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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03562


Atto n. 3-03562 (in Commissione)

Pubblicato il 8 marzo 2017, nella seduta n. 780

ROMANI Maurizio , BENCINI , MOLINARI , URAS , STEFANO , SIMEONI , VACCIANO , DE PIETRO , MASTRANGELI , MUSSINI , FUCKSIA - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

il fascicolo sanitario elettronico è stato istituito con l'articolo 12 del decreto-legge n. 179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012, inteso come l'insieme di dati e documenti digitali di tipo sanitario e sociosanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi riguardanti l'assistito. È istituito dalle Regioni e dalle Province autonome, nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, e con le finalità elencate al comma 2 riguardanti la prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, lo studio e la ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico, la programmazione sanitaria, la verifica della qualità delle cure e la valutazione dell'assistenza sanitaria;

ha come obiettivo quello di fornire ai medici una visione globale ed unificata dello stato di salute del cittadino, rappresenta il punto di aggregazione e di condivisione delle informazioni e dei documenti clinici generati dai vari attori del Sistema sanitario nazionale. Contiene eventi sanitari e documenti di sintesi organizzati secondo una struttura gerarchica paziente centrica, che permette la navigazione fra i documenti clinici in modalità differenti a seconda del tipo di indagine;

le successive modifiche introdotte dal decreto-legge n. 69 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 98 del 2013, hanno stabilito quale termine per l'attivazione del fascicolo sanitario elettronico presso le Regioni e le Province autonome il 30 giugno 2015;

al fine di accelerare il processo di predisposizione delle piattaforme regionali, nel dicembre 2013 è stato istituito un tavolo tecnico, coordinato dall'Agenzia per l'Italia digitale (AgID) e dal Ministero della salute, nel quale sono stati coinvolti attivamente i rappresentanti delle Regioni, del Ministero dell'economia e delle finanze, il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e il Centro interregionale per i sistemi informatici geografici e statistici (CISIS), per analizzare gli aspetti tecnici, normativi e procedurali e disegnare gli scenari di riferimento nella progettazione dell'intervento. Il primo risultato è rappresentato dalle linee guida per la presentazione dei piani di progetto regionali per il fascicolo sanitario elettronico, mentre il prosieguo delle attività ha riguardato la definizione dei processi per l'interoperabilità interregionale e l'elaborazione delle relative specifiche tecnico-funzionali;

il regolamento operativo, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 178 del 2015, ha successivamente definito le regole con le quali le Regioni hanno dovuto predisporre il proprio sistema di fascicolo sanitario elettronico in linea con le tempistiche di realizzazione del progetto indicate dal decreto-legge n. 179 del 2012;

l'architettura di una piattaforma regionale di fascicolo sanitario elettronico comprende due componenti principali: la prima riguarda i documenti e i dati prodotti dalle strutture sanitarie e la seconda l'indicizzazione di tali documenti e dei dati. In tale architettura, i documenti e dati sanitari sono memorizzati nei repository presso le strutture sanitarie. La titolarità del documento e del dato è di chi produce il documento o il dato stesso, mentre l'indice regionale conserva i metadati inerenti ai documenti e ai dati prodotti, quali la tipologia del documento, l'autore del documento, il paziente al quale il documento si riferisce e il riferimento al repository che conserva il documento;

tra le piattaforme tecnologiche regionali è garantita l'interoperabilità. L'AgID e il Ministero della salute hanno presentato il primo rilascio dell'infrastruttura per l'interoperabilità del fascicolo sanitario elettronico nel dicembre 2015;

da gennaio 2016, a partire dalle Regioni che hanno già sviluppato il fascicolo regionale, il processo di implementazione è entrato nella sua fase operativa rendendo i fascicoli interoperabili su tutto il territorio nazionale. In questa prima fase l'infrastruttura ha previsto due set di servizi principali, il primo in grado di assicurare i servizi di ricerca e recupero dei documenti oltre alla comunicazione dei metadati, e il secondo contenente servizi a valore aggiunto sviluppati sulla base delle richieste regionali. Le Regioni, per collegarsi all'infrastruttura, hanno dovuto manifestare l'adesione al piano di test coordinando con l'AgID i test di avvio;

con un comunicato del 2 agosto 2016, l'AgID ha reso noto come si sia concluso positivamente il processo di integrazione dei servizi di interoperabilità messi a disposizione delle regioni sull'infrastruttura nazionale necessaria a garantire l'interoperabilità dei FSE con il servizio di identificazione degli assistiti attraverso il sistema tessera sanitaria;

con la legge n. 232 del 2016 (legge di bilancio per il 2017), sono state apportate ulteriori modifiche all'articolo 12 della legge n. 179 del 2012. Sulla base delle esigenze avanzate dalle Regioni e dalle Province autonome l'Agenzia per l'Italia digitale diviene responsabile, in accordo con i Ministeri della salute e dell'economia, della progettazione dell'infrastruttura nazionale necessaria per garantire l'interoperabilità dei fascicoli sanitari elettronici, la cui realizzazione è curata dal Ministero dell'economia attraverso l'utilizzo dell'infrastruttura del sistema tessera sanitaria. In particolare dovranno essere garantiti l'interoperabilità dei fascicoli e dei dossier farmaceutici regionali e l'identificazione dell'assistito, attraverso l'allineamento con l'anagrafe nazionale degli assistiti. Per la progettazione dell'infrastruttura nazionale per l'interoperabilità la legge di bilancio per il 2017 ha autorizzato una spesa di 2,5 milioni di euro all'anno a decorrere dall'anno 2017;

il novellato comma 15-quater dell'articolo 12 dispone inoltre che la realizzazione del fascicolo sanitario elettronico sia compresa tra gli adempimenti cui sono tenute le Regioni e le Province autonome per l'accesso al finanziamento integrativo a carico del Servizio sanitario nazionale. È stato previsto inoltre l'istituto del commissariamento per le Regioni inadempienti;

considerato che:

il 26 ottobre 2016, nell'ambito di un'audizione presso la Commissione bicamerale di vigilanza sull'anagrafe tributaria, il sottosegretario di Stato per la salute Vito De Filippo ha illustrato lo stato di avanzamento delle attività di attuazione, mostrandosi dubbioso circa la possibilità che queste si potessero concludere entro la fine del 2016. Le attività di monitoraggio hanno infatti evidenziato la necessità di approfondire alcuni aspetti comuni a tutte le regioni, per i quali sono stati attivati tavoli specifici e gruppi di lavoro tematici riguardanti: le modalità di accesso al fascicolo sanitario per gli assistiti e per gli operatori sanitari; la gestione del consenso; le modalità tecniche per la firma digitale; la promozione di azioni di comunicazione e diffusione delle attività relative al fascicolo sanitario; il coordinamento, il supporto e l'elaborazione di linee guida per la gestione standardizzata e integrata delle codifiche necessarie a garantire l'interoperabilità semantica dei documenti e dei dati clinici contenuti; la definizione di specifiche tecniche e degli standard richiesti per l'interoperabilità; la verifica e la pubblicazione di documenti condivisi di supporto alla progettazione esecutiva; la definizione delle linee d'indirizzo condivise a livello nazionale, considerando le possibili evoluzioni funzionali dello stesso fascicolo sanitario;

secondo lo stato di avanzamento di attuazione dell'agenda digitale, aggiornato al 1° marzo 2017, le Regioni con fascicolo sanitario elettronico attivo sono 7, mentre nelle altre i progetti sono ancora in fase di implementazione ad eccezione di Campania, Calabria e Sicilia;

sulla base di quanto annunciato dal sottosegretario De Filippo, la conclusione delle attività dei gruppi tematici è prevista per il mese di marzo 2017;

anche le Regioni nelle quali il fascicolo è diffuso ed operativo da più tempo non vi è un utilizzo massivo né da parte del cittadino né da parte dei clinici,

si chiede di sapere:

quali siano i risultati dei gruppi di lavoro tematici e quali siano dunque le prospettive di realizzazione del fascicolo sanitario elettronico nelle Regioni non ancora operative;

quali siano nel dettaglio le criticità evidenziate nelle Regioni Campania, Calabria e Sicilia e che hanno impedito ad oggi l'attivazione del fascicolo sanitario elettronico e quali iniziative siano state previste dal tavolo tecnico di monitoraggio e di indirizzo al fine di dare maggior impulso alle attività di realizzazione da parte di queste Regioni;

se non ritenga opportuno riferire con regolarità, nell'ambito delle Commissioni parlamentari competenti, circa lo stato di avanzamento nell'attività di attuazione del fascicolo sanitario elettronico.