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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03648


Atto n. 3-03648 (in Commissione)

Pubblicato il 5 aprile 2017, nella seduta n. 802

ROMANI Maurizio , BENCINI , URAS , SIMEONI , VACCIANO , MASTRANGELI , STEFANO - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

il parto definito come naturale non è in realtà privo di qualsiasi intervento medico. Al contrario, durante il travaglio e il parto, è piuttosto frequente la pratica di diverse procedure assistenziali, sull'esecuzione delle quali non sempre la letteratura scientifica è unanime nel consigliarle;

fin dal 1996 l'Organizzazione mondiale della sanità afferma nel documento "Care in normal birth: a practical guide" che l'obiettivo dell'assistenza ostetrica sia quello di avere una madre ed un neonato in buona salute con il minor livello di interventi possibile, compatibilmente con la sicurezza. Questo approccio, che promuove la normalità dell'evento nascita, sostiene che dovrebbe esistere sempre una valida ragione per interferire con il fisiologico processo che conduce al parto;

tra le pratiche suggerite solo in casi particolari, e che non dovrebbero essere eseguite sistematicamente, si trovano la rottura artificiale delle membrane, da realizzare solo in uno stadio avanzato del travaglio, il monitoraggio elettronico fetale, da eseguire solo in situazioni particolari e nel travaglio indotto, l'uso dell'episiotomia e le pressioni sul ventre in fase espulsiva (tra cui la cosiddetta manovra di Kristeller);

secondo i dati forniti dall'Istat su gravidanza, parto ed allattamento al seno, relativi all'anno 2013, si evince come il livello di intervento medico, a vario titolo, durante il parto naturale si attesti intorno al 72 per cento. In particolare le donne che hanno dichiarato di aver subito la cosiddetta manovra di Kristeller sono il 22, 3 per cento;

la manovra di Kristeller consiste in una pratica, inventata dal professor Samuel Kristeller nel 1867, che prevede un morbido accompagnamento delle contrazioni uterine misurando la forza di trazione di spinta delle mani, sul ventre materno, con un dinamometro e controllando tempi e frequenza delle contrazioni;

l'OMS sconsiglia la pratica della manovra perché potenzialmente molto pericolosa, sia per la partoriente che per il neonato. Può infatti comportare la rottura delle costole, rischi di lesioni vaginali e perineali, rottura dell'utero, distacco della placenta, danni permanenti al neonato e alla madre, tanto che in alcuni Paesi, come Spagna e Gran Bretagna, è stato posto il divieto di eseguirla;

in Italia non esiste il divieto alla pratica della manovra di Kristeller e, a differenza di quanto sostenuto dall'OMS nelle sue raccomandazioni, è spesso eseguita in modo soggettivo e non regolamentato, senza controllo e misurazione delle spinte sul ventre materno e rappresenta uno dei principali fattori di rischio dell'area ostetrica. E ancor più grave l'esecuzione di questa manovra non viene quasi mai riportata nel certificato di assistenza al parto. Ad esempio, nella Regione Toscana, la delibera n. 922 del 2002 dispone la registrazione dell'intervento solo quando vengano effettuate più di 3 spinte. Inoltre, secondo quanto affermato pubblicamente dall'assessore per la sanità toscana Saccardi, questo tipo di manovra non costituisce debito informativo a livello centrale;

anche di recente non sono isolati i casi riportati dalla cronaca nazionale in cui l'esecuzione di questa pratica ha portato a conseguenze estreme, fino al decesso della partoriente, mentre appare sempre più confusa la reale percezione della politica circa l'effettiva pratica della manovra di Kristeller. Se, da un lato, infatti, nel rispondere ad un'interrogazione (5-09703) dell'on. Colonnese sulla recente morte di una giovane donna presso l'ospedale di Careggi (Firenze), il sottosegretario di Stato Faraone ha affermato che nell'azienda sanitaria la manovra è ancora eseguita da parte di personale esperto e solo in alcuni casi selezionati, dall'altro, il direttore del dipartimento materno infantile di Careggi ha sostenuto di poter escludere categoricamente l'utilizzo di questa pratica;

la scarsa trasparenza e l'utilizzo di dati non corretti circa la reale esecuzione della manovra di Kristeller negli ospedali del nostro Paese hanno gravi ripercussioni su tutto il sistema sanitario, sia in termini di verifica della qualità delle cure, che in termini di programmazione sanitaria e di equità del risarcimento. L'attuale sistema informativo pare dunque configurarsi come un circolo vizioso che, partendo dalla produzione di dati non attendibili, giunge ad un'inadeguata formazione, al mancato aggiornamento delle linee guida sul parto, al disinteresse nei confronti dell'innovazione tecnologica, favorendo di fatto la medicina difensiva,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se non ritenga opportuno promuovere un'indagine mirata ad accertare l'effettiva esecuzione della manovra di Kristeller negli ospedali italiani;

se non ritenga urgente attivarsi per favorire una più efficiente comunicazione ed elaborazione dei flussi informativi a livello centrale, al fine di migliorare sensibilmente l'efficienza degli audit e, di conseguenza, la programmazione sanitaria circa la valutazione e la gestione del rischio clinico.