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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00021


Atto n. 1-00021

Pubblicato il 16 aprile 2013, nella seduta n. 13

VACCARI , PAGLIARI , PIGNEDOLI , BROGLIA , GHEDINI Rita , SANGALLI , BERTUZZI , IDEM , COLLINA , PUGLISI , GUERRA , LO GIUDICE

Il Senato,

premesso che:

la regione Emilia-Romagna, a partire dal 5 marzo 2013, è stata interessata dal susseguirsi di numerosi fenomeni precipitativi intensi e dal contestuale scioglimento del manto nevoso;

le stagioni invernali e primaverili del 2012-2013 si configurano tra le più piovose degli ultimi 30 anni: la quantità cumulata di precipitazioni piovose relativa al mese di marzo 2013 è paragonabile solo ad un analogo fenomeno verificatosi nei primi anni '60;

negli ultimi 40 giorni, compresi fra il 1° marzo e il 7 aprile 2013, sono caduti da due a oltre 4 volte i quantitativi di pioggia attesi dalla climatologia del periodo;

mediamente, si sono verificate precipitazioni superiori ai 150 millimetri su tutta la regione, con punte di oltre 250 millimetri sulle colline emiliane e valori di oltre 600 millimetri sul crinale appenninico tosco-emiliano. Valori ben superiori a quelli attesi nel periodo considerato, pari a 70-80 millimetri;

nevicate hanno interessato il crinale appenninico occidentale, facendo registrare 40-50 centimetri di accumulo di neve al suolo nel piacentino e nel parmense e 20 centimetri nel modenese;

le piogge e lo scioglimento della neve, oltre a causare dissesti, hanno sollecitato in particolare i bacini idrici di Enza, Secchia, Panaro, Reno e Crostolo, affluenti compresi, causando la formazione di piene eccezionali;

per almeno 5-6 eventi di piena di ciascun corso d'acqua è stato superato il livello di preallarme e talvolta il livello di allarme: il Crostolo ha raggiunto livelli mai registrati dagli anni '80; il Reno, nelle sezioni di Vergato e Casalecchio, ha segnato il terzo massimo valore storico dal 1981 e, nella sezione di Sasso Marconi, ha superato il livello di allarme, segnando il massimo assoluto della serie storica a partire dal 1981;

ritenuto che:

le conseguenze sul territorio e l'insieme di segnalazioni di danno, come di seguito rappresentati in sintesi, meritano un'attenzione straordinaria da parte dello Stato e del Governo;

gli eventi, in effetti, hanno interessato tutte le province della regione Emilia-Romagna, ma in particolare quelle di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, e 184 comuni, con oltre 1.400 segnalazioni pervenute da parte di Comuni, Province, consorzi di bonifica, da parte dell'Associazione italiana produttori olivicoli (AIPO), e dei servizi tecnici regionali: circa 500 sono segnalazioni di natura idraulica sia alla rete idraulica principale e secondaria naturale che al reticolo artificiale di bonifica; nell'area del cratere del terremoto del maggio 2012, si sono attivati gli allagamenti programmati previsti dal piano interregionale di emergenza per il rischio idraulico; circa 900 sono segnalazioni relative a dissesti che hanno provocato 21 interruzioni su strade comunali, con l'isolamento di 20 località o abitazioni, interessando circa 40 persone in diverse località; 15 strade provinciali danneggiate con interruzione totale del transito; 47 strade comunali e 73 strade provinciali con carreggiata ridotta o con transito limitato; interruzioni sulle strade statali di competenza dell'Anas; 51 persone sono state evacuate in 10 comuni: Casalfiumanese, San Benedetto val di Sambro e Vergato (Bologna), Marano sul Panaro e Palagano (Modena), Tizzano val Parma (Parma), Canossa, Carpineti, Castellarano e Vetto (Reggio Emilia); sono inoltre state riscontrate ulteriori situazioni di potenziale rischio per 15 edifici residenziali (sui quali al momento non sono state emesse ordinanze di evacuazione) e per 6 edifici produttivi (di allevamento), con sospensione o riduzione dell'attività;

il quadro dei danni non è ancora definitivo, soprattutto in relazione alla possibile evoluzione dei dissesti nelle prossime settimane. A tal proposito si evidenzia che nel territorio collinare e montano è tuttora attivo lo stato di attenzione per dissesti idrogeologici diramato con l'allerta di protezione civile n. 72/2013, con scadenza il 22 aprile 2013;

considerato che:

a fronte di questa drammatica situazione, in data 5 aprile 2013, il presidente della Giunta regionale ha inviato al Governo la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza per tutto il territorio regionale, e tra sabato 6 e lunedì 8 aprile i tecnici del Dipartimento nazionale di protezione civile hanno concluso le verifiche necessarie al Governo per deliberare lo stato di emergenza;

le valutazioni dei tecnici della protezione civile saranno immediatamente presentate al tavolo del Consiglio dei ministri. Dai sopralluoghi, dalle verifiche tecniche e dalle segnalazioni degli enti è emersa la necessità di eseguire interventi di somma urgenza per un totale di oltre 116 milioni di euro, significativamente superiore ai 63 milioni indicati nella richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza, in considerazione dell'evoluzione eccezionalmente negativa degli eventi in atto;

per evitare maggiori danni in caso del ripetersi di analoghi eventi, sarà necessario altresì realizzare interventi urgenti di messa in sicurezza, e la quantificazione dei relativi oneri potrà essere definita solo al completamento delle verifiche e delle valutazioni in atto;

agli oneri segnalati si devono aggiungere quelli per l'autonoma sistemazione dei cittadini sfollati dalle loro abitazioni. Inoltre, considerati i gravi effetti dei fenomeni sul patrimonio edilizio privato e sulle attività produttive, che vanno ad aggiungersi ai danni provocati dal terremoto, sembra necessario prevedere un provvedimento normativo ad hoc per il ristoro dei danni;

la Regione, a fronte di queste necessità, ha attivato complessivamente un ammontare di oltre 1,1 milioni di euro: 950.000 euro ai sensi dell'art. 10 della legge regionale n. 1 del 2005, recante "Norme in materia di protezione civile e volontariato", che stabilisce che, al verificarsi o nell'imminenza di una situazione di pericolo, anche in assenza della dichiarazione dello stato di crisi o di emergenza, che renda necessari interventi indifferibili e urgenti, il direttore dell'Agenzia regionale di protezione civile possa assumere impegni di spesa nei limiti delle disponibilità dei capitoli del bilancio dell'Agenzia regionale a ciò specificamente destinati; e 165.000 euro di pronti interventi a favore dei consorzi di bonifica, stanziati dall'Assessorato all'agricoltura;

considerato inoltre che:

al fine di proseguire nella strategia regionale finalizzata alla sicurezza territoriale, si ritiene indispensabile chiedere al Governo un impegno concreto affinché siano perfezionate alcune procedure di finanziamento tuttora in corso, relative: al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo 2013, recante la ripartizione delle risorse di cui all'articolo 1, comma 548, della legge n. 228 del 2012 (legge di stabilità per il 2013), relative all'emergenza alluvionale del novembre 2012, che nell'Allegato 1 definisce il riparto dei fondi, destinando all'Emilia Romagna 8,8 milioni di euro per investimenti; il provvedimento è attualmente al controllo della Corte dei conti;

al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo 2013, recante la ripartizione delle risorse di cui all'articolo 1, comma 290, della legge n. 228 del 2012 (legge di stabilità per il 2013), relative, per l'Emilia-Romagna, all'emergenza neve verificatasi nel febbraio 2012, che nell'allegato 1 definisce il riparto dei fondi, destinando alla Regione 12,8 milioni di euro in 3 annualità, di cui 5 milioni di euro per il 2013; anche questo provvedimento è attualmente al controllo della Corte dei conti;

all'accordo di programma finalizzato alla "Programmazione e finanziamento di interventi urgenti e prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico", sottoscritto in data 3 novembre 2010 dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dal presidente della Regione, sulla base dell'articolo 2, comma 240, della legge n. 191 del 2009 (legge finanziaria per il 2010), che ha previsto l'assegnazione di fondi, pari a un miliardo di euro, per interventi di risanamento ambientale, a piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio: degli 81 milioni di euro attribuiti alla Regione Emilia-Romagna complessivamente sono state stanziate ad oggi risorse per 57,4 milioni di euro, di cui 24 milioni di euro sono stati recentemente assegnati e renderanno possibile la realizzazione di 46 interventi già definiti nel piano triennale (2011-2013) per la prevenzione del rischio idrogeologico. Inoltre, con lettera in data 15 febbraio 2013, l'Assessore regionale Gazzolo ha richiesto al Ministro dell'ambiente l'attribuzione alla Regione di ulteriori 280 milioni di euro per necessità urgenti relative alla manutenzione e messa in sicurezza del territorio. La richiesta è stata ribadita con successiva lettera dell'Assessore in data 9 aprile 2013, nella quale è stata evidenziata la necessità di un flusso costante di risorse statali da destinare anche alla manutenzione ordinaria del territorio,

impegna il Governo:

1) a dare pronta risposta alle richieste presentate dalla Regione Emilia-Romagna, al fine di consentire alla stessa, nonché all'insieme degli enti locali e dei territori coinvolti, di poter provvedere in tempi rapidi al ripristino del patrimonio pubblico danneggiato, al ristoro dei cittadini e delle imprese coinvolte, all'avvio della fase di ritorno alla normalità;

2) a prevedere, attraverso i necessari provvedimenti, per la Regione Emilia-Romagna e gli enti locali coinvolti dalle calamità, la deroga al patto di stabilità interno relativamente alla spesa per investimenti, al fine di permettere loro di approntare autonomi interventi con oneri a valere su fondi disponibili nei bilanci regionale e comunali;

3) relativamente ai provvedimenti di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 marzo 2013, recante la ripartizione delle risorse di cui all'articolo 1, comma 290, della legge n. 228 del 2012, a finanziare, con una quota fino ad un massimo del 25 per cento, interventi strutturali anche a favore dei soggetti privati e delle attività produttive danneggiate.