ePub

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08704


Atto n. 4-08704

Pubblicato il 19 dicembre 2017, nella seduta n. 918

BENCINI , ROMANI Maurizio , ORELLANA , URAS , STEFANO - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

la dichiarazione di volontà a donare organi e tessuti è attualmente regolamentata dall'articolo 23 della legge n. 91 del 1999 e dal decreto ministeriale dell'8 aprile 2000, aggiornato poi con il decreto ministeriale dell'11 aprile 2008. Pertanto, nel nostro Paese, per la manifestazione della volontà di donare, vige il principio del consenso o del dissenso esplicito. Nella sostanza, i cittadini maggiorenni hanno la possibilità, non dunque l'obbligo, di dichiarare la propria volontà (consenso o diniego) in materia di donazione di organi e tessuti dopo la morte, attraverso una dichiarazione di volontà espressa presso gli uffici anagrafe di quei Comuni, che hanno attivato il servizio di raccolta e registrazione della dichiarazione di volontà, in fase di richiesta o rinnovo della carta d'identità;

si può procedere registrando la propria volontà, così come indicato sul sito internet del Ministero in indirizzo, anche presso la propria Asl di riferimento o il medico di famiglia, attraverso un apposito modulo, ovvero attraverso la compilazione del cosiddetto "tesserino blu" del Ministero della salute o del tesserino di una delle associazioni di settore, il quale deve essere conservato insieme ai documenti personali. Ed ancora, qualunque dichiarazione scritta che contenga nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà (positiva o negativa), data e firma, (considerata valida ai fini della dichiarazione dal decreto ministeriale 8 aprile 2000), anch'essa da conservare tra i documenti personali. Infine, l'atto olografo dell'Associazione italiana donatori di organi (AIDO);

considerato che:

in Italia il principio del silenzio assenso, sebbene previsto dalla legge n. 91 del 1999 (artt.4 e 5), non ha mai trovato attuazione. In particolare, l'articolo 4 della legge recita: "Entro i termini, nelle forme e nei modi stabiliti dalla presente legge e dal decreto del Ministro della sanità di cui all'articolo 5, comma 1, i cittadini sono tenuti a dichiarare la propria libera volontà in ordine alla donazione di organi e di tessuti del proprio corpo successivamente alla morte, e sono informati che la mancata dichiarazione di volontà è considerata quale assenso alla donazione, secondo quanto stabilito dai commi 4 e 5 del presente articolo";

ed ancora, non tutti i comuni, ad oggi, hanno attivato il servizio. Ed invero, le amministrazioni possono stabilire che il proprio ufficio anagrafe diventi un punto di raccolta e registrazione delle dichiarazioni di volontà al momento del rilascio o del rinnovo della carta d'identità. Basta una delibera di Giunta, la formazione del personale e l'interconnessione tra il sistema usato dal Comune e il sistema informativo trapianti. Tuttavia, tale adesione non è obbligatoria e, conseguentemente, il progetto denominato "Una scelta in Comune" non è attivo in tutti i comuni italiani;

la dichiarazione di volontà può essere modificata dal cittadino in qualsiasi momento, ma occorre tenere a mente che in sua assenza, in quanto non espressa in vita, la legge prevede la possibilità per i familiari, qualora interpellati dai medici, di opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento di morte;

considerato inoltre che:

la donazione degli organi rappresenta un atto di grande civiltà e di rispetto per la vita, un dono unico. Pertanto informarsi, scegliere e decidere in vita come esprimersi rispetto alla donazione rappresenta l'unico modo per elaborare una posizione personale in merito ed esser certi che questa venga rispettata. Inoltre, procedendo in tal modo, si sollevano i propri familiari da una scelta difficile in un momento delicato;

i dati, così come confermato dalla rete trapiantologica, composta dal centro nazionale trapianti, le sue sedi regionali, gli ospedali e le associazioni, vengono comunque valutati positivamente a livello nazionale, poiché su base annua continuano a registrarsi incrementi su incrementi,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda dare attuazione a quanto previsto dalla legge n. 91 del 1999 in tema di silenzio assenso "informato", attraverso il sistema di notifiche ivi previsto, sollecitando, al contempo, le amministrazioni comunali all'adesione del progetto "Una scelta in comune", con il relativo avvio della campagna informativa diretta ai cittadini e la formazione degli operatori dell'anagrafe, nonché alla risoluzione dei problemi legati ai server, ove registrare i dati.