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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00004


Atto n. 1-00004 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 21 marzo 2013, nella seduta n. 3

CALEO , CUOMO , ALBANO , AMATI , BIANCO , BORIOLI , BROGLIA , BUBBICO , CAPACCHIONE , CASSON , CHITI , CIRINNA' , COCIANCICH , COLLINA , CORSINI , DE BIASI , DE MONTE , DEL BARBA , DI GIORGI , FABBRI , FAVERO , FEDELI , FERRARA Elena , FILIPPIN , FORNARO , FRAVEZZI , GATTI , GIACOBBE , GOTOR , GUERRIERI PALEOTTI , IDEM , LANIECE , LATORRE , LEPRI , LO GIUDICE , LONGO Fausto Guilherme , MANASSERO , MARGIOTTA , MARTINI , MATTESINI , MATURANI , MINEO , MIRABELLI , MUCCHETTI , NENCINI , ORRU' , PAGLIARI , PALERMO , PEZZOPANE , PINOTTI , PUGLISI , PUPPATO , RANUCCI , RICCHIUTI , RUSSO , RUTA , SAGGESE , SANGALLI , SANTINI , SILVESTRO , SPOSETTI , TRONTI , VACCARI , VATTUONE , VERDUCCI , ZAVOLI , ZELLER

Il Senato,

premesso che:

vi è assoluta necessità ed urgenza di adottare misure volte a rendere possibile lo sblocco dei pagamenti dovuti dalle pubbliche amministrazioni; tali misure sono divenute ormai improcrastinabili;

il contesto economico, produttivo, occupazionale e sociale italiano presenta indici di costante e allarmante peggioramento che evidenziano uno stato di recessione che colpisce gravemente famiglie e sistema produttivo;

i dati indicano e manifestano un complessivo processo di arretramento non più congiunturale, ma strutturale del sistema economico e produttivo del nostro Paese, con gravissime ripercussioni sul fronte occupazionale e sulla tenuta della coesione sociale;

è indispensabile mettere da subito in atto misure concrete e di effetto immediato per rilanciare la crescita e sostenere l'occupazione;

la crescente preoccupazione circa un ulteriore aggravamento dell'andamento economico ed occupazionale è diffusa ed unanime fra le forze economiche e sociali e in particolare l'Associazione nazionale dei Comuni italiani ha ribadito con forza l'esigenza di provvedimenti urgenti che consentano al sistema delle autonomie locali di attivare diffuse politiche anticicliche;

il sistema dei Comuni è indubbiamente il livello istituzionale più esposto sia sul versante dell'impoverimento dei nuclei familiari e delle relative richieste di sostegno ed intervento sociale, sia sul versante del sistema produttivo ed in particolare in relazione alla drastica riduzione degli investimenti pubblici e della difficoltà di effettuare i pagamenti conseguenti ad obbligazioni contrattuali assunte;

il contributo del sistema dei Comuni al risanamento finanziario e della spesa pubblica complessiva è un dato acclarato e per il solo 2013 i Comuni migliorano i conti di tutta la pubblica amministrazione con un avanzo di comparto di ben 4 miliardi e mezzo;

la spesa corrente del sistema dei Comuni è sotto controllo in termini reali, e sul versante delle entrate i Comuni hanno subito, in soli 3 anni, una riduzione di risorse pari a 6.450.000 euro, mentre la spesa in conto capitale ha subito una contrazione nel periodo 2007-2011 pari al 22,9 per cento;

il sistema dei Comuni ha risorse pari a 9 miliardi di euro circa da utilizzare per pagamenti alle imprese che sono sospesi a causa dei vincoli derivanti dal patto di stabilità interno e allo stesso tempo vige un corredo normativo che obbligherebbe gli stessi Comuni a pagare entro 60 giorni;

le misure adottate dal Governo per sbloccare i pagamenti attraverso i meccanismi della certificazione sono risultati di complessa attuazione e allo stato inefficaci e necessiterebbero pertanto di correzioni;

le forze politiche con atti parlamentari a più riprese e da ultimo nei programmi elettorali hanno riconosciuto l'urgenza e la necessità di allentare i vincoli del patto di stabilità interno per i Comuni;

la Commissione europea ha inviato una lettera al Governo italiano con la quale ha comunicato la volontà di acconsentire alla realizzazione di un piano di "smaltimento" dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese senza che i predetti pagamenti siano considerati ai fini del raggiungimento degli obiettivi del patto di stabilità interno;

i Comuni hanno un elevato numero di residui passivi relativi all'impossibilità di far fronte ai pagamenti dei contratti per la realizzazione delle opere,

impegna il Governo:

1) ad adottare misure urgenti che consentano di sbloccare, sottraendoli ai vincoli del patto di stabilità interno, i pagamenti dei Comuni per un importo pari a circa 9 miliardi di euro da impegnare per spese in investimenti e di prevedere un piano di smaltimento di tutti i residui passivi in linea con quanto verrà previsto per le altre pubbliche amministrazioni;

2) a rivedere le regole del patto di stabilità interno prevedendo il pareggio di parte corrente al fine di consentire la ripresa degli investimenti dei Comuni;

3) ad attivarsi affinché siano esclusi dal patto di stabilità interno i Comuni con meno di 5.000 abitanti.