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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00454


Atto n. 2-00454

Pubblicato il 23 marzo 2017, nella seduta n. 791

GIOVANARDI , QUAGLIARIELLO , COMPAGNA , AUGELLO , GASPARRI , TREMONTI , SACCONI , RIZZOTTI , BERNINI , MAURO Giovanni , DAVICO , AZZOLLINI , NACCARATO , CENTINAIO , DIVINA , ALBERTINI , ZIZZA , BRUNI , TARQUINIO , COMAROLI , PERRONE , LIUZZI , D'AMBROSIO LETTIERI , MALAN , SERAFINI - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. -

Premesso che secondo quanto risulta agli interpellanti:

recentemente, un giudice monocratico di Torino, nel condannare con sentenza di primo grado un commerciante filatelico, ha teorizzato che tutte le lettere indirizzate, sin dal tempo degli antichi Stati, ad ogni tipo di ente pubblico, farebbero parte del demanio dello Stato;

nella sentenza, si dà atto che storicamente, con leggi dello Stato italiano, si è proceduto allo spoglio di interi archivi pubblici, destinando centinaia di milioni di documenti alla Croce rossa, perché ne potesse disporre per le sue attività benefiche;

lo stesso giudice ha opinato che, malgrado queste disposizioni legislative, tale materiale sarebbe dovuto andare al macero o comunque, se alienato a terze persone in decenni di compravendite nelle bancarelle, nei convegni filatelici, nelle aste pubbliche eccetera, il possessore potrebbe essere denunciato per incauto acquisto, qualora non alleghi ad ogni singolo pezzo il certificato di spoglio;

addirittura, negli scorsi anni sono state sequestrate collezioni di posta di combattenti della prima guerra mondiale, inviate dal fronte ai familiari, in quanto i locali archivi le hanno ritenute di valore storico, non tenendo conto del fatto che, dal 1915 al 1918, furono spediti dai soldati al fronte ben 4 miliardi di lettere e cartoline;

tutto questo è avvenuto disattendendo una circolare del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che diversificava la situazione delle buste o lettere trafugate dagli archivi, con relativa denuncia di furto, e i milioni di pezzi detenuti legittimamente dai collezionisti;

malgrado la circolare, si moltiplicano su tutto il territorio nazionale i sequestri e le denunce da parte dei carabinieri e dei responsabili degli archivi, con il rischio di paralisi di una realtà in cui operano una ventina di case d'asta, centinaia di commercianti, migliaia di circoli filatelici, milioni di appassionati, con un giro di affari di parecchie centinaia di milioni di euro;

l'Italia è un Paese con un immenso patrimonio culturale da salvaguardare, messo in pericolo dagli scarsi mezzi messi a disposizione per la sua tutela,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga che i suoi uffici centrali e periferici stiano perseguitando i collezionisti, per merito dei quali o dei loro nonni e genitori si sono salvate dal macero e dalla distruzione piccoli frammenti di storia di scarsissimo valore economico, ma di indubbio valore affettivo;

se non ritenga urgente modificare la normativa in vigore, per chiarire, senza dubbi interpretativi, quando sia legittima la detenzione di una lettera indirizzata storicamente ad un ente pubblico o che comunque, abbia più di 50 anni.