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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00459


Atto n. 2-00459

Pubblicato il 6 aprile 2017, nella seduta n. 803

URAS , STEFANO , ROMANI Maurizio , BENCINI , ORELLANA , DE PIETRO - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, della giustizia e per gli affari regionali. -

Premesso che

lo statuto speciale di autonomia della Regione Sardegna, approvato con legge costituzionale n. 3 del 1948, prevede, all'articolo 14, che la Regione, nell'ambito del suo territorio, succeda nei beni e nei diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare ed in quelli demaniali, escluso il demanio marittimo. I beni e diritti connessi a servizi di competenza statale ed a monopoli fiscali restano allo Stato, "finché duri tale condizione";

questa disposizione di rango costituzionale è immediatamente precettiva, ed è rivolta a tutti gli organi dello Stato, nazionali, regionali e locali. In quanto tale è caratterizzata dalla natura essenzialmente obbligatoria del vincolo, come conseguenza della prevalenza della fonte rispetto alle altre leggi, ordinarie;

in particolare, ogni immobile che abbia perso la propria originaria funzione deve necessariamente essere trasferito alla competenza patrimoniale della Regione, la quale in forza delle proprie leggi, di norma, a sua volta conferisce tali proprietà agli enti locali sardi per il perseguimento di obiettivi di sviluppo economico o perché siano utilizzati a fini istituzionali, sociali e culturali;

in considerazione della vastità e della qualità del patrimonio immobiliare da acquisire, una parte del progetto di sviluppo locale dell'intera isola può passare attraverso la valorizzazione di tale patrimonio, che non solo deve essere condotto alla legittima proprietà in ragione della norma costituzionale vigente ma, soprattutto, deve diventare oggetto di specifici progetti debitamente finanziati;

le risorse economiche necessarie vanno individuate d'intesa con lo Stato, che deve prevedere un suo diretto intervento finanziario, anche ai sensi dell'art. 13 dello statuto speciale. In questo senso, è altresì prevista la compartecipazione delle autonomie locali e l'eventuale coinvolgimento del sistema imprenditoriale privato;

giusto quanto sopra, appare ingiustificato il ritardo con il quale di sovente le amministrazioni nazionali competenti avviano i singoli procedimenti di trasferimento delle proprietà, o peggio tentino di alienare nell'interesse del bilancio dello Stato nazionale;

ad oggi, sulla base di questa disposizione, la Sardegna ha molto da pretendere dallo Stato e su questo si richiede un urgente impegno del Governo e dei Ministeri più coinvolti come quello dell'economia delle finanze e della difesa;

considerato che:

la struttura che ha ospitato in passato la casa circondariale di Cagliari (ex carcere maschile e femminile) nel novembre 2014 è stata dismessa rispetto all'originaria funzione che ha svolto in modo continuativo sin dall'800 e per tutto il '900. La struttura, che copre una superficie di 15.000 metri quadrati e rappresenta la più grande struttura edilizia della città, è attualmente impiegata solo in parte dal Ministero di giustizia e solo episodicamente utilizzata per fini culturali;

quei muri sono stati testimoni di tante sofferenze ma, anche, di tanti momenti di umanità vera, di solidarietà attiva. La violenza della struttura si è trasformata nella violenza dello Stato quando, soprattutto negli ultimi tempi, il sovraffollamento ha contribuito a rendere insostenibile la vita dei reclusi e degli operatori pubblici del sistema penitenziario;

oggi quelle mura rappresentano la possibilità di costruzione di migliori condizioni di vita per l'intera cittadinanza di Cagliari, una realtà di grande pregio storico e culturale e di grande prospettiva economica;

alla storia tragica di tante vite che sono state obbligate dentro quelle celle, da una struttura che fu definita, nella cronaca degli anni scorsi "una Cayenna urbana", l'ex carcere di Buoncammino che sorge nell'omonimo colle, tra l'antico arsenale e accanto al museo archeologico nazionale, sopra gli edifici del dipartimento degli studi economici e sociali dell'università di Cagliari e dell'orto botanico cittadino, può rappresentare un modello di intervento sul quale testare un programma generale di iniziative per la valorizzazione produttiva del patrimonio pubblico regionale ex articolo 14 dello statuto,

si chiede di sapere:

quali misure di propria competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare, per porre fine alla situazione attuale e per riconsegnare alle amministrazioni locali e regionale sarde il patrimonio demaniale dismesso, tramite le forme consentite dalla legge e in particolare quelle individuate dall'art. 14 dello statuto speciale;

se abbiano intenzione di farsi parte attiva per avviare un tavolo di confronto con la Regione, il Comune di Cagliari e la Città metropolitana, per stabilire le modalità di trasferimento alla Regione della struttura dell'ex casa circondariale di Buoncammino.