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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03391


Atto n. 3-03391 (con carattere d'urgenza)

Pubblicato il 12 gennaio 2017, nella seduta n. 739
Svolto nella seduta n. 770 dell'Assemblea (23/02/2017)

PERRONE , AMORUSO , AZZOLLINI , BOCCARDI , BRUNI , COMPAGNA , D'AMBROSIO LETTIERI , LIUZZI , QUAGLIARIELLO , STEFANO , TARQUINIO , ZIZZA - Ai Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali e dell'economia e delle finanze. -

Premesso che:

l'insolita ondata di maltempo che ha colpito il centro sud del Paese ha provocato enormi disagi alla popolazione, causati principalmente dal collasso delle infrastrutture, ma soprattutto ha causato ingenti danni all'industria ortofrutticola e zootecnica;

in particolare, i danni maggiori si sono registrati in Puglia che, come noto, è tra i principali produttori di ortofrutta a livello nazionale. La Regione, infatti, produce quasi un quinto dell'ortifrutticoltura italiana, con una produzione di oltre 150 tonnellate, ricoprendo il 16 per cento della superficie ortofrutticola totale italiana, per un valore produttivo che supera i 900 milioni di euro;

la Puglia ha altresì un ruolo rilevante, anche rispetto agli scambi commerciali, giacché alimenta i circuiti commerciali nazionali, soprattutto con prodotto fresco venduto sfuso, e in considerevoli quantitativi;

le associazioni di categoria (tra cui AssoFruit Italia, Confagricoltura e Coldiretti) hanno denunciato gli effetti disastrosi derivanti dal maltempo, che hanno pregiudicato le produzioni invernali, che a breve sarebbero dovute andare in produzione (carciofi, rape, cavolfiori, scarole, cicoria, eccetera). In particolare, l'uva da tavola, che rappresenta un'eccellenza del territorio a livello mondiale, rischia di essere irreversibilmente compromessa dal crollo delle strutture, che hanno ceduto al peso della neve. Per le stesse ragioni, risultano compromesse anche le serre delle circa 700 aziende florovivaistiche presenti sul territorio;

per quanto riguarda il comparto zootecnico, che conta circa 2.000 aziende, centinaia sono gli animali morti a causa del freddo, le cui carcasse non riescono ad essere smaltite, a causa delle strade rese impraticabili dalla neve, con i conseguenti rischi igienico sanitari. Allo stesso modo, la mancanza di elettricità, il congelamento delle condotte idriche degli impianti di mungitura e l'impossibilità di consegnare i prodotti, hanno in pochi giorni provocato perdite al comparto del latte del 35 per cento;

secondo una prima stima dei danni, nella sola Regione Puglia le perdite superano i 110 milioni di euro, con la perdita dell'80 per cento delle produzioni di ortaggi e frutta, mentre le consegne di ortaggi sono crollate del 70 per cento, facendo aumentare i prezzi anche del 200 per cento, a causa delle disponibilità ridotte dei prodotti;

a quanto detto, vanno aggiunti i gravi danni alle colture agrumicole, viticole e frutticole (anche di serra) in Calabria, Sicilia e Campania; il danneggiamento degli oliveti in Calabria, Abruzzo e Molise; nonché la compromissione delle piante dei legumi e delle orticole in Campania e Luciana. Situazioni che aggravano il bilancio di questo disastro economico ed ambientale;

considerato che:

gli aiuti di Stato previsti per lo "stato di calamità naturale" operano in deroga al principio generale dell'incompatibilità degli aiuti di Stato con il mercato comune. La Commissione europea, in occasione degli aiuti erogati per le aree dell'Emilia-Romagna dopo il terremoto del 2012, ha specificato che gli aiuti non devono comportare una sovra compensazione e devono servire a coprire i danni provocati dalla calamità naturale;

il decreto legislativo n. 102 del 2004 prevede che, in presenza di avversità atmosferiche eccezionali e di calamità naturali, che incidono sulla produzione lorda vendibile annuale delle singole aziende agricole interessate in misura non inferiore al 30 per cento della produzione ordinaria, possono essere attivati gli interventi contributivi e creditizi ex post del Fondo di solidarietà nazionale;

l'attivazione di detti interventi può essere disposta su richiesta regionale, dopo che siano state accertate tali condizioni di danno per effetto della riduzione delle rese produttive annuali, da parte degli organi tecnici delle singole regioni;

parimenti, la vigente normativa del Fondo di solidarietà nazionale che disciplina gli interventi del soccorso a favore delle aziende agricole colpite da calamità naturali e da avversità atmosferiche eccezionali, stabilisce che le domande di aiuto devono essere presentate dagli interessati alle Regioni territorialmente competenti o agli enti locali (amministrazioni provinciali, comunità montane, eccetera) da esse delegati, entro il termine perentorio di 45 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale di dichiarazione di eccezionalità,

si chiede di sapere:

quali interventi urgenti il Governo intenda attivare in favore delle aree colpite da questi eccezionali eventi atmosferici, al fine di contenere i danni, ma soprattutto per rimettere le aziende agricole in grado di poter tornare a produrre in tempi brevi, che verosimilmente non possono essere quelli previsti dall'attuale normativa nazionale per la gestione delle calamità nazionali;

se non ritenga opportuno intervenire con un provvedimento legislativo ad hoc che possa risarcire integralmente gli agricoltori quanto meno dei danni alla produzione, atteso che, senza risorse aggiuntive a quelle del Fondo di solidarietà e la previsione di sgravi tributari e creditizi, i danni alla coltivazione saranno a lungo termine. Ciò al fine di evitare che la scarsità dei prodotti ortofrutticoli a livello nazionale, il conseguente rincaro dei prezzi, che andrebbe ad incidere a livello economico su tutte le famiglie italiane, nonché le ricadute occupazionali su tutta la filiera agricola, possano incidere in maniera negativa sui consumi e sull'intera economia nazionale.