ePub

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03661


Atto n. 3-03661

Pubblicato il 11 aprile 2017, nella seduta n. 806

STEFANO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico. -

Premesso che secondo quanto risulta all'interrogante:

il consiglio di amministrazione della Rai, nel mese di febbraio 2017, ha sollecitato il Ministero dell'economia e delle finanze, in quanto azionista e regolatore della Rai, a comunicare la sua interpretazione riguardo all'estensione del limite di 240.000 euro lordi annui anche ai contratti delle risorse artistiche, al fine di "proteggere l'azienda dalle pesanti ricadute che un'applicazione immediata del limite retributivo sulle collaborazioni artistiche avrebbe avuto sull'intero equilibrio aziendale, sulla sua redditività e capacità di operare sul mercato", come riferito in una nota prodotta dalla stessa azienda;

nelle more della redazione del documento sulla questione da parte del Ministero, l'Avvocatura dello Stato ha provveduto a redigere un parere in surroga in cui vengono palesati dubbi in merito al tetto dei compensi degli artisti;

il prossimo consiglio di amministrazione della Rai si svolgerà il 13 aprile e dovrebbe disporre la revoca del tetto di 240.000 euro per tutti gli stipendi;

nell'ambito della querelle sul limite al compenso per gli artisti nei contratti Rai, in un articolo pubblicato su "Libero quotidiano" del 2 aprile si riferiva della «famigerata consuetudine del "precedente" retributivo, ovvero il vitalizio per i conduttori di Sanremo. In Rai, alla scadenza di ogni contratto, la rinegoziazione per la stagione successiva avviene parametrata al "precedente" cioè in base alle entrate dell'anno prima. Quelli che conducono Sanremo ottengono sempre - e in più rispetto a loro guadagno abituale - cifre variabili tra i 600mila e gli 800mila euro. Ripeto: in più, trattasi di un bonus per le tre serate all'Ariston. Bene. Ma il loro contratto, anche se magari non faranno più un Sanremo nella loro vita, dev'essere sempre almeno della stessa cifra, compresa di bonus. Solo che per chi non fa più Sanremo gli stessi soldi devono essere spalmati o sulle puntate dei singoli programmi, oppure sugli "speciali"»;

sempre nello stesso articolo si riferisce che «tutti i conduttori del Festival (...) si portano tutti il fardello miliardario del Festival, vita natural durante»;

questa "pratica" burocratica del precedente, ove esista, oltre a svincolare gli stipendi alti dagli ascolti, incide come forte limitazione anche su quelli più bassi,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza del sistema "del precedente" e, ove accertato il ricorso ad esso, se non ritengano necessario mettere in campo tutte le iniziative di rispettiva competenza utili ad estinguere questa pratica burocratica, in ragione della totale assenza di criteri meritocratici, nonché di giusta economicità per la gestione dei conti dell'azienda.