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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00001


Atto n. 1-00001

Pubblicato il 15 marzo 2013, nella seduta n. 1

Note: (Testo 2)

CUOMO , MUCCHETTI , SPILABOTTE , SOLLO , VATTUONE , BORIOLI , MOSCARDELLI , LUMIA , FORNARO , CALEO , MIRABELLI , MARGIOTTA , SCALIA , MANASSERO , ASTORRE , SAGGESE , CORSINI , GUERRIERI PALEOTTI , IDEM , LATORRE , PUGLISI , CAPACCHIONE , RUTA , CANTINI , FISSORE , ZANONI , VACCARI , DEL BARBA , BROGLIA , DI GIORGI , COLLINA , MARINO Mauro Maria , GOTOR , LO GIUDICE , ESPOSITO Stefano , PUPPATO , ALBANO , FILIPPIN , SANGALLI , SONEGO , DE MONTE , MARTINI , DIRINDIN , MATTESINI , GRANAIOLA , FEDELI , LO MORO , GATTI , MARINO Ignazio , CHITI , FABBRI , GRASSO , D'ADDA , FERRARA Elena , PEZZOPANE , AMATI , PINOTTI , PIGNEDOLI , BERTUZZI , FAVERO , RANUCCI , MICHELONI

Il Senato,

premesso che:

il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares) è stato introdotto nell'ordinamento dall'articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011, in sostituzione della Tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani) e della Tia (tariffa di igiene ambientale), con l'obiettivo di risolvere la questione della tassa comunale sui rifiuti, con particolare riferimento alla qualificazione della natura giuridica della prestazione patrimoniale dovuta a fronte dei servizi di smaltimento dei rifiuti, nonché all'obbligo di assoggettare o meno le somme all'imposta sul valore aggiunto (Iva). Problematica che è stata oggetto di diverse interpretazioni e di ampio contenzioso, sul quale si è pronunciata anche la Corte costituzionale;

l'articolo 14 del citato decreto-legge n. 201 del 2011 ha previsto l'entrata in vigore del nuovo tributo a decorrere dal 1° gennaio 2013, a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai Comuni, e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni;

la Tares, così come configurata dall'articolo 14 del citato decreto-legge n. 201 del 2011, è composta da due tributi, una tassa e un'imposta. La tassa è prevista a fronte del servizio di gestione dei rifiuti urbani, mentre l'imposta è genericamente riferita ai servizi indivisibili dei Comuni. Il gettito della tassa ha un vincolo legislativo di destinazione, dovendo finanziare per intero il costo del servizio di gestione dei rifiuti urbani;

il tributo è dovuto da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani, e la tariffa è commisurata all'anno solare nonché alla quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte. La superficie assoggettabile alla Tares è pari all'80 per cento della superficie catastale;

la tariffa, che deve assicurare la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio, è composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, da una quota rapportata alla quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'entità dei costi di gestione e dei costi di smaltimento dei rifiuti nelle discariche. Alla tariffa così determinata si applica una maggiorazione pari a 0,30 euro per metro quadrato a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni;

sul tributo, come introdotto dall'articolo 14 del decreto-legge n. 201, sono state sollevate da più parti, ed in particolare dall'Associazione nazionale dei comuni italiani, preoccupazioni ed osservazioni critiche, con particolare riguardo alla determinazione della base imponibile, alla gestione del regime transitorio, alle modalità di affidamento della gestione dei rifiuti urbani, alla tempistica e alle modalità di versamento del tributo, nonché con riguardo all'aggravio delle imposte a carico dei cittadini stimato in circa 2 miliardi di euro rispetto al previgente regime;

la legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità per il 2013) ha introdotto diverse modifiche alla disciplina della Tares e ha differito ad aprile 2013 la concreta operatività del tributo. Il quadro normativo finale che si delinea con le predette modifiche ha visto stemperare alcune rigidità iniziali, ma non ha contribuito ad eliminare tutte le criticità della disciplina, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti gestionali;

successivamente, con l'articolo 1-bis del decreto-legge 14 gennaio 2013, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° febbraio 2013, n. 11, è stato posticipato al 1° luglio 2013 il termine per il versamento della prima rata della Tares;

considerato che:

la disciplina relativa alla Tares, a seguito delle modifiche introdotte con la citata legge di stabilità e con il citato decreto-legge n. 1 del 2013, evidenzia alcune contraddizioni che richiedono un'attenta ed approfondita valutazione e l'adozione di urgenti interventi correttivi;

in relazione alle scadenze collegate ai versamenti della Tares per l'anno 2013, emerge in tutta evidenza la necessità di definire, con maggiore certezza, l'articolazione e la scadenza delle rate, che, nell'attuale formulazione, rischiano di essere accorpate in due sole scadenze, con conseguente ulteriore aggravio per i contribuenti;

lo slittamento della prima rata del versamento della Tares al 1° luglio 2013 non è coerente con l'impianto normativo della Tares, che impone la copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento. In assenza di adeguati correttivi non è verosimile che i pagamenti dovuti ai gestori del servizio di igiene urbana possano procedere con normale cadenza, in assenza dei flussi finanziari derivanti dalle prime due rate del tributo, tradizionalmente incassate nel corso del primo semestre dell'anno;

il comma 23 dell'articolo 14 del citato decreto-legge n. 201 del 2011 ha una formulazione generica che rischia di generare un possibile contenzioso che potrebbe minare il fondamento stesso del prelievo. Si prevede che il piano finanziario annuale del servizio di gestione dei rifiuti urbani, presupposto essenziale per la determinazione delle tariffe per la componente rifiuti del tributo, sia approvato "dall'autorità competente" senza individuarla con certezza;

l'articolo 3-bis, comma 1-bis, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, introdotto con il decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012, ipotizza un ampliamento delle competenze degli "enti di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei", anche nel caso del servizio rifiuti, fino a comprendere la determinazione delle tariffe sia pure per quanto di competenza. Tale formulazione è in evidente contrasto con le potestà regolamentari comunali in materia di Tares, che includono, ai sensi dell'articolo 14 del citato decreto-legge n. 201 del 2011, la determinazione delle tariffe, sulla base dei costi determinati con il piano finanziario e nell'ambito dei criteri dettati dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158;

rilevato che:

l'articolo 14, comma 15, del decreto-legge n. 201 del 2011, prevede che il Comune, con proprio regolamento, possa prevedere riduzioni tariffarie del tributo in misura massima del 30 per cento in relazione a determinate fattispecie tra cui quella relativa ad abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all'anno, all'estero;

la Tares, secondo quanto previsto dall'articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011, è commisurata, come già detto, alla quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte. Essa, pertanto, dovrebbe configurarsi in misura estremamente ridotta con riguardo all'abitazione di proprietà dei cittadini italiani residenti all'estero non locate, e occupate dai medesimi per limitati periodi durante l'anno,

impegna il Governo:

a promuovere l'adozione, con la massima urgenza, di apposite misure finalizzate a differire al 1° gennaio 2014 l'entrata in vigore delle disposizioni relative alla Tares, di cui all'articolo 14 del citato decreto-legge n. 201 del 2011, consentendo al contempo a ciascun Comune di applicare, in via transitoria e per il solo anno 2013, il previgente sistema di tassazione dei rifiuti urbani, riservando a successivi provvedimenti una possibile sostanziale revisione della disciplina del tributo in questione, finalizzata anche al contenimento della pressione fiscale a carico dei cittadini;

a prevedere, in caso di mancato differimento della data di entrata in vigore della Tares, l'adozione di specifiche misure volte a definire la scadenza temporale delle tre rate di versamento del tributo, evitando che, alla data del 1° luglio 2013, i contribuenti debbano provvedere al versamento contestuale di due rate della Tares;

a prevedere espressamente, nell'ambito di un eventuale provvedimento di urgenza, che l'autorità competente all'approvazione del piano finanziario annuale di cui al comma 23 dell'articolo 14 del decreto-legge n. 201 del 2011 sia il Consiglio comunale, facendo salva la competenza di una diversa autorità sulla base di quanto eventualmente previsto da altre disposizioni vigenti in materia;

ad assumere iniziative legislative volte a prevedere che i Comuni, mediante apposito regolamento, predispongano una tariffa commisurata all'effettiva quantità dei rifiuti prodotti dai cittadini italiani residenti permanentemente all'estero e proprietari in Italia di unità immobiliari non locate, comunque di entità non superiore al 20 per cento della tariffa applicabile in caso di residenza permanente presso il medesimo immobile.