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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03946


Atto n. 3-03946

Pubblicato il 2 agosto 2017, nella seduta n. 871

ASTORRE , LUCHERINI , RANUCCI , MATURANI , MOSCARDELLI , CANTINI , AMATI , VALENTINI , FAVERO , FILIPPIN , TRONTI , BERTUZZI , PIGNEDOLI , MIRABELLI , FERRARA Elena , PEZZOPANE , PUPPATO , ALBANO , ROSSI Gianluca , GINETTI , BROGLIA , ESPOSITO Stefano , CAPACCHIONE , MARCUCCI , MANASSERO , LEPRI , VALDINOSI , SPILABOTTE , LAI , SCALIA , SANTINI , SPOSETTI , TONINI , TOMASELLI , COLLINA , FABBRI , BIANCO , BORIOLI , MUCCHETTI , FILIPPI , LATORRE , CARDINALI , CHITI , VATTUONE , PARENTE , LO GIUDICE , MATTESINI , CIRINNA' , ORRU' , PUGLISI , CUCCA - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti:

a Roma il servizio di trasporto è gestito e organizzato da Atac SpA. L'azienda per la mobilità, dopo la fusione, il 1° gennaio 2010, con Met.Ro SpA e Trambus SpA, con quasi 13.000 dipendenti, è oggi il primo gruppo di trasporto pubblico in Italia, oltre ad una delle più grandi realtà a livello europeo. Atac SpA è interamente partecipata dal Comune di Roma, configurandosi lo stesso come socio azionista;

la gestione di Atac SpA, in particolar modo a partire dalla Giunta guidata dal sindaco Alemanno, è stata caratterizzata a parere degli interroganti da un elevato livello di irresponsabilità manageriale, sia sotto il profilo amministrativo, che sotto il profilo economico-finanziario, sia in termini di controllo;

l'assoluta carenza di trasparenza delle attività gestionali da parte degli organi posti al vertice dell'Atac, oltre ad essere stata al centro di numerose inchieste da parte della magistratura ordinarie e contabili, ha determinato la formazione di un debito che allo stato attuale supera i 1.200 milioni di euro. Moltissimi sono i fattori che hanno contribuito al formarsi di una mole debitoria così elevata, considerevolmente superiore ai livelli di sostenibilità. Dal frequente ricorso alle procedure negoziate, senza pubblicazione dei relativi bandi, per l'affidamento dei lavori e dei servizi; agli abusi di ufficio legati alle assunzioni illecite, meramente arbitrarie, figlie di logiche clientelari (sentenza n. 18619/2016 della VIII sezione penale del Tribunale di Roma); agli indebiti compensi riconosciuti ai titolari di posizioni apicali, in violazione del quadro normativo esistente e consolidata giurisprudenza (sentenza n. 258/2016 della Corte dei conti); alla smisurata evasione tariffaria, che denota un'endemica assenza di controllo;

rilevato che attualmente Atac, oltre ai consolidati e gravissimi problemi finanziari, sembra non incontrare il pieno e costruttivo sostegno dell'unico azionista, l'amministrazione capitolina, necessario alla definizione di un serio e sostenibile piano di risanamento finanziario. Le ultime dimissioni rassegnate dal direttore generale, ingegner Bruno Rota, successive a quelle rassegnate nel 2016 dall'ingegner Marco Rettighieri, costituiscono l'epitome di una totale assenza di fiducia da parte della Giunta capitolina, che, pur essendo unico azionista della società, sembrerebbe preferire assumere atteggiamenti ingerenti, e soprattutto contrastanti con le politiche di risanamento e di riorganizzazione aziendale definite, o in via di definizione, dei vertici aziendali;

considerato che, con riferimento alle dimissioni dell'ingegner Bruno Rota e ai fatti che le hanno precedute, se non anche determinate da elementi provenienti da numerosi quotidiani e giornali, nonché dal web, sembrerebbero emergere le solite e dannose logiche clientelari, tendenti a favorire specifici fornitori di determinati servizi. Invero, alla luce delle testimonianze rese e diffuse da quotidiani di rilevanza nazionale, il dimissionario direttore generale Rota avrebbe subito ingerenze e interferenze da parte del presidente dalla III Commissione Mobilità, nonché vice presidente vicario dell'Assemblea capitolina, dottor Enrico Stefàno, il quale si sarebbe interessato nel segnalargli una specifica impresa fornitrice del servizio di bigliettazione;

posto che, a giudizio degli interroganti:

soltanto attraverso un efficiente servizio di mobilità è possibile conferire pienezza ed effettività al diritto costituzionale alla libera circolazione di ogni cittadino. Altresì soltanto attraverso un efficiente servizio di mobilità in una città avente risonanza mondiale come Roma, con milioni di visitatori e turisti all'anno, è possibile contribuire al rilancio dell'immagine stessa della capitale, costituendo i servizi legati alla mobilità, sia quelli di superficie che quelli sotterranei, un elemento imprescindibile per il godimento e la fruizione delle straordinarie attrazioni storiche, monumentali, culturali e artistiche, che solo Roma può vantare;

il servizio di mobilità della capitale non può non interessare anche le istituzioni di rango nazionale, Parlamento e Governo, anche alla luce dei vari impegni assunti dalle stesse, sotto il profilo del sostegno economico e finanziario nei confronti di Atac SpA,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, alla luce degli ultimi accadimenti, che hanno portato alle dimissioni del direttore generale di Atac SpA, ingegner Rota, non reputi opportuno promuovere, per quanto di competenza, un tavolo di confronto istituzionale necessario a: acquisire quegli elementi conoscitivi riguardanti l'esistenza, o meno, di una relazione tra i rappresentanti dell'azienda fornitrice di servizi di bigliettazione, Conduent, e il presidente Stefàno; verificare, per quanto di competenza, in quale sede e a che titolo sono stati incontrati, da parte del presidente Stefàno, i rappresentanti delle società, nonché il contenuto della documentazione, eventualmente, da quest'ultimo ricevuta; accertare, per quanto di competenza, se tra i prodotti e servizi acquistabili da Atac SpA figurino anche quelli che la società Conduent è in grado di fornire.