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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00021


Atto n. 3-00021 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 9 aprile 2013, nella seduta n. 10
Svolto nella seduta n. 59 dell'Assemblea (04/07/2013)

BERTUZZI , PIGNEDOLI , COLLINA , MARCUCCI , SANGALLI , GHEDINI Rita , LO GIUDICE , VACCARI , BROGLIA , PAGLIARI , PUGLISI - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

la prima firmataria della presente interrogazione, nella XVI legislatura, in data 18 ottobre 2012 con atto di sindacato ispettivo 4-08468, ha interrogato il Ministro dello sviluppo economico sulla crisi aziendale che stava coinvolgendo la Berco SpA, società fondata nel 1918 a Copparo, nel ferrarese, da Vezio Bertoni, come piccola impresa di riparazioni di macchine agricole, appartenente al gruppo Thyssen dal 1999;

a tale atto di sindacato ispettivo il Governo non ha fornito alcuna risposta;

considerato che a quanto risulta agli interroganti:

la Berco è oggi la più grande industria metalmeccanica dell'Emilia-Romagna, specializzata nella produzione di componenti e sistemi sottocarro per macchine movimento terra cingolate e attrezzature per la revisione e la manutenzione del sottocarro. Produce, inoltre, macchine utensili per la ricondizionatura dei motori a combustione interna;

la crisi economica iniziata nel 2008, che ha colpito pesantemente tutto il settore, non ha lasciato indenne la Berco SpA, che ha presentato dei piani di ristrutturazione, successivamente approvati dal Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

nonostante la produzione in ripresa, a inizio 2012, il conglomerato industriale ThyssenKrupp, nel quadro di un vasto piano di riorganizzazione annunciato nel maggio 2011 e diretto alla focalizzazione del business sul ciclo dell'acciaio e sulla produzione di beni industriali, come ascensori, impianti industriali e costruzioni marittime, ha inserito la controllata Berco SpA tra i possibili rami produttivi vendibili, seppure la Berco rappresenti una sorta di gioiello della corona per la proprietaria ThyssenKrupp;

rilevato che, a quanto risulta agli interroganti:

l'attuale proprietà, con sede ad Essen, già nel mese di agosto 2012 aveva comunicato ai sindacati di avere una trattativa aperta con due potenziali acquirenti per la vendita dell'importante azienda metalmeccanica Berco;

l'annuncio aveva suscitato vivo allarme data la situazione di crisi del settore;

la dirigenza della Thyssen aveva spiegato che l'operazione di vendita era volta a rafforzare le potenzialità dell'azienda e non a snaturare la mission dello stabilimento copparese, che si confermava un'eccellenza industriale del territorio, e, pertanto, ThyssenKrupp avrebbe preso in considerazione la cessione di Berco a fronte di un best owner intenzionato a portare avanti il core business dell'azienda;

da allora le reiterate richieste delle parti sociali e delle istituzioni di essere informate dell'evoluzione dell'ipotizzato percorso di cessione e di come l'azienda intendeva affrontare il nuovo piano industriale sarebbero state disattese;

il 28 marzo 2013 il gruppo ThyssenKrupp ha nominato Lucia Morselli amministratore delegato di Berco SpA e Francesco Tatò vicepresidente del consiglio di amministrazione, i quali hanno fissato una serie di incontri con le parti sociali e le istituzioni locali mostrando una disponibilità al confronto;

considerato che:

la Berco SpA occupa nei tre stabilimenti produttivi italiani più di 3.000 lavoratori di cui quasi 2.300 solo in quello di Copparo, circa 500 a Castelfranco veneto, un centinaio a Busano canavese in Piemonte, un'altra sessantina a Sasso Morelli e 300 sparsi nelle varie filiali in Europa ma anche in Brasile, Usa, Cina e India;

la Berco SpA, che esporta attualmente in 84 Paesi, è un'impresa sostanzialmente e strutturalmente sana, tanto che il fatturato dell'anno 2012 è ammontato a 500 milioni di euro circa, di cui solo il 10 per cento diretto al mercato interno, mentre il 90 per cento rappresentato dai mercati esteri, tra i quali il 32,9 per cento dagli Usa;

a giudizio degli interroganti, costituiscono un serio problema per il sistema economico, produttivo e sociale di Ferrara e dell'Emilia-Romagna, ma più complessivamente per l'industria metalmeccanica italiana, i possibili effetti della decisione di mettere in vendita la Berco, che si aggiungono a quelli delle scelte sul ramo acciai che la stessa Thyssen ha recentemente adottato in altri stabilimenti di cui è proprietaria nel Paese;

si apre, dunque, una fase delicata, assolutamente decisiva per il futuro economico e sociale di Ferrara e dell'Emilia-Romagna, ma altrettanto per una parte tanto importante dell'industria metalmeccanica italiana, e si pongono interrogativi di vasta portata su quelli che potranno essere i soggetti, in campo mondiale, potenzialmente interessati a rilevare la Berco SpA, mantenendo la produzione nello stabilimento copparese e salvaguardando gli attuali livelli occupazionali;

considerato inoltre che per il 10 aprile 2013 è stato convocato un tavolo tra le parti sociali e le istituzioni locali,

si chiede di sapere:

se il Ministro dello sviluppo economico sia a conoscenza delle reali strategie industriali che il gruppo ThyssenKrupp intende adottare sul territorio nazionale e di quale sia la mission affidata al polo copparese;

se, in considerazione dell'importanza che l'azienda riveste nel panorama industriale nazionale e del numero particolarmente elevato dei lavoratori coinvolti, non ritenga necessario e doveroso partecipare in prima persona al tavolo convocato presso il Ministero il 10 aprile 2013 al fine di conoscere gli obiettivi del nuovo piano industriale di Berco SpA e di consentire la proficua prosecuzione dell'attività del polo copparese quanto a consistenza produttiva, investimenti strutturali e livelli occupazionali;

se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno avviare contestualmente un piano di raccordo, al fine di affrontare al meglio le ripercussioni che l'intera vicenda potrebbe avere sui lavoratori.