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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00461


Atto n. 2-00461 (procedura abbreviata)

Pubblicato il 12 aprile 2017, nella seduta n. 807

LO GIUDICE , MANCONI , CIRINNA' , ALBANO , AMATI , ANGIONI , BATTISTA , BORIOLI , CAPACCHIONE , CARDINALI , D'ADDA , DI BIAGIO , FABBRI , FASIOLO , FERRARA Elena , FILIPPI , FISSORE , LAI , LO MORO , MANASSERO , MASTRANGELI , MATTESINI , MUCCHETTI , ORELLANA , PAGLIARI , PALERMO , PANIZZA , PUGLISI , ROMANI Maurizio , ROSSI Gianluca , SANGALLI , SILVESTRO , SPILABOTTE , TOMASELLI , VACCARI , VALDINOSI , VALENTINI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. -

Premesso che:

la Repubblica cecena fa parte della Federazione russa e condivide con essa gli impegni presi riguardo alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo;

l'Unione europea e il Governo italiano hanno il dovere di rispondere, in caso di patente violazione dei diritti umani, alle "Guidelines to promote and protect the enjoyment of all human rights by lesbian, gay, bisexual, transgender and intersex (LGBTI) persons", adottate dal Consiglio per gli affari esteri dell'Unione europea del 24 giugno 2013;

considerato che, per quanto risulta agli interpellanti:

il giornale di opposizione in Russia "Novaya Gazeta" ha reso nota la drammatica situazione nella Repubblica cecena che vede dalla fine di febbraio 2017 più di 100 presunti omosessuali arrestati arbitrariamente e detenuti in prigioni illegali (una delle quali ubicata ad Argun), torturati e ricattati;

almeno 3 delle persone deportate sono state assassinate;

sui media internazionali sono riportate alcune inquietanti dichiarazioni di Alvi Karimov, portavoce del leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, che, oltre a negare l'accaduto, poiché in Cecenia «non esisterebbero omosessuali», afferma che, se esistessero, le autorità non dovrebbero intervenire perché «ci penserebbero le famiglie a mandarli in luoghi da dove non vi è ritorno»;

secondo la "Novaya Gazeta", ci sono prove del coinvolgimento delle autorità cecene, tra cui una foto del presidente del Parlamento ceceno e del capo del Ministero degli interni ad Argun postata il 7 marzo su "Instagram" con la sconvolgente didascalia: «le due persone ritratte hanno iniziato a "terminare" le persone con una sessualità non tradizionale»;

il "Russian LGBT Network" ha dato vita a una hotline per aiutare i gay ceceni, attraverso la quale stanno arrivando le prime testimonianze di sopravvissuti, secondo le quali i loro telefoni sarebbero stati lasciati accesi apposta per intercettare e arrestare altri gay;

i sopravvissuti hanno denunciato di essere stati sottoposti ad elettroshock e picchiati con bastoni e tubi di plastica, mentre alcuni hanno detto di essere stati ricattati per mesi e aver dovuto pagare migliaia di rubli per essere lasciati in vita;

secondo la "Novaya Gazeta", l'obiettivo di questa operazione sarebbe «la completa pulizia della Cecenia dagli uomini con orientamento sessuale non tradizionale»;

il Partito liberale russo, "Yabloko", parla esplicitamente di rischio di "genocidio";

il Parlamento europeo ha condannato l'accaduto il 6 aprile 2017, ma le autorità russe non hanno ancora aperto un'inchiesta ufficiale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia in possesso di maggiori informazioni circa i fatti esposti;

se intenda fare pressione sul Governo russo, affinché dia immediatamente luogo a un'inchiesta sulla detenzione illegale di sospetti omosessuali in Cecenia;

se voglia attivare tutte le iniziative urgenti necessarie per l'invio di osservatori internazionali in Cecenia;

se voglia mettere in pratica quanto stabilito dalle linee guida citate e operare affinché, in modo concreto, sia a livello europeo che a livello nazionale, ci sia un intervento contro questi crimini, sia per prevenirli che per punirli.