionale;

si tratta quindi del contributivo integrativo dello 0,30 per cento che le imprese versano, per il tramite dell'Inps, alla formazione continua attraverso i Fondi Interprofessionali: vale a dire la metà delle risorse su cui le imprese possono attualmente contare per finanziare, con gli enti bilaterali, i percorsi di formazione e riqualificazione professionale;

è evidente l'effetto limitativo che questa misura determina sul finanziamento degli interventi di formazione e la conseguente limitazione di uno degli strumenti fondamentali della riforma del mercato del lavoro (legge 28 giugno 2012, n. 92) che proprio sulla formazione ha puntato per garantire la rioccupabilità dei lavoratori espulsi dal mercato;

allo stesso tempo, procedendo ulteriormente con il prelievo dai fondi bilaterali, si entrerebbe in contrasto con il recente accordo sulla produttività, dove pure l'enfasi è posta proprio sulle politiche di sostegno dell'occupazione tramite la riqualificazione professionale,

impegna il Governo:

1) a garantire la certa e definitiva rilevazione dei dati relativi alla cassa integrazione in deroga per il 2012 e la piena copertura finanziaria delle ore di cassa integrazione in deroga già autorizzate per il 2012;

2) a garantire l'adozione di tutte le iniziative necessarie ad assicurare la copertura finanziaria dell'effettivo fabbisogno complessivo per il 2013 degli ammortizzatori sociali in deroga, fino a raggiungere almeno la disponibilità di 2.750 milioni di euro, contemperando, da un lato, l'esigenza di ulteriori interventi di sostegno al reddito e, dall'altro, la necessità di incrementare l'occupazione e la rioccupazione, nonché di recuperare competitività e produttività, investendo in formazione, aggiornamento e riqualificazione delle competenze dei lavoratori.