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Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00432


Atto n. 2-00432

Pubblicato il 10 gennaio 2017, nella seduta n. 737

URAS , LAI , STEFANO , BATTISTA , CANDIANI , ANITORI , ORELLANA , MOLINARI , BENCINI , DE PIETRO , MASTRANGELI - Ai Ministri dell'economia e delle finanze, per la semplificazione e la pubblica amministrazione e per gli affari regionali. -

Premesso che per quanto risulta agli interpellanti:

l'INSAR SpA è una società partecipata al 55,39 per cento dalla Regione Sardegna ed al 44,61 per cento da Italia Lavoro SpA, a sua volta interamente controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze. La società, a capitale interamente pubblico, svolge, anche ai sensi della legge regionale n. 20 del 2005 (abrogata dall'art. 45 della legge n. 9 del 2016) e su affidamento dei soci, servizi attinenti alle politiche del lavoro. Ha sede a Cagliari, Nuoro e Sassari e ha un organico composto da 20 dipendenti di cui due dirigenti, due quadri e 16 impiegati;

l'esame dell'attività di INSAR, affidatale di volta in volta dai soci, fa emergere un dato allarmante: è evidente che, con il dichiarato fine di portare a termine gli obiettivi assegnatigli, l'INSAR fa un ripetuto e costante ricorso a professionalità esterne al proprio organico senza che lo stesso sia suffragato da esigenze operative e neppure direttamente riconducibili agli obiettivi assegnati;

dal 1° gennaio 2015 al 14 novembre 2016 sono stati conferiti, nell'ambito della realizzazione di diversi progetti, 195 incarichi esterni pari ad un esborso economico di 1.968.063,09 euro, oltre a oneri di legge. Infatti, sulla base di una scelta che appare discutibile e non in linea con i dettami in materia di trasparenza, stabiliti nel decreto legislativo n. 33 del 2013, l'INSAR ha indicato nel sito solo gli importi imponibili degli incarichi conferiti, ma non gli oneri accessori. Ciò significa che volendo aggiungere anche solo l'Iva al 22 per cento, senza considerare l'importo delle casse di previdenza delle singole figure professionali, l'importo speso in poco meno di 2 anni supera i 2.400.000 euro, ossia una media di oltre 1.200.000 euro all'anno. In tali somme non sono incluse neanche le spese di docenza sostenute nel corso dell'anno 2015 per le 2.400 ore esternalizzate per il progetto "Euroallumina", di cui l'INSAR non pubblica il costo complessivo ma indica soltanto le ore di docenza, in difformità rispetto a quanto stabilito nel decreto legislativo n. 33 del 2013;

inoltre, la metodologia di conferimento degli incarichi non è rispettosa dei principi base che dovrebbero ispirare la spesa del danaro pubblico. Infatti, nonostante nel regolamento, del quale si è dotata l'INSAR per il conferimento degli incarichi, si legga che "finalità del presente regolamento è quella di garantire il rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità, non discriminazione e pubblicità", di fatto le azioni sono agli antipodi delle intenzioni. A fronte di 195 incarichi esterni, 125 sono stati conferiti in assenza di qualsivoglia procedura comparativa, ossia nel 64 per cento dei casi l'INSAR ha deciso, sua sponte, misconoscendo qualsivoglia criterio garantista dell'imparzialità, come la Costituzione vorrebbe, di conferire incarichi diretti, convogliando migliaia di euro di soldi pubblici nelle mani di soggetti scelti direttamente dalla società;

nel restante 36 per cento dei casi si è avvalsa di soggetti scelti dalle sue short list o è ricorsa a procedure comparative scarsamente pubblicizzate, riducendo, o annullando di fatto, la possibile partecipazione di terzi soggetti potenzialmente interessati, ergo raggiungendo, per vie caratterizzate da una parvenza di trasparenza, il risultato voluto, aggirando le disposizioni di carattere generale che regolano l'obbligo dell'utilizzo del procedimento ad evidenza pubblica;

considerato che, per quanto risulta:

della molteplicità di incarichi, nella maggior parte appaiono essere superflui e generatori di una doppia ingiustificata spesa. Per esempio, nel corso del 2016 sono stati conferiti, nel medesimo giorno, a due professionisti differenti, nell'ambito del medesimo progetto (piano di politiche attive per i lavoratori del parco geominerario storico e ambientale della Sardegna) due distinti incarichi per l'importo di 38.000 euro, oltre a oneri di legge, cadauno, ossia circa 50.000 euro l'uno, con oggetto "esperto disciplina codice contratti pubblici" uno, ed "esperto in gare d'appalto" l'altro;

si ritiene che in un'ottica di oculatezza e razionalizzazione della spesa, nel rispetto del principio di economicità che governa la spesa pubblica, sarebbe stato forse più opportuno racchiudere tale professionalità in un unico soggetto e conferire un solo incarico. Infatti, è innegabile che un soggetto esperto nella disciplina del codice degli appalti sia anche competente in gare d'appalto. O per meglio dire non è difficile trovare tale professionalità in un unico soggetto. Pertanto l'INSAR avrebbe potuto conferire l'incarico ad un professionista munito della doppia (e non rara) competenza, con la possibilità di un risparmio in termini economici non indifferente;

ultimamente, in costanza di tale contratto, è stato conferito al professionista già titolare di incarico come "esperto disciplina codice contratti pubblici", retribuito nella misura di 38.000 euro, oltre a oneri di legge, ossia 48.214,40 euro, un ulteriore incarico con oggetto "esperto in diritto amministrativo", dell'importo di 35.000 euro, oltre a oneri di legge, ossia complessivi 44.408 euro. Competenza contrattualizzata all'interno del medesimo progetto "piano di politiche attive per i lavoratori del parco geominerario storico e ambientale della Sardegna". Quest'ultimo episodio conferma la leggerezza con la quale l'INSAR spende i soldi pubblici, attraverso logiche poco chiare e scevre di qualsiasi principio di contenimento della spesa. Invero, principi di razionalizzazione e correttezza avrebbero imposto l'accentramento in un'unica figura del soggetto competente in gare d'appalto, codice dei contratti pubblici e diritto amministrativo;

inoltre, ad accrescere i dubbi rispetto a tale concentrazione di incarichi contribuisce l'arco temporale nel quale essi sono stati conferiti. Il primo incarico, infatti, con oggetto "esperto disciplina codice contratti pubblici", è stato conferito in data 21 luglio 2016, con scadenza al 21 dicembre 2016, ed il secondo incarico con oggetto "esperto in diritto amministrativo" è stato conferito in data 28 ottobre 2016 con scadenza al 14 novembre 2016. Non è ipotizzabile che la necessità di una consulenza in ambito amministrativo sia sorta in costanza di contratto avente per oggetto una materia, propria, del ramo del diritto amministrativo;

stesso discorso riguarda i due incarichi, uno conferito per 12.000 euro e l'altro per 4.000 euro, assegnati nel corso dell'anno 2016, nel medesimo giorno, ad altri due professionisti, nell'ambito del medesimo progetto (progetto assistenza tecnica piano di politiche attive per i lavoratori ALCOA ed ex ILA), il primo con oggetto "esperto in progettazione e programmazione europea con esperienza decennale" e il secondo con oggetto "esperto in progettazione e programmazione europea con esperienza quinquennale";

anche in relazione a quest'ultimo caso appare evidente la superficialità con la quale vengono conferiti gli incarichi e spesi i soldi pubblici. Infatti, non si comprende la logica nel conferire il secondo incarico avente il medesimo oggetto del primo ad un altro soggetto, quest'ultimo con esperienza quinquennale e non decennale. Non si tratta neanche di una scelta imposta da nuove esigenze sorte in corso di esecuzione del progetto, posto che gli incarichi sono stati conferiti nel medesimo giorno;

ulteriore esempio di conferimenti "discutibili" è costituito dalla triade di incarichi conferiti nel 2016 a tre soggetti diversi con il medesimo oggetto "progetto per la revisione della normativa in tema di formazione e in tema di cooperazione". Due incarichi sono stati conferiti nell'agosto 2016 per l'importo stabilito per ciascuno in 28.800 euro, oltre a oneri di legge, ed un terzo assegnato il 14 novembre, per il medesimo importo e con il medesimo oggetto;

ci si chiede quale sia la ratio nello spendere circa 110.000 euro (86.400 euro, oltre a oneri di legge), per il conferimento di tre incarichi identici aventi il medesimo oggetto, nel corso del medesimo arco temporale;

ancora, scorrendo l'elenco degli incarichi del 2015, emerge che nel giugno di quell'anno sono stati conferiti lo stesso giorno e allo stesso professionista legale due incarichi dell'importo di 19.000 euro uno e 18.000 euro l'altro, oltre a oneri di legge, dunque per un totale complessivo di 47.000 euro, con oggetto rispettivamente di "assistenza giuridica" e "parere professionale". È evidente che l'oggetto dei due incarichi conferiti sia il medesimo, posto che l'assistenza giuridica si estrinseca necessariamente anche nella redazione di un parere professionale. Per cui la duplicazione delle voci risulta apparentemente incomprensibile;

evidenziato che, per quanto risulta agli interpellanti:

gli esempi riportati sono soltanto alcuni dei più eclatanti fra i molti casi che suscitano perplessità circa il rispetto da parte dell'INSAR dei principi che regolano l'azione amministrativa e gli investimenti di fondi pubblici. Soprattutto se si considera che ad un ricorso così massiccio al conferimento di consulenze esterne non corrisponde un reale tornaconto in termini di celerità nell'esecuzione dei progetti o nella loro corrispondenza alle indicazioni dei soci;

a titolo di esempio basti analizzare lo stato del progetto ICO-Edili, costola del progetto ICO, partito nel luglio 2015, finalizzato al rilancio dell'edilizia in Sardegna, con l'obiettivo di riqualificare circa 3.500 lavoratori attraverso l'offerta di una formazione aggiornata e adeguata alle reali esigenze di mercato: la Regione Sardegna ha destinato a tale progetto 6 milioni di euro, affidandone la gestione all'INSAR. Ad oggi il progetto non risulta ancora partito, i 3.500 lavoratori da oltre un anno attendono che si dia esecuzione a quanto promesso e pubblicizzato dalla Regione, e l'INSAR nel frattempo continua a conferire incarichi esterni di attività relative al "progetto ICO-Edili" pur se questo progetto non è ancora partito. Nel solo 2016, sono stati conferiti ben 15 incarichi esterni legati, a vario titolo, al progetto ICO-Edili, per un totale di circa 300.000 euro, ma non esiste traccia alcuna dello stato di avanzamento di tale attività progettuale, in evidente contrasto con le esigenze di celerità che l'INSAR annovera tra i motivi per i quali ricorre alla esternalizzazione di incarichi. In particolare, nonostante il progetto sia stato presentato a luglio 2015, e nel corso del 2016 siano state attribuite all'esterno consulenze per non meglio qualificate attività progettuali legate al progetto, ad oggi il bando non è stato pubblicato e l'incarico per la sua redazione è del 9 novembre 2016;

inoltre, l'incarico con oggetto "predisposizione del bando ICO Edili" è stato conferito in rigorosa assenza di procedura ad evidenza pubblica, per l'importo di 15.000 euro, oltre a oneri di legge, ad un professionista esterno, ed il medesimo giorno è stato conferito, sempre ad altro professionista esterno, l'incarico di "predisposizione delle attività per il bando ICO-edili", in assenza di procedura comparativa, per l'importo di 20.000 euro, oltre a oneri di legge;

orbene, pure in tale caso legittimi appaiono i dubbi rispetto alla necessità di conferire il doppio oneroso incarico. Invero, in un'ottica di normalità logica consequenziale, il professionista che si accinge a preparare un bando necessariamente predispone anche le attività prodromiche allo stesso. Ciò emerge con maggiore evidenza dall'analisi dei curricula dei due professionisti incaricati: sono portatori della medesima identica professionalità, hanno lavorato a molti progetti simili, vantano la stessa esperienza in "progettazione e realizzazione di percorsi formativi", per cui ci si chiede quale sia la necessità di frazionare un unico incarico, eseguibile, a costi inevitabilmente ridotti, da un'unica persona. Inoltre, si consideri che i soggetti destinatari di questi incarichi sono stati destinatari nel corso delle annualità 2015/2016 di altri incarichi diretti, conferiti in assenza di procedura comparativa, con corrispettivo pari ad 115.900 euro, per un professionista e 145.000 euro l'altro, nonché risultano essere legati a vario titolo ad altre società destinatarie nel 2015 di incarichi con compensi di circa 100.000 euro;

si rilevano anomalie anche nella gestione del progetto ICO (interventi coordinati per l'occupazione), per il quale l'INSAR è stato destinatario di 14.000.000 euro, con l'obiettivo di "predisporre e gestire un progetto pluriennale (…) diretto al rilancio della occupabilità e dell'inclusione attiva al lavoro, favorendo l'inserimento lavorativo delle persone alla ricerca di un impiego e delle persone inattive (...) attraverso il coinvolgimento del tessuto imprenditoriale isolano, con specifico riferimento alle piccole e medie imprese" (delibera della Giunta regionale n. 30/10 del 30 luglio 2013). Attraverso questo progetto la Regione intendeva incentivare le assunzioni delle piccole e medie imprese più esposte e vittime della crisi che attanaglia il territorio, con l'obiettivo di creare nuovi stimoli e dinamicità all'interno di settori, quali l'agroalimentare, tecnologico e nautico, individuati come settori con potenzialità di crescita. Nonostante l'indirizzo fornito dal socio Regione Sardegna rispetto ai requisiti dimensionali delle imprese destinatarie dei contributi, scorrendo l'elenco delle imprese ammesse, nel settore ICT, balza agli occhi il nome di società come Avenade Srl, con sede legale in Milano, nata come joint venture tra Microsoft corporation e Accenture LLP: società che non può certo essere definita né piccola né media impresa, radicata nel mercato nazionale ed internazionale, della quale la Accenture LLP è azionista di maggioranza, azienda leader a livello globale nella fornitura di servizi digitali innovativi. La Avenade Srl è stata destinataria di contributi da parte dell'INSAR nella misura di 350.000 euro;

discostandosi da quanto richiesto dal socio Regione Sardegna, il requisito dimensionale non è stato adottato quale criterio di valutazione dei partecipanti. Si rileva peraltro che l'INSAR, al fine di avviare, realizzare e monitorare il progetto ICO, si è avvalsa di ben 43 collaboratori esterni nel corso degli anni 2015 e 2016, spendendo oltre 1.000.000 euro a tale scopo;

appaiono evidenti, ad avviso degli interpellanti, le anomalie attraverso le quali INSAR gestisce i fondi pubblici destinati allo sviluppo di politiche attive per il lavoro. Soprattutto sono legittimi i dubbi sulle valutazioni a supporto della scelta di conferire incarichi a professionalità esterne piuttosto che investire sulle professionalità interne ed aumentare le stesse di qualche unità;

in particolare, considerando che tutta l'attività dell'INSAR è rivolta, come detto, allo sviluppo di politiche attive per il lavoro, appare evidente che professionalizzando all'interno dell'INSAR stessa le unità presenti ed investendo nell'incremento dell'assunzione di nuovi lavoratori dipendenti, si sarebbero potuti raggiungere in molti ambiti di competenza profili interni di professionalità elevata e allo stesso tempo si sarebbe di gran lunga ridotto e circoscritto a funzioni meno qualificate e meno onerose il ricorso al mercato esterno. Non a caso, più volte le organizzazioni sindacali sono intervenute chiedendo un incontro ai vertici dell'INSAR, al fine di discutere rispetto all'inquadramento del personale dipendente, anche alla luce dei numerosi esborsi per consulenze, ma la società ha sempre evitato l'incontro,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza delle irrituali modalità con le quali vengono conferiti gli incarichi all'interno della partecipata, seppur in via indiretta, anche, dal Ministero dell'economia;

se intendano intervenire, anche attivando le necessarie interlocuzioni con la Regione autonoma della Sardegna, perché sia scongiurato l'utilizzo di percorsi gestionali rischiosi per il corretto impiego di denaro pubblico, e venga imposta, anche attraverso il potere dei soci, una modalità trasparente ed imparziale di conferimento degli incarichi;

se intendano, anche alla luce della riforma di cui al decreto legislativo n. 175 del 2016, valutata l'inopportunità in termini istituzionali di una partecipazione societaria all'interno di una società che non rispetta i criteri del pubblico agire, dismettere tale quota di partecipazione, anche in considerazione del fatto che nel territorio sardo, ove opera l'INSAR, un altro ente regionale, ossia l'ASPAL, con un organico di ben 800 unità, svolge funzioni analoghe.