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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07195


Atto n. 4-07195

Pubblicato il 16 marzo 2017, nella seduta n. 788

CATALFO , GIARRUSSO - Ai Ministri per la semplificazione e la pubblica amministrazione e dell'interno. -

Premesso che, secondo quanto risulta agli interroganti:

nel maggio 2013, la Corte dei conti ha confermato in appello la sentenza n. 4126 del 15 dicembre 2011 e ha condannato per danno erariale per il conferimento di tre incarichi esterni all'ufficio stampa del Comune, l'ex sindaco di Catania, Umberto Scapagnini e diversi membri della Giunta;

i suddetti incarichi esterni, considerati inutili, in quanto il Comune di Catania aveva già personale interno per identiche mansioni, erano stati conferiti a Michela Petrina, Giuseppe Lazzaro Danzuso e a Giovanni Iozzia;

considerato che, a quanto risulta agli interroganti:

Giuseppe Lazzaro Danzuso avrebbe curato i rapporti con la stampa per il sindaco di Catania, Enzo Bianco, durante la scorsa campagna elettorale, firmando i comunicati del candidato sindaco e accompagnandolo in tutte le iniziative pubbliche. Dal 10 dicembre 2013, Lazzaro Danzuso è consulente esterno della società Asec Trade, partecipata del Comune di Catania, per la quale svolge l'attività di comunicazione e ufficio stampa ("isiciliani" del 18 febbraio 2015);

il giornalista Iozzia, con decorrenza 1° agosto 2016, è stato nominato portavoce del sindaco della città metropolitana di Catania;

"i due giornalisti citati dall'opposizione sono portavoce personali del sindaco Bianco" così risponde a una precisa domanda l'assessore alla trasparenza della Giunta, Saro D'Agata, che due sere fa era stato interpellato dal capogruppo di Area Popolare, Manlio Messina, in merito proprio al ruolo dei due giornalisti, Giuseppe Lazzaro Danzuso e a Giovanni Iozzia che, a suo parere, lavorano in Comune senza averne i requisiti. D'Agata ha invece giustificato questa presenza aggiungendo "I due giornalisti rispondono al sindaco e agli assessori" ("La Sicilia", del 19 febbraio 2015);

D'Agata ha confermato che i due giornalisti sarebbero destinatari di un contratto di portavoce personale del sindaco, già da tempo stipulato, "per gestire i rapporti tra sindaco, assessori e la stampa" ("La Sicilia" del 19 febbraio 2015);

considerato inoltre che a quanto risulta agli interroganti:

presso il Comune di Catania è presente un ufficio stampa formato da personale con regolare contratto di lavoro con l'amministrazione;

l'articolo 7 della legge n. 150 del 2000, recante "Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni", determina che "l'organo di vertice dell'amministrazione pubblica può essere coadiuvato da un portavoce, anche esterno all'amministrazione, con compiti di diretta collaborazione ai fini dei rapporti di carattere politico-istituzionale con gli organi di informazione. Il portavoce, incaricato dal medesimo organo, non può, per tutta la durata del relativo incarico, esercitare attività nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche. Al portavoce è attribuita una indennità determinata dall'organo di vertice nei limiti delle risorse disponibili appositamente iscritte in bilancio da ciascuna amministrazione per le medesime finalità";

la nomina "di figure, anche a titolo gratuito, che svolgono attività per l'amministrazione pubblica è sempre normata dalla legge e impone dei parametri stringenti e dei vincoli a favore della legalità, dell'antimafia e della tutela delle Istituzioni" ("cataniatoday" del 21 febbraio 2015);

"L'utilizzo al Comune di Catania di giornalisti portavoce personali direttamente retribuiti dal sindaco Bianco reso noto dall'assessore alla legalità Rosario D'Agata e confermato anche da fonti sindacali, crea una sovrapposizione tra interessi pubblici e privati che sembrerebbe violare l'obbligatoria funzione di imparzialità e trasparenza, a tutela dei cittadini, della Pubblica Amministrazione" ("cataniatoday", del 21 febbraio 2015),

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano attivarsi presso le sedi di competenza, conformemente alle prerogative loro attribuite dall'ordinamento, affinché sia fatta chiarezza sulla composizione dell'ufficio stampa del Comune di Catania e sull'effettiva posizione di Giuseppe Danzuso e Giovanni Iozzia.