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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00778


Atto n. 1-00778

Pubblicato il 11 aprile 2017, nella seduta n. 805

ROMANO , ZELLER , FRAVEZZI , PALERMO , DI BIAGIO , COMPAGNONE , MANCUSO , RIZZOTTI , LIUZZI , MANDELLI , SUSTA , CARDINALI , GINETTI , DALLA ZUANNA , ORELLANA , LONGO Fausto Guilherme , SILVESTRO , AIELLO

Il Senato,

premesso che:

con la legge 28 marzo 2001, n. 145, è stata autorizzata la ratifica ed esecuzione della convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei diritti dell'uomo e della dignità dell'essere umano riguardo all'applicazione della biologia e della medicina, sottoscritta a Oviedo il 4 aprile 1997, nonché del protocollo addizionale del 12 gennaio 1998, n. 168, sul divieto di clonazione di esseri umani;

sono seguiti altresì il protocollo addizionale relativo ai trapianti di organi e di tessuti di origine umana, il protocollo addizionale sulla ricerca biomedica e il protocollo addizionale relativo ai test genetici a fini medici;

gli atti sono da tempo in vigore per gli Stati firmatari che hanno provveduto a depositare lo strumento di ratifica;

nel nostro Paese, nonostante l'autorizzazione alla ratifica intervenuta nel 2001, la convenzione, in carenza del successivo deposito dello strumento di ratifica in seno al Consiglio d'Europa, risulta priva di efficacia;

il Parlamento italiano, attraverso la legge n. 145 del 2001 ha, per un verso, autorizzato il Presidente della Repubblica a ratificare la Convenzione sui diritti dell'uomo e sulla biomedicina, adottata nell'ambito del Consiglio d'Europa (art. 1); contemporaneamente, ha conferito «piena e completa esecuzione» al trattato medesimo e relativo protocollo addizionale (art. 2), perfezionando il tradizionale schema legislativo in materia attraverso la previsione di una "clausola di adattamento" del diritto interno al contenuto del trattato, conferendo a tal fine una delega (mai esercitata) al Governo (art. 3);

pertanto, il modello tripartito di regolazione dei rapporti tra diritto interno e diritto internazionale, fondato sulla catena funzionale "autorizzazione-esecuzione-adattamento", sembra essere stato solo formalmente rispettato dalla legge n. 145 poiché è necessario preliminarmente verificare se lo Stato italiano si sia effettivamente impegnato a livello internazionale attraverso il completamento della procedura di ratifica;

sul tema dell'efficacia della convenzione nel diritto interno vi è una discussione dottrinale riguardante la natura, la definizione ed il contenuto della procedura di ratifica, esecuzione di trattati internazionali ed adattamento del diritto interno;

la giurisprudenza della Corte costituzionale italiana sembra condividere la necessarietà dell'elemento del deposito dello strumento di ratifica, riconoscendo come, in assenza del deposito a livello di diritto internazionale, la correlata legge contenente l'ordine di esecuzione deve considerarsi inefficace;

non essendo stato depositato lo strumento di ratifica presso il Consiglio d'Europa, dunque, il Governo italiano non ha ancora perfezionato il procedimento di ratifica;

considerato che:

pur non essendo la convenzione direttamente applicabile nell'ordinamento italiano, per mancanza dello strumento di ratifica, si ritiene che i suoi principi debbano essere rispettati dal legislatore interno, come principi generali dell'ordinamento giuridico; inoltre gli stessi principi sono stati più volte richiamati dalla giurisprudenza interna quale bussola per l'interpretazione di norme esistenti;

l'art. 36 della convenzione di Oviedo prevede che ogni Stato può, al momento della firma della convenzione o del deposito dello strumento di ratifica, formulare una riserva al contenuto di una disposizione particolare della convenzione, nella misura in cui una legge in quel momento in vigore sul suo territorio non sia conforme a detta disposizione, fermo restando che le riserve di carattere generale non sono autorizzate;

il comitato nazionale per la bioetica, nella seduta plenaria del 24 febbraio 2012, ha approvato una mozione per il completamento dell'iter di ratifica della convenzione di Oviedo con cui ha rinnovato la disponibilità ad esaminare sotto il profilo bioetico tutte le problematiche relative al completamento dell'iter di ratifica, inclusa l'indicazione di eventuali riserve ed i opportuni adeguamenti dell'ordinamento;

il mancato deposito dello strumento di ratifica costituisce un grave limite per l'applicazione nell'ordinamento interno dei principi fissati dalla convenzione e indebolisce la posizione dell'Italia, da tempo impegnata in sede internazionale nella promozione dei diritti umani e, in particolare, della dignità dell'essere umano, che può essere lesa dall'applicazione delle nuove tecnologie in assenza di adeguati presidi normativi;

non occorre alcun decreto ma semplicemente la volontà politica di depositare, conformemente al dispositivo della convenzione medesima, lo strumento italiano di ratifica, costituito dalla legge n. 145 del 2001. Questa è e resta competenza del Governo, unitamente alla presentazione di eventuali riserve al testo pattizio,

impegna il Governo a porre in essere tutte le iniziative necessarie affinché si compia l'iter di ratifica in seno al Consiglio d'Europa, al fine di dare piena e completa efficacia alla convenzione di Oviedo, la quale contiene principi fondamentali per la protezione dei diritti dell'uomo e della dignità dell'essere umano riguardo all'applicazione della biologia e della medicina.