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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08815


Atto n. 4-08815

Pubblicato il 22 dicembre 2017, nella seduta n. 921

BENCINI , ROMANI Maurizio , MOLINARI , URAS , ORELLANA , STEFANO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

con l'entrata in vigore del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149 è stata istituita l'Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, denominata "Ispettorato nazionale del lavoro" (INL), con sede in Roma, 4 sedi interregionali e 74 sedi territoriali;

l'INL, divenuto operativo nel gennaio 2017, è nato per accentrare le funzioni ispettive, avendo di mira l'obiettivo della razionalizzazione delle medesime, ovvero per svolgere le attività ispettive già esercitate dal Ministero in indirizzo, dall'INPS e dall'INAIL, coordinando le attività di vigilanza nelle materie di competenza delle citate amministrazioni. Pertanto, l'Ispettorato ha provveduto ad emanare un'apposita circolare, n. 2 del 25 gennaio 2017, con la quale "al fine di assicurare la continuità e l'efficacia dell'azione ispettiva (...), anche in funzione degli obiettivi già prefissati in termini di recupero dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi, si forniscono le prime indicazioni operative sotto il profilo logistico, di coordinamento e di programmazione dell'attività di vigilanza (...). Con successivi provvedimenti (...) saranno disciplinati nuovi modelli organizzativi degli Uffici ed i necessari percorsi formativi, periodici e strutturati, finalizzati ad una proficua armonizzazione tra le differenti competenze professionali del personale ispettivo";

nella prospettiva di sviluppare e di integrare le competenze dei diversi funzionari, la circolare sottolinea l'importanza del coordinamento operativo, al fine di salvaguardare le peculiarità professionali del personale ispettivo e la necessaria armonizzazione tra le attività svolte da tutto il personale coinvolto;

considerato che ad avviso degli interroganti:

allo stato attuale, il fine avuto di mira, una complessiva razionalizzazione e semplificazione del sistema di controlli in materia di lavoro, sembra ancora del tutto lontano dal ritenersi compiuto. Ed invero, alla luce dei citati aggiornamenti normativi, l'attività ispettiva in materia di sicurezza sul lavoro risulta attualmente ripartita tra le ASL, in via principale, e il nuovo Ispettorato nazionale, limitatamente ad alcuni profili di rischio. Quella in materia di tutela del lavoro, contribuzione e legislazione sociale è ripartita tra l'Ispettorato nazionale e, fino all'esaurimento dei ruoli, INPS e INAIL. Ed infatti, l'Ispettorato nazionale del lavoro integra, in un'unica struttura, i servizi ispettivi facenti capo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, all'INPS e all'INAIL, senza tuttavia assorbire le competenze attribuite alle aziende sanitarie locali, principali organismi di vigilanza in materia di adempimenti, ex decreto legislativo n. 81 del 2008;

dalle sigle sindacali più rappresentative si apprende di una situazione che rischia di creare grandi problemi agli operatori. In particolare, nella richiesta di incontro sul decreto ministeriale "Missioni Vigilanza", avanzata dalla CGIL (funzione pubblica), CISL (FP INPS), UILPA, in data 19 dicembre 2017, si legge:"Con nota del 5 dicembre scorso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha trasmesso alla Presidenza dell'Istituto il decreto ministeriale in oggetto che, con effetto entro il 31 gennaio di ogni anno, trasferisce in capo all'Ispettorato Nazionale del Lavoro le risorse finanziarie destinate a sostenere gli oneri di missione del personale ispettivo di INPS ed INAIL. È di tutta evidenza che un simile provvedimento, al di là dei profili interpretativi legati al richiamo dell'articolo 23 del DPCM del 23 febbraio 2016, citato quale presupposto dello stesso decreto ministeriale, se non chiarito nei suoi aspetti applicativi rischia di determinare solo un ulteriore appesantimento burocratico, sia in termini di adempimenti per gli ispettori chiamati ad operare sul campo sia in termini di possibili sovrapposizioni per le stesse Amministrazioni coinvolte, che mal si concilia con l'esigenza di una vigilanza celere, efficace e scevra da inutili orpelli che al contrario il DM rischia di generare. Il citato provvedimento si inserisce, naturalmente, nel quadro più generale delle criticità generate a seguito della riforma dei servizi ispettivi voluta dal Governo attraverso l'approvazione del Jobs Act. Una riforma a costo zero che, oltre a destare forti preoccupazioni per il personale interessato, potrebbe determinare pericolose ripercussioni sulle casse dell'Istituto, preposto per legge alla tutela del welfare del Paese. Non a caso, secondo le informazioni in nostro possesso, i dati relativi agli accertamenti ispettivi nel corso del 2017 denotano già uno scostamento significativo rispetto agli standard raggiunti negli anni precedenti";

considerato inoltre che il fenomeno delle sovrapposizioni delle ispezioni potrebbe essere risolto attraverso il collegamento tra le banche dati telematiche dei vari enti. Ed ancora, quanto all'uniformità di comportamento tra tutti gli ispettori coinvolti dalla suddetta riforma, basterebbe applicare omogeneamente la cosiddetta procedimentalizzazione dell'attività ispettiva, introdotta dall'art. 33 della legge n. 183 del 2010,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo intenda avviare le opportune verifiche, al fine di valutare, nel dettaglio, gli effetti derivanti dall'istituzione dell'Agenzia unica per le ispezioni del lavoro e, al contempo, i dati relativi agli accertamenti ispettivi nel corso del 2017, parametrandoli agli standard raggiunti negli anni precedenti;

quali iniziative intenda intraprendere per garantire il buon andamento dell'attività ispettiva;

se intenda, a tal fine, disporre un'audizione congiunta di tutte le collettività coinvolte, affinché gli elementi di criticità evidenziati possano formare oggetto di specifico confronto e, conseguentemente, di risoluzione.