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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07776


Atto n. 4-07776

Pubblicato il 6 luglio 2017, nella seduta n. 853

MANCONI , CORSINI , STEFANO - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

il 20 giugno 2017, Marco Prato si è suicidato nella casa circondariale di Velletri (Roma), inalando il gas dalla bomboletta utilizzata per cucinare o scaldare vivande;

Marco Prato, insieme a Manuel Foffo, era in carcere a seguito di un gravissimo reato, l'uccisione di Luca Varani, il 4 marzo 2016, a Roma;

Manuel Foffo, reo confesso, è stato condannato a 30 anni di reclusione il 21 febbraio 2017, all'esito di un processo con rito abbreviato;

il processo a carico di Marco Prato, che sin dall'inizio, e anche nella lettera lasciata prima di compiere l'estremo gesto, si è dichiarato innocente, sarebbe dovuto iniziare il giorno dopo la sua imprevista e drammatica morte, il 21 giugno, davanti alla Corte d'assise di Roma;

Marco Prato aveva già tentato il suicidio nel 2011, dopo essere rientrato a Roma da Parigi, e una seconda volta due mesi dopo, e ancora poche ore dopo l'orribile omicidio di Luca Varani, ingerendo delle pillole in una camera d'albergo;

dopo essere stato trasferito una prima volta dalla casa circondariale di Regina Coeli a Velletri nell'agosto 2016, Marco Prato era tornato a Regina Coeli, a seguito di una segnalazione del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale;

nel marzo 2017, il nuovo trasferimento sarebbe stato disposto perché la permanenza a Regina Coeli, questa la motivazione addotta nel provvedimento, avrebbe rappresentato un fattore a favore del soggetto, che gli avrebbe permesso di adattarsi e crearsi un ambiente favorevole;

Marco Prato avrebbe chiesto la possibilità di svolgere un'attività nel carcere di Regina Coeli, richiesta disattesa dalle autorità dell'istituto;

la Procura di Velletri ha ora aperto un'indagine contro ignoti per istigazione al suicidio,

si chiede di sapere:

quali provvedimenti siano stati adottati dall'amministrazione penitenziaria, in particolare dagli istituti di Regina Coeli e di Velletri, in ottemperanza alla direttiva ministeriale del 2015, per evitare che un soggetto evidentemente a rischio come Marco Prato potesse suicidarsi;

per quali ragioni sia stato disposto il secondo trasferimento di Marco Prato nella casa circondariale di Velletri, dopo che il primo era stato revocato;

quali iniziative siano state adottate per ricostruire l'intera vicenda e se siano stati svolti accertamenti per verificare e sanzionare eventuali responsabilità;

in che modo l'amministrazione penitenziaria abbia dato seguito alle segnalazioni che su questo caso sono state puntualmente effettuate dal Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale;

quali misure voglia adottare il Ministro in indirizzo, anche in considerazione del fatto che, nei primi 6 mesi di quest'anno, si sono verificati 22 suicidi in carcere, per evitare che analoghi episodi si ripresentino in futuro.