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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00004


Atto n. 3-00004

Pubblicato il 21 marzo 2013, nella seduta n. 3

PEZZOPANE , PUPPATO , MICHELONI , CHITI , AMATI , ASTORRE , CARDINALI , CANTINI , CIRINNA' , CUCCA , DIRINDIN , FABBRI , FAVERO , LO GIUDICE , LUMIA , PAGLIARI , PEGORER , PUGLISI , SILVESTRO , SOLLO , SPILABOTTE , VALENTINI - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

dopo il terremoto del 6 aprile 2009, un'intera popolazione è stata travolta da una crisi sociale ed economica profonda, ed in questa situazione le donne aquilane si sono trovate a vivere una quotidianità difficile e complessa. In molti casi, il disagio sociale delle famiglie è sfociato in atti di violenza domestica, di sopraffazione e di maltrattamento;

il decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, all'articolo 10, prevedeva lo stanziamento di tre milioni di euro, per finanziare la ricostruzione delle sedi destinate a centri di accoglienza, di ascolto e di aiuto delle donne in difficoltà all'interno del cratere;

dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, nessun atto è stato posto in essere dal Ministro competente per sbloccare e trasferire quei fondi;

il Ministero, nella persona del Ministro pro tempore Carfagna, è stato più volte sollecitato dall'Assessorato alle politiche sociali del Comune de L'Aquila, per avere notizie sui fondi;

i solleciti, con richiesta d'incontro al Ministro pro tempore Carfagna, sono stati inoltrati nelle date 3 aprile 2011, 3 maggio 2011, 8 giugno 2011, senza mai avere risposta;

le stesse richieste sono state inviate per conoscenza al Presidente della Regione Abruzzo, nonché Commissario per la ricostruzione, dottor Gianni Chiodi;

a distanza di quattro anni dal sisma, non è stato possibile sapere, nonostante i numerosi solleciti, come sarebbero stati utilizzati i fondi messi a disposizione dalla legge;

in questa situazione si è innestata l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 8 novembre 2011, n. 3978, cui ha fatto seguito il decreto del Commissario della ricostruzione, Gianni Chiodi, 14 agosto 2012, n. 134, con cui, all'art. 1, si prevede il dirottamento della metà dei fondi stanziati (circa 1.500.000 euro) alle diocesi abruzzesi, che, con il progetto Samaria, li avrebbero destinati all'acquisto di un immobile a L'Aquila per le famiglie disagiate e alla ristrutturazione di un altro immobile sito a Pescara (dunque fuori dal cratere), facendo venire meno, a giudizio dell'interrogante, la finalità prevista dalla citata ordinanza della realizzazione di un centro antiviolenza. A quanto risulta all'interrogante, l'altra metà dello stanziamento è stata affidata, quale soggetto attuatore, alla Consigliera di parità della regione Abruzzo, che non ha tra le sue funzioni quella di dar vita ai centri antiviolenza, tanto che la stessa Consigliera si è espressa per la costituzione di un centro poliedrico per donne;

premesso altresì che, a quanto risulta all'interrogante:

la Corte dei conti ha ritenuto illegittimo il provvedimento perché i fondi sarebbero andati nelle mani di privati (le Diocesi), deviando quelle risorse dalla loro destinazione originaria, e cioè le donne in stato di bisogno e i centri antiviolenza;

allo stato attuale i tre milioni di euro risultano ancora inutilizzati. Nello specifico non si hanno notizie circa l'utilizzo del milione e mezzo di euro attribuito alla Consigliera di parità della regione Abruzzo, mentre le associazioni di donne e il Comune de L'Aquila hanno più volte denunciato l'opacità nella gestione di tali risorse pubbliche;

dopo un iniziale interesse del Ministro Fornero, che ha favorito i contatti tra il Capo Dipartimento delle pari opportunità e l'Assessorato alle politiche sociali del Comune de L'Aquila, sull'intera vicenda è di nuovo calata una cortina di silenzio,

si chiede di sapere:

quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda assumere per ripristinare la finalità prevista dal citato decreto-legge n. 39 del 2009 e dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 8 novembre 2011, n. 3978, e consentire il corretto utilizzo dei tre milioni di euro;

se reputi importante l'apertura e il sostegno di un centro antiviolenza nella città de L'Aquila come proposto e richiesto dall'Amministrazione comunale e da numerose associazioni di donne dell'intera provincia.