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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03845


Atto n. 3-03845 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 29 giugno 2017, nella seduta n. 849

BLUNDO , GIARRUSSO , PUGLIA , GIROTTO , ENDRIZZI , BULGARELLI , IDEM , PELINO , CENTINAIO - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che con raccomandazione n. 1412/1999 il Parlamento e il Consiglio europeo, pur ribadendo l'impegno per la libertà di coscienza e di religione, invitavano i Governi degli Stati membri a istituire o sostenere, tra l'altro, centri indipendenti nazionali o regionali d'informazione sui gruppi di natura religiosa, esoterica e spirituale e a favorire la creazione di organizzazioni non governative per le vittime o le famiglie delle vittime di gruppi religiosi esoterici o spirituali. Nell'ottica di garantire una speciale attenzione e forme efficaci di assistenza alle persone più vulnerabili o mentalmente manipolabili da questi gruppi, in modo particolare i minori, lo stesso Parlamento europeo raccomandava al Comitato dei Ministri di prevedere azioni specifiche volte a istituire un osservatorio europeo sui gruppi di natura religiosa, esoterica o spirituale per rendere più facile lo scambio di informazioni tra i centri nazionali;

considerato che:

risulta agli interroganti che a nessuno dei precetti della raccomandazione sia stata finora data attuazione nel nostro Paese, nonostante siano stati presentati, nella XVII Legislatura e in quelle precedenti, numerosi atti di sindacato ispettivo, ancora senza riscontro, coi quali si sollecitavano le istituzioni italiane ad attivarsi per la loro immediata realizzazione;

a parere degli interroganti, il silenzio delle istituzioni è ancora più ingiustificato a fronte della proliferazione negli ultimi anni di gruppi religiosi, esoterici, spirituali e pseudo-terapici, anche a causa dell'esponenziale diffusione della rete web e delle nuove tecnologie internet. Molti di questi gruppi utilizzano raffinate tecniche di condizionamento mentale su persone che attraversano una fase particolarmente difficile della propria vita, offrendo loro un percorso di supporto spirituale o psicologico che col tempo si trasforma in un vero e proprio calvario, e diventano in molti casi vittime di abusi emotivi, fisici, economici e sessuali. Tale problematica è stata studiata in Italia già nel 1998 nel noto rapporto della Direzione centrale della polizia di prevenzione, titolato "Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia", oltre che nelle ripetute segnalazioni delle relazioni semestrali dei servizi di intelligence nazionali. Gli elementi raccolti hanno portato alla costituzione nel 2006 della squadra anti sette (SAS), specialità della Polizia che tuttavia svolge funzioni meramente repressive;

attualmente risulterebbe difficile quantificare con esattezza il fenomeno. Già in data 7 gennaio 2015 "l'Espresso" on line accendeva i riflettori su alcune vittime di tali movimenti, mettendo in risalto il trend espansivo del fenomeno, ma anche la disarmante carenza di dati. Nell'articolo si evidenziava, prendendo proprio spunto dal citato rapporto del 1998, la presenza di 76 movimenti religiosi per un totale di 78.500 affiliati. Il numero, col tempo, risulterebbe cresciuto a dismisura, tenuto inoltre conto che l'indagine si occupò prevalentemente di alcune tipologie di gruppi, costituenti, pertanto, una minima parte di quelli attualmente presenti sul territorio nazionale. Analogo argomento è stato trattato in un dossier pubblicato sul giornale on line "Linkiesta" nel gennaio 2016;

tra i casi di abusi più eclatanti compaiono, sulla base degli elementi informativi acquisiti dagli interroganti, quelli che hanno riguardato l'organizzazione dei testimoni di Geova, dove negli ultimi anni si sarebbero verificati molteplici abusi sessuali su minori, insabbiati e mai denunciati alle procure competenti dalla stessa congregazione. Di tali allarmanti vicende riferivano, tra gli altri, in maniera diffusa il quotidiano on line "Corriere della sera", in un video-inchiesta del 23 maggio 2016, la trasmissione televisiva "Le Iene" nel marzo 2016, "Il Giornale" il 23 maggio 2016, la "Gazzetta del Mezzogiorno" del 15 febbraio 2017; tali notizie di stampa riportano interviste e testimonianze dirette di vittime che hanno presentato anche alcuni esposti in varie Procure della Repubblica;

inoltre, commissioni governative indipendenti, quali quella australiana, attivate per far luce sugli abusi sessuali infantili in seno a realtà istituzionali e religiose, rilevavano la gravità e sistematicità di quanto emerso anche dalle citate fonti di stampa italiane. Nel caso dell'organizzazione geovista, nessuno dei 1.060 casi di abusi su minori registrati dalla chiesa dei testimoni di Geova d'Australia è risultato essere stato segnalato alle autorità competenti, gli abusatori sono stati frequentemente coperti o reintegrati nella confessione sulla base del semplice pentimento e le vittime di reato sottoposte, per contro, a processi di vittimizzazione secondaria e ostracizzate dall'organizzazione. Le politiche interne dei testimoni di Geova, analoghe in tutto il mondo, sono inoltre risultate, all'analisi della commissione suddetta, gravemente fallimentari in tema di tutela dei bambini e prevenzione dell'abuso minorile;

considerato infine che, a parere degli interroganti:

attualmente è presente un vuoto normativo non trascurabile in merito alle criticità evidenziate. A seguito, infatti, della dichiarazione di incostituzionalità, con sentenza della Consulta n. 96 del 1981, del cosiddetto reato di plagio previsto ex articolo 603 del codice penale, in Italia non è più esistita un'effettiva tutela giuridica dell'integrità fisica e psichica degli individui. Da allora sedicenti "santoni" e "guru" continuano ad agire indisturbati, mentre numerose proposte e disegni di legge giacciono in attesa di essere esaminate dalle Commissioni e Aule parlamentari;

complessivamente risulta essere nullo anche l'impegno delle istituzioni nella definizione di politiche sociali e culturali di prevenzione in materia di settarismo abusante o criminale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non consideri opportuno procedere ad un'analisi complessiva del fenomeno, ai fini di aggiornare il rapporto pubblicato nel 1998 che risulta essere ormai obsoleto, nonché approfondire le motivazioni che sottendono all'attuale scarsissima tutela giuridica dell'abuso sessuale infantile in contesti religiosi;

se, viste le proposte e i disegni di legge depositati in Parlamento, non ritenga altresì urgente adottare misure di carattere normativo volte a garantire un'efficace tutela giuridica dell'integrità fisica e psichica dei minori e in generale dei soggetti coinvolti, ovvero inseriti in contesti coercitivi;

quali siano le motivazioni che hanno concretamente impedito allo Stato italiano di recepire gli inviti contenuti nella raccomandazione n. 1412/1999 del Parlamento e del Consiglio europeo;

se non ritenga necessario adottare tempestivamente un piano nazionale di informazione e prevenzione in materia di settarismo abusante o criminale.