ePub

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08079


Atto n. 4-08079

Pubblicato il 20 settembre 2017, nella seduta n. 879

D'ANNA - Ai Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca e dell'interno. -

Premesso che, a quanto risulta all'interrogante:

secondo quanto si apprende da notizie di stampa, la passata gestione delle proprie sedi periferiche da parte del Consiglio nazionale delle ricerche è stata caratterizzata da gravi sperperi di denaro pubblico e manifesta inefficienza;

secondo quanto si apprende dai medesimi organi di informazione, nella gestione pare che possa aver trovato spazio anche la malavita organizzata, favorita da diverse personalità dall'alto profilo, talvolta anche istituzionale;

sembrerebbe essere stato inoltre appurato che, da almeno 6 anni (ma probabilmente da molti di più), la sede del CNR di Catania risulta essere in affitto presso una società, il cui dominus sarebbe tale Mario Ciancio Sanfilippo, che risulta essere destinatario di un rinvio a giudizio per collusione con la mafia;

si legge infatti nel capo di imputazione, riportato anche dalla stampa, che secondo i pubblici ministeri ed il giudice per le udienze preliminari presso il Tribunale di Catania, il signor Ciancio avrebbe favorito l'associazione mafiosa denominata "Cosa nostra" fin dal 1982 ed in attuale permanenza. Il capo d'imputazione è di concorso esterno in associazione mafiosa per un periodo di oltre 30 anni;

le opposizioni ai pronunciamenti del Tribunale finalizzate a ottenere l'archiviazione sono state respinte per ben due volte e la seconda direttamente dalla Cassazione;

a prescindere dall'esito del processo e dalla responsabilità dei singoli, non è ammissibile a parere dell'interrogante che la pubblica amministrazione continui a riversare fiumi di denaro a società accusate di essere connesse alla mafia, specialmente se tali fatti riguardano enti prestigiosi come il Consiglio nazionale delle ricerche;

in qualunque altra circostanza, una normale amministrazione della cosa pubblica porterebbe a cessare subito la locazione e a individuare un'altra sede, atteso che ci si attende che nessuno intenda anche solo correre il rischio di favorire la mafia;

inoltre, ad avviso dell'interrogante, non solo ancora oggi il CNR, per effetto di scelte operate dalle precedenti gestioni, sta costantemente versando denaro ad una società sospettata di collusione con la mafia, ma lo fa in una misura elevatissima e in maniera del tutto priva di controllo: l'affitto in questione, infatti, fino a circa due anni fa, secondo quanto risulta all'interrogante, ammontava a circa un milione di euro all'anno (poi "ridotto" a 800.000 euro), cioè una cifra evidentemente abnorme, completamente fuori mercato, e con la quale il CNR avrebbe potuto procedere all'acquisto di una sede di proprietà;

tale somma viene erogata senza che sia mai stato chiesto all'Agenzia delle entrate il prescritto parere di congruità. Non solo, cioè, la pubblica amministrazione sta versando affitti ad una società sospettata di mafia, ma lo sta facendo per somme totalmente fuori dai valori di mercato e senza alcun controllo di congruità;

forse oggi, grazie alla nuova gestione, si è giunti a una soluzione circa la sede del CNR di Catania, tanto che, a far data dall'agosto 2016, l'ente si sarebbe concretamente attivato per dar corso alla procedura pubblica per la ricerca di un immobile da acquistare, al fine di stabilirvi la propria sede e la procedura di valutazione (durata quasi un anno);

il consiglio di amministrazione del CNR, infatti, secondo quanto risulta all'interrogante, ha deliberato di acquistare l'immobile offerto da una delle società che hanno partecipato al bando (la società Mvrmex Srl), sulla scorta del giudizio di un'apposita commissione, che ha individuato detto immobile come quello tecnicamente più idoneo. Il condizionale è però d'obbligo, perché sembrerebbe che, per impedire che la procedura selettiva finalmente indetta dal CNR vada in porto, si sia scatenata una ridda di reazioni da parte di forze sindacali locali (Filcarn Cgil Catania), delle alte istituzioni (presidenza della Regione Siciliana) e persino di alcuni parlamentari;

considerato che:

per non incorrere in pressapochismo, si informano i Ministri in indirizzo che le ragioni che animano questi soggetti sono state apprese e verificate, ed il quadro che ne è risultato è, se possibile, ancora più indicibile dell'idea iniziale;

in primo luogo, ci sono gli articoli di stampa che riportano le "ragioni" dei sindacati e di alcuni ex dipendenti della società aggiudicataria dell'appalto. Da essi risulterebbe quanto segue;

i sindacati e alcuni ex dipendenti della società aggiudicataria dell'appalto hanno organizzato svariate forme di protesta contro il CNR, sostenendo che la Mvrmex Srl, nel 2011, avrebbe acquistato l'immobile al costo di un euro dal precedente proprietario, e che l'operazione rappresenta quindi una mera speculazione e che pertanto il CNR non dovrebbe procedere;

vi sarebbe, inoltre, una delibera regionale secondo la quale il cespite in questione potrebbe essere rilevato dalla Regione Siciliana allo stesso prezzo di acquisto, cioè asseritamente al costo di un euro. Ma dalle verifiche fatte, peraltro estremamente semplici trattandosi di atti pubblici, si intuisce chiaramente che si tratta di affermazioni manifestamente false e strumentali. Quanto alla presunta "speculazione", è sufficiente leggere il contratto tra Myrmex Srl e la precedente proprietaria (la multinazionale del farmaco Pfizer) per capire che Myrmex non ha affatto acquistato "l'immobile" al prezzo di "un euro", ma risulta aver acquistato un complesso ramo d'azienda in cui l'attivo e il passivo erano equivalenti. Quanto alla tanto sbandierata delibera regionale essa sarebbe inefficace e inapplicabile;

nella vicenda, poi, è intervenuto anche il presidente della Regione, Rosario Crocetta. Risulta addirittura all'interrogante che un alto rappresentante della presidenza della Regione Siciliana, nel corso di una riunione in Prefettura lo scorso mese di agosto 2017, abbia messo nero su bianco che il presidente della Regione abbia ostacolato l'acquisto del cespite da parte del CNR. Se fondata, si tratterebbe di una circostanza di una gravità inaudita;

ostacolare, senza nessun potere o competenza, una gara ad evidenza pubblica è un atto illecito e, se fosse confermato, occorrerebbe informare immediatamente la competente Procura della Repubblica. Ancora una volta, ci si deve chiedere se il motivo per cui si ostacola l'acquisto della sede rientra tra i compiti istituzionali della Regione Siciliana;

a giudizio dell'interrogante questa situazione non può ulteriormente perdurare e occorre intervenire con la dovuta celerità: non ci si può permettere di scoprire, in un futuro magari nemmeno tanto lontano, che per anni lo Stato ha regalato milioni alla mafia,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano al corrente dei fatti esposti e come li valutino;

se corrisponda al vero che l'acquisto dell'immobile individuato come idoneo dal CNR per la sua sede di Catania non è ancora avvenuto e quali siano le motivazioni alla base di tale circostanza;

se corrisponda al vero che la Regione Siciliana, attraverso i suoi organi di governo, sarebbe intervenuta ad ostacolare lo svolgimento della gara pubblica indetta dal CNR per l'acquisto della nuova sede di proprietà a Catania, ed in che modo ciò sarebbe avvenuto;

se il CNR stia tuttora corrispondendo il canone di locazione alla società locatrice e a quanto esso ammonti;

se il Ministro dell'interno sia al corrente della circostanza per la quale la Prefettura di Catania ha provveduto ad informare le parti interessate (e soprattutto il CNR) che l'azionista di maggioranza della società attuale proprietaria dell'immobile condotto in locazione dal CNR ha perduto la capacità di contrarre con la pubblica amministrazione per effetto del rinvio a giudizio per l'ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa.